La terapia del freddo nel mondo dello sport

France's midfielder Claire Lavogez stands in a medical device used for cryotherapy at at the French national football team training base in Clairefontaine-en-Yvelines, on May 11, 2015 as part of the preparation for the upcoming FIFA 2015 World Cup. AFP PHOTO / FRANCK FIFE -FRANCE OUT- (Photo credit should read FRANCK FIFE/AFP/Getty Images)

La criosauna utilizzata dagli sportivi per il benessere fisico

Nella crioterapia, dal greco kryos (freddo), viene sfruttato il potere delle basse temperature per recuperare  il tono muscolare dopo uno sforzo fisico, ridurre i tempi di recupero dagli infortuni e diminuire il dolore. L’epoca delle bombolette spray, delle buste del ghiaccio o dei bagni in acqua ghiacciata è finita: la tecnologia avanza e, con essa, i macchinari utilizzati nelle terapie. I metodi più adoperati per il trattamento di zone circoscritte sono la crioterapia a getto d’aria con temperatura variabile tra gli 0 e i -30°C e quella ad ultrasuoni, effettuata con uno strumento con una testa raffreddata che raggiunge i -5°C.

La vera e propria innovazione, però, è quella che sostituisce le vasche riempite con acqua e ghiaccio, e viene chiamata criosauna. La si somministra in grandi cilindri d’acciaio, in cui viene vaporizzato azoto liquido che raggiunge temperature tra i -120 e i -200°C. Di conseguenza, anche la temperatura corporea diminuisce e i recettori cutanei del freddo mandano un segnale al cervello, che richiama il sangue verso il centro del corpo, proteggendo così gli organi nobili dallo sbalzo termico. La circolazione interna si arricchisce di ossigeno, enzimi e sostanze nutritive. All’uscita dalla sauna avviene il processo inverso: si assiste ad una vasodilatazione ed il sangue arricchito raggiunge le parti periferiche del corpo. Il trattamento è breve e non può superare i 3 minuti. L’azione benefica riguarda tutto il corpo (esclusa la testa): il congelando indossa solo guanti, calze, biancheria intima e una mascherina. Un ciclo di trattamento dura tra i 10 e i 15 minuti ed è costituito da una decina di sedute. Questa metodologia è del tutto sicura e non presenta controindicazioni in un individuo sano: le temperature così rigide sono sopportabili perché si tratta di un freddo secco e non umido.

«È un rimedio che in termini diversi era già in uso 40 anni fa. Dopo gli allenamenti più gravosi, i massaggiatori delle squadre di calcio preparavano due vasche, una d’acqua fredda e una d’acqua calda, in cui facevano immergere gli atleti per pochi minuti, al fine di smaltire acido lattico e fatica», ricorda Piero Volpi, ortopedico e traumatologo dell’Istituto Humanitas di Milano e responsabile del settore medico dell’Inter. Per la verità, gli sbalzi termici trarrebbero la loro origine dalle terme dell’antica Roma, notoriamente suddivise in calidarium, tepidarium e frigidarium. Oggi queste tecniche, perfezionate e più all’avanguardia, vengono utilizzate sempre più dai professionisti sportivi, ma non solo. Note le fotografie postate da alcuni componenti della nazionale italiana di calcio, pronti per la criosauna poche ore dopo la vittoria contro il Belgio agli Europei 2016. Le testimonianze arrivano da tutto il mondo: Usain Bolt, LeBron James e Shaquille O’Neal, campioni dell’NBA, diversi club e nazionali calcistici, rugbisti, maratoneti, … Tra tutti questi campioni, impossibile non citare Cristiano Ronaldo, che possiede una criosauna nella sua villa a Madrid, capace di arrivare fino a -200°C: sembra questo uno dei suoi segreti per mantenere il corpo alla massima forma.

Ad oggi non sono pervenute notizie di gravi effetti collaterali all’uso di questo tipo di crioterapia, nonostante sia opportuna un po’ di prudenza, sottoponendosi ad accurate visite mediche prima di affrontare tale trattamento.

Davide Di Puorto 3A

 

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