Il “Messaggero” extrasolare: che notizie ci porta?

Lo scorso ottobre l’Istituto Astronomico di Honolulu ha rilevato per la prima volta quella che inizialmente sembrava una cometa, poi identificata invece come un  asteroide extrasolare. Data la localizzazione del Canada-France-Hawaii Telescope che l’ha captato, è stato chiamato Oumuamua, che in hawaiano significa “Messaggero che arriva da lontano”. Ma quali le novità che ci porta questo muto viaggiatore interstellare?

La principale informazione è relativa alla composizione di alcune stelle delle quali si conosceva ancora poco: ad esempio, il sistema stellare di Vega, attraversato prima di giungere nel nostro sistema solare, ha variato il colore del corpo, facendo arrossare la sua superficie per mezzo di raggi cosmici (radiazioni emesse dalle stelle che colpiscono qualunque oggetto si trovi nelle vicinanze), ma lo studio ovviamente è solo all’inizio. Ciò che sorprende è che il viaggio dell’asteroide all’interno della Via Lattea  perdura da centinaia di milioni di anni!                          

Il “Messaggero” è lungo circa 400 metri e, data la variazione di luminosità, si suppone che la larghezza sia dieci volte inferiore rispetto alla lunghezza. Risulta facile intuire che la sua forma sia delle più strane mai catalogate: la sagoma estremamente slanciata l’ha fatto paragonare ad un sigaro o, addirittura, ad un’astronave simile a quelle nubiane disegnate per Guerre Stellari, o ai vascelli di Krypton. È inoltre composto solamente da roccia e da un’alta percentuale di metalli, mentre mancano del tutto acqua o ghiaccio. Infine, la sua superficie non mostra alcuna traccia di polvere, prova del fatto che non fosse una cometa, come si pensava erroneamente all’inizio.                                                                 

In un’intervista a Oliver Hainaut, lo scienziato del laboratorio di Honolulu spiega: “Stiamo continuando ad osservare questo oggetto unico, e speriamo di individuare con maggiore precisione da dove viene e dove andrà dopo. Ora che abbiamo trovato il primo asteroide interstellare, ci stiamo preparando per i prossimi”.  

Luca Sanna e Andrea Trocino 1B  

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