Anna Frank e l’odio antisemita di ritorno negli stadi.

Roma, stadio Olimpico. Durante la partita Lazio – Cagliari disputata il 22 ottobre 2017, alcuni tifosi della Curva Sud, dopo che quella Nord – solitamente riservata ai biancocelesti – era stata chiusa per razzismo, hanno affisso sui vetri del settore alcuni adesivi e volantini riportanti l’immagine di Anna Frank con indosso la maglia della Roma; sono state rinvenute, inoltre, scritte con insulti antisemiti un po’ovunque, fra i quali quella di Romanista ebreo.
Rapida l’indignazione che ne è conseguita, in particolare dalla Comunità Ebraica di Roma, ormai stanca degli atteggiamenti irrispettosi che proseguono da troppo tempo, ed è innegabilmente scandaloso quanto evidenziato dal Congresso Ebraico Mondiale, che ha censito sulla rete, nell’anno 2016, 382 mila post antisemiti, vale a dire uno ogni 83 minuti.
Similari posizioni di condanna al fenomeno e di solidarietà sono state di gran lunga condivise dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi, e dai principali esponenti del mondo calcistico, compreso il presidente della Lazio, Claudio Lotito.
Molto toccante è stata, inoltre, la lettera inviata dal direttore generale dell’associazione no profit La casa di Anna Frank (museo dell’abitazione che accolse la giovane ebrea tedesca con la sua famiglia per due anni) al Ministro dello Sport Luca Lotti, con la quale, oltre ad esprimere la propria indignazione per il fatto in sé, ha offerto il proprio contributo per collaborare con società calcistiche professionali nella lotta contro l’antisemitismo legato al mondo del calcio.
Diversi i provvedimenti adottati, ad esempio distribuendo, prima della gara Bologna – Lazio, foto di Anna Frank a giocatori e tifosi. La Federcalcio, in collaborazione con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ha previsto la lettura di un brano tratto dal celebre Diario di Anna Frank su tutti i campi da gioco nel fine settimana successivo allo scandalo, seguita da un minuto di riflessione. La Lazio, inoltre, ha dovuto promettere di promuovere dei viaggi annuali ad Auschwitz al fine di sensibilizzare i suoi ultrà circa questa importante tematica spesso trascurata, ma che è, purtroppo, sempre attuale, consci del fatto che l’unica arma vincente consista nella denuncia e nell’insegnamento ai più giovani, nella speranza di formarli con ideali di pace, fraternità e rispetto, spesso ancora irraggiungibili.

Leonardo Amedeo Cavalli 3G

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