Una giovanissima eccellenza filosofica italiana

La passione e la tenacia di una giovane campionessa di filosofia e la sua dissertazione riguardo alla pratica del velo.

Chiara Alessia Quistelli è la studentessa barese che ha recentemente conquistato il podio delle gare nazionali di filosofia, tenutesi a Roma alla fine di marzo, distinguendosi tra più di diecimila ragazzi italiani. A fine maggio volerà a Rotterdam, in Olanda, per rappresentare il nostro Paese alle fasi internazionali di questa competizione del sapere.

Studentessa di liceo linguistico, a soli 18 anni, dopo aver trascorso il quarto anno in Francia come esperienza interculturale che le ha permesso di crescere e di consolidare le sue competenze, ha ottenuto la vittoria a queste olimpiadi nella sezione di lingua straniera, scegliendo la traccia relativa all’estetica di Nietzsche ed eleborando un trattato in francese sul concetto nietzscheano di volontà di potenza per cui “l’arte è nient’altro che arte! E’ quella che rende più possibile la vita, è il grande stimolante della vita”. Convinta che discipline quali l’arte e la filosofia vengano sottovalutate e considerate inutili nella società moderna, Chiara ha voluto conferire loro importanza, riportando una serie di riflessioni nelle quali sostiene la propria tesi e riprende l’opera di Lucio Ordine L’utilità dell’inutile.

Rappresentando la propria regione, ha poi vinto la categoria a squadre, in cui bisognava discutere la pratica del velo, sostenendola o criticandola. Come ha spiegato durante il suo breve ma incisivo intervento durante una puntata del programma Le Parole della Settimana condotto da Massimo Gramellini, Chiara si è dichiarata favorevole alla libertà di scelta delle donne di coprirsi il capo. Ha infatti sostenuto che l’importante, in una società che crede nello sviluppo nel progresso materiale e spirituale, sia offrire sempre più opportunità, invece di diminuirle, ed evitare di togliere e ridurre libertà e diritti, indipendentemente da quali possano essere. Ha sostenuto che, per crescere, è fondamentale affermare e non negare. Sottrarre a qualcuno la possibilità di essere in un determinato modo, esprimere se stessi e mostrare la propria esistenza seguendo le proprie tradizioni e la propria cultura (nei limiti imposti da una società civile e democratica) non può appertenere al nostro orizzonte ideale, poichè ci fondiamo sul diverso e sulla pluralità, il pensiero unico non essendo contemplato nei nostri ordinamenti. Ovvero, se la libertà comporta anche l’ accettazione di mode transitorie, spesso stravaganti, che conquistano soprattutto i giovani, allora dobbiamo accettare di buon grado anche coloro che, con motivazioni ben più fondate, si mostrano con il capo velato.

Chiara Nebuloni 3A

 

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