Riassunto non esaustivo del 2017: un anno come gli altri?

Il 2017 si è concluso: novità parecchie, ma diversi problemi sono rimasti pressoché immutati, in cima alla lista quello dell’immigrazione. Appare incredibile che anche durante l’anno appena trascorso non si sia riuscita a trovare una maniera semplice ed efficace per dare ai migranti, persone nella maggior parte dei casi in fuga dalla guerra o in cerca di fortuna, una sistemazione degna e umana. Nonostante ciò, il nostro Paese è riuscito a dimostrare al mondo che gli italiani sono gente di cuore e, nel momento del bisogno, sempre pronti ad aiutare, sebbene non siano mancate sciagure come gli ennesimi svariati naufragi lungo le nostre coste.

Un altro problema ancora da affrontare è quello del riscaldamento globale, addirittura aumentato e sempre più preoccupante. Non è facile per l’uomo credere in qualcosa di così grande, positivo o negativo che sia, se non lo prova sulla propria pelle, ma quest’anno, soprattutto nel corso dell’estate, abbiamo avuto un assaggio di cosa potrebbe effettivamente produrre questa piaga. L’anomalia dell’estate passata è stata pari a +2.48° contro i +3.76° dell’estate 2003 e tutto per effetto dell’Anticiclone Africano che, a sua volta, si è dimostrato inarrestabile a causa del riscaldamento globale che gli ha aperto il passaggio sul nostro continente. Anche un bambino potrebbe capire la gravità di questi eventi; eppure il neo presidente americano, Donald Trump, da sempre scettico sul tema dei cambiamenti climatici, ha voluto commentare il fatto con una battuta da Terza Elementare “Agli USA farà bene un po’ di riscaldamento globale”, che ha subito ottenuto la risposta dei democratici: “Twitta come un bambino che odia l’ora di Scienze”. Tuttavia, è proprio qui che si manifesta l’ignoranza dell’uomo, talvolta volontaria, poiché l’individuo che per paura vuole “non sapere” comincia inevitabilmente a sostenere che si tratta solo di menzogne. Agli amanti della saga di Harry Potter sarà tornata alla mente la scena in cui il protagonista cerca insieme a Silente e ai suoi amici di far capire che Voldemort è tornato. Alle loro parole non crede quasi nessuno, in particolar modo il Ministro della Magia Cornelius Caramell (interpretato dall’attore britannico Robert Hardy, morto proprio quest’anno) il quale, in verità, ha una paura folle ed è tormentato dal solo pensiero che il Signore Oscuro si sia davvero ripresentato: comincia così a far prevalere le proprie idee retrive e negazioniste, fino a quando Voldemort non gli apparirà di persona. Ormai, però, avrà perso del tempo prezioso ed andrà incontro ad una sorte nient’affatto piacevole, come si sa.

Stupisce che, in un’epoca di comunicazioni istantanee e nuove tecnologie, l’uomo sia ancora più superficiale e meno realista; eppure Trump non è stato il solo protagonista di quest’anno. Un altro Capo di Stato altrettanto autoreferenziale ha avuto un ruolo di primo piano causando altissima tensione insieme al leader statunitense: il nordcoreano Kim Jong-Un. Ad alcuni osservatori è parso veramente di essere tornati indietro ai tempi della Guerra Fredda, quando una sola goccia avrebbe fatto traboccare l’intero vaso dei problemi mondiali, provocando disastri per tutti. Oggi ci troviamo in una situazione assai simile: da una parte l’uomo più potente al mondo e dall’altra un folle autoritario in possesso delle armi più devastanti. E’ normale che le nostre vite siano nelle mani di due persone così? O che il nostro futuro e le nostre certezze siano condizionate da uomini che non ci conoscono e che credono ciecamente nelle loro idee dissennate? Per mostrare al mondo la propria potenza, il dittatore coreano è riuscito a far rabbrividire l’opinione pubblica globale con una sola frase: “Posso schiacciare quel bottone quando voglio”, scatenando una ridicola reazione twittante di Mr. Trump che sembrava degna solo delle ripicche infantili di un bambino dell’asilo.

In quest’anno ormai concluso non sono mancate poi le morti di grandi personaggi. Esempi? Il doloroso addio che abbiamo dovuto dare ai rockers Chris Cornell e Chester Bennington, morti suicidi rispettivamente il 18 maggio e il 20 luglio, ma anche ad alcuni grandi artisti del cinema, fra cui Paolo Villaggio che, tramite il suo mitico ragionier Fantozzi, ha sempre saputo regalarci delle risate miste a un senso di dispiacere per le disgrazie in cui il suo personaggio s’infilava. Anche l’ultimo boss di Cosa Nostra, Totò Riina, se n’è andato, lasciandoci il dubbio che in casa mafia si stia cercando un successore, magari più subdolo e spietato. Alcuni lo identificano ancora in Matteo Messina Denaro, perenne latitante mai catturato, ma le certezze in questo insidioso campo finiscono qui.

Ecco sciorinati alcuni dei fatti, positivi e negativi, che hanno contraddistinto il tempo ormai alle nostre spalle, impattando variamente sulla vita di ciascuno, anche di chi, preso dai suoi videogiochi o dalla necessità di non farsi bocciare, non ci avesse fatto molto caso.

Luca Canola 2B 

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