Ultima modifica: 5 Marzo 2021

10 febbraio – Il Giorno del ricordo

PIETRE.

 

Argenteo fremito

di frondosi ulivi.

Conche bionde di messi

e verdi di prato.

 

PIETRE,

gelide ed infuocate,

sitibonde pietre,

ch’ammucchia il curvo

campagnol paziente

cercando terra.

Terra sanguigna

che tinge di rosso

madenti volti

di povere macchine umane,

che rompe la pelle,

che brucia le occhiaie

infossate dalla fatica.

 

PIETRE,

che il mare accarezza,

che il mare percuote,

che leviga, il mare;

velate di pini

che cercan la linfa

entro le rocce.

 

PIETRE.

Cunicoli fondi

dipindi di morte.

Irte foibe abissali

percosse d’urla inumane.

 

ISTRIA!

Terra di pietre e di vento,

terra d’odio e d’amore,

 

ISTRIA!

terra del mio dolore.    

 

“ISTRIA” Bepi Nider

PIETRE.

Argenteo fremito
di frondosi ulivi.
Conche bionde di messi
e verdi di prato.

PIETRE,
gelide ed infuocate,
sitibonde pietre,
ch’ammucchia il curvo
campagnol paziente
cercando terra.
Terra sanguigna
che tinge di rosso
madenti volti
di povere macchine umane,
che rompe la pelle,
che brucia le occhiaie
infossate dalla fatica.

PIETRE,
che il mare accarezza,
che il mare percuote,
che leviga, il mare;
velate di pini
che cercan la linfa
entro le rocce.

PIETRE.
Cunicoli fondi
dipindi di morte.
Irte foibe abissali
percosse d’urla inumane.

ISTRIA!
Terra di pietre e di vento,
terra d’odio e d’amore,

ISTRIA!
terra del mio dolore.

“ISTRIA” Bepi Nider


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