Un anno in meno di Liceo?

Non sembra vero, ma è proprio così: a partire dall’a.s. 2018/19 si potrà concludere il liceo anche in 4 anni. Fra le 100 scuole selezionate, di cui 43 Licei Scientifici, anche l’istituto superiore Olga Fiorini di Busto Arsizio proporrà questo nuovo percorso scolastico, a conferma di un esperimento già avviato nel 2013 dall’allora ministra dell’istruzione Maria Chiara Carrozza e che ha visto i suoi primi diplomati proprio lo scorso anno. Chi frequenterà questa nuova tipologia sarà tenuto a raggiungere gli stessi obiettivi didattici di tutti gli altri, oltre che sottoposti al medesimo Esame di Maturità. Per dare poi agli studenti del Liceo Breve una preparazione circa identica a quella dei loro colleghi che studieranno un anno in più, il ministero ha stabilito che il numero di ore annuali potrà essere aumentato, passando dalle attuali 900 fino a 1000 o 1.050.

Il decreto che darà il via alla sperimentazione, recentemente firmato dalla ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, prevede l’obbligo per tutti gli istituti che sperimenteranno il Liceo Quadriennale di certificare la presenza effettiva degli studenti a tutte le lezioni previste nel monte ore complessivo del percorso quinquennale. L’obiettivo di internazionalizzazione sarà supportato dall’introduzione di una materia svolta completamente in lingua straniera. Verranno anche maggiormente valorizzate attività laboratoriali e l’utilizzo di tecnologie didattiche innovative, come tablet o lavagne interattive multimediali. Non mancherà infine un ampliamento dell’Offerta Formativa, per materie come Diritto e Storia dell’Arte, che renderà necessario spostare le ore di Alternanza Scuola-Lavoro durante le vacanze estive e quelle invernali.

Chi pensa che conseguire il diploma in quattro anni significhi, di conseguenza, studiare di meno si sbaglia di grosso. Gli obiettivi didattici saranno infatti gli stessi, così come le ore di formazione: alla fine di entrambi i percorsi scolastici, gli studenti quadriennalisti vanteranno, almeno sulla carta, pari conoscenze e capacità dei quinquennalisti. Anzi, avendo sperimentato più contatto con il mondo dell’università e del lavoro, disporrebbero di un bagaglio di esperienze pratiche forse superiore a quello dei loro colleghi.

L’ipotesi di diplomarsi a 17 anni anziché 18 sembrerebbe legata anche ad un principio meritocratico, per cui finalmente i più motivati e volenterosi avranno la possibilità di entrare un anno prima nel mondo del lavoro. Quella dei Licei Brevi è, infatti, una proposta aperta solo agli studenti che non si spaventano di fronte all’idea di passare molte più ore sui banchi, rinunciando a parte delle vacanze per le attività della famigerata alternanza e a molti cosiddetti svaghi. Allo stesso tempo, ci si domanda che senso abbia correre come degli ossessi, comprimendo il già delicato periodo dell’adolescenza per concludere un anno prima la scuola e ritrovarsi in un mercato del lavoro che in Italia non premia in alcun modo i giovani e, in quella fascia d’età, mantiene tassi di disoccupazione elevatissimi.

Anche alcuni docenti della nostra scuola non si sono dimostrati entusiasti di fronte a questa proposta. Il professore di Inglese Crivelli sostiene che a 17-18 anni i ragazzi siano ancora troppo immaturi per lanciarsi nel mondo dell’università o del lavoro, mentre la professoressa di Lettere Marinoni ritiene che le modalità di somministrazione di verifiche e interrogazioni, programmate nel Quadriennale sempre al pomeriggio per mancanza di tempo al mattino, comporta che i voti siano pochi, diminuendo le possibilità di recupero del discente, e reputa che, in ogni caso, a 15-16 anni non si sia ancora in grado di studiare per tempo come all’università, dove gli esami vengono preparati a distanza di mesi.

Quella dei Licei Brevi è quindi una riforma non indifferente nel mondo dell’istruzione. Dopo l’introduzione del Liceo Scientifico Sportivo o di quello delle Scienze Applicate, adesso è proprio il Quadriennale a dividere l’opinione comune, fra chi crede che tagliare un anno di scuola sia un guadagno di tempo e chi, invece, un investimento inutile e molto stressante per chi decidesse di parteciparvi. L’unica risposta si troverà nei futuri risultati di tutti quegli studenti che, andando oltre le apparenze, avranno deciso di mettersi in gioco per velocizzare il proprio passaggio alla vita adulta e indipendente.

Francesca Genoni 3D

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