Ultima modifica: 2 Giugno 2021

2 giugno Festa della Repubblica

1946 e 2021 sono due momenti che segnano un nuovo inizio nella storia dell’Italia e per la vita degli Italiani – così il Presidente Sergio Mattarella nel suo saluto in apertura del  concerto in occasione  della Festa Nazionale della Repubblica.

Riportiamo nell’articolo alcuni significativi passaggi del saluto del Presidente della Repubblica.

1946 e 2021 sono due momenti che segnano un nuovo inizio nella storia dell’Italia e per la vita degli Italiani – così il Presidente Sergio Mattarella nel suo saluto in apertura del  concerto in occasione  della Festa Nazionale della Repubblica.

Riportiamo di seguito alcuni significativi passaggi del saluto del Presidente della Repubblica. E’ possibile leggere il testo integrale al link

 

Celebriamo una ricorrenza particolarmente importante: settantacinque anni or sono il popolo italiano, lasciandosi alle spalle le tragedie della dittatura e della guerra, scelse la Repubblica. […]

Il progresso realizzato dalla Repubblica Italiana in questi settantacinque anni è stato straordinario. Ci ha accompagnato una condivisione di valori e di prospettiva con le numerose nazioni con le quali abbiamo cooperato.

E’ questa dimensione del multilateralismo – radicata nella nostra Costituzione – che ha espresso l’autentica vocazione del nostro Paese: contribuire a realizzare un mondo in pace, in cui i diritti della persona e dei popoli trovino piena attuazione, secondo regole assunte dalla comunità internazionale.

Si tratta di diritti inalienabili e indivisibili. […]

La concezione di un bene comune, più importante di ogni particolarismo, ci ha portato ad essere convintamente parte della Unione Europea, elemento imprescindibile della nostra stessa identità nazionale.

La terribile esperienza della pandemia e dei suoi effetti ha reso evidente la profonda interdipendenza dei destini dei nostri popoli […]

Questa cooperazione è chiamata a sostenere le opportunità offerte da una nuova stagione di ripresa e rinascita, civile ed economica. […]

Mi permetto di invitare, a questo fine, a trovare le tante ragioni di un impegno condiviso, che non attenua le differenze, ma unisce gli sforzi di tutti contro i nemici dell’umanità.

La nascita della Repubblica Italiana, nel 1946, segnava anch’essa un nuovo inizio: la edificazione di una casa comune, basata sulla libera sottoscrizione di un patto di cittadinanza da parte dei cittadini e, per la prima volta, delle cittadine.

Sulle macerie il popolo italiano, i popoli d’Europa, i popoli del mondo, si proposero di non ripetere gli errori del passato. Non sempre ci siamo riusciti.[…]

E’ un disegno incompiuto, per il quale moltiplicare gli impegni comuni.

Con questa convinzione e in questa prospettiva auguro a tutti buona Festa della Repubblica Italiana.

 

 


Torna su