Ultima modifica: 18 Marzo 2021

That’s it. Done.

“Salutiamo la nostra cara collega Luciana Baratta Staltari che ci ha lasciato con il ricordo di una ex-studentessa.
Ciao Luciana.
La comunità scolastica tutta”.

La prof. Baratta è stata la mia insegnante di Inglese per i primi due anni di Liceo.

L’ho conosciuta la prima ora del primo giorno del primo anno: rimasi impressionata da quell’incontro, tanto intimorita quanto incuriosita da una professoressa che aveva la fama di essere molto esigente, ma la migliore nella sua materia. In effetti “la Baratta”, a suo modo, non ha mai permesso a nessuno di restare indietro: ha sempre richiesto di mirare all’eccellenza, senza se e senza ma. Sono convinta che, con la sua infinita passione, abbia dimostrato a tutti di avere a cuore non solo l’insegnamento di una lingua, ma anche i suoi tanti studenti di cui parlava sempre con sincera stima e affettuosità.

La notizia della sua scomparsa mi ha sentitamente colpita. In fondo, un piccolo pezzo della mia adolescenza passata fra le mura del Tosi, fatto di compiti e interrogazioni a sorpresa, verbi irregolari ripetuti allo sfinimento, momenti di sconforto e altrettanti di appagamento, se n’è andato via con lei. Spero che, ovunque si trovi ora, sappia che dopo quella interrogazione del secondo anno ho imparato la differenza fra accent stress.

In terza superiore le chiesi di scrivere qualche riga di saluto prima del suo retirement. Rileggendole, una frase in particolare mi colpisce:

“Today, after all these years, I realize there is much more to share with students than just the technicalities of a foreign language, however beautiful the English language may be. That’s it. Done.”

Le sono riconoscente per quanto mi ha insegnato.

La ricorderò sempre con affetto e profonda gratitudine.

To make a prairie it takes a clover and one bee,
One clover, and a bee.
And revery.
The revery alone will do,
If bees are few.

Francesca Genoni


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