Trapstar? No: Rockstar!

Esplode il nuovo concetto di rock con il disco dell’anno “Rockstar” di Sfera Ebbasta.

Due copertine di Rolling Stone: due diverse prime pagine dello stesso numero solo per lui, Gionata Boschetti, aka $fera €bbasta. Un riconoscimento riservato dalla rivista musicale a pochi acclamati musicisti, per esempio Cesare Cremonini. Tutti che si chiedono “Ma come ***** ci è riuscito?” senza sapere che la risposta è più semplice di quanto si creda e la si può trovare nelle Instagram stories del rapper, dove puntualmente annuncia nuovi record appena raggiunti: ingresso nella top 200 globale di Spotify con 7 canzoni e 2 singoli (Cupido, Rockstar) e nella top 100 delle canzoni più ascoltate al mondo.

Ad aumentare la sensazione di sorpresa per tale successo discografico è stata la sua rapidità, perché il raggiungimento di quest record è avvenuto in sole 24 ore dalla pubblicazione delle tracce! Una spiegazione al fulmineo boom radiofonico e discografico va cercata nella produzione musicale di Charlie Charles (autore di molte basi di musica rap) che ha dato una particolare impronta al suono (lui mi cuce i beat addosso). Il successo deve molto ai singoli precedenti (Ciny, BHMG, Visiera a becco, XDVR) che hanno dato lo slancio definitivo a Sfe’ ma, solo ascoltando con orecchio “vergine” le nuove tracce discografiche, si può giungere a un’opinione definitiva.

Il disco, composto da 11 brani, lo si può trovare in due versioni (che la rivista musicale non abbia preso spunto da questa sua idea?): una pensata per l’Italia e un’altra internazionale. Entrambe con gli stessi pezzi, ma nel disco internazionale sono presenti più featuring, per l’appunto, stranieri. Nella versione italiana ci sono solo due feat, ovvero con Quavo (rapper americano) nella traccia Cupido, la più scaricata e ascoltata, e con DrefGold (trapboy italiano, giovane ed interessante), in Sciroppo, dove il verso “sciroppo cade basso come l’MD…” è ormai diventata virale e probabilmente anche chi sta leggendo l’articolo l’avrà già canticchiata.

L’MD, la codeina, quindi la droga, diventa uno dei temi principali dei brani scritti dal king della trap. La ricorrenza all’uso e alla classificazione delle diverse droghe si nota subito in uno dei titoli del disco, cioè XNX, nella frase citata da DrefGold, o in una barra di Gionata dove canta l’utilizzo di kush (varietà di marijuana) nelle rolling papers (cartine) e dello sciroppo nel biberon. Questo sciroppo, titolo del brano già citato, è una miscela di codeina, prometazina e di una bibita gassata per formare la purple drank, una droga (quasi) legale che si starebbe diffondendo tra i giovani in Lombardia, il cui abuso crea dipendenza e può avere effetti gravissimi sulla salute.

Un altro dei temi che emerge dall’album è l’ossessione per i soldi e per il successo, tanto agognato quando si trovava nelle anonime strade delle periferie a Cinisello Balsamo e testimoniata da diversi titoli, come Ricchi X Sempre, Bancomat, Leggenda o 20 Collane. E frasi come: “col c*lo sulle panchine sognando le Hawaii”, sembrano ormai memoria del passato, dal momento che i viaggi nelle isole del Pacifico non sono più un lontano miraggio per il giovane trapper, grazie anche all’aiuto del veterano Marraca$h, che l’ha voluto fortemente agli inizi nella sua casa discografica “Roccia Music”.

Ma se parla di soldi, droga, donne e l’immaginario è quello più consueto del maledettismo rock con una patina di egocentrismo modaiolo, cosa lo differenzia dal mondo delle rockstar? Forse per questo ha chiamato il suo disco “Rockstar” invece di “Trapstar”? Leggendone l’intervista su Rolling Stone, Sfera afferma che la sua musica è popolare, non più di nicchia, perciò il rap/trap è il nuovo rock, divenuto in Italia sempre più una musica leggera.

A questo punto perché non domandarsi se il nostro trap rock king Gionata è paragonabile ad una vera e propria ROCKSTAR, magari del calibro di David Bowie?

Pietro Rusconi 2A

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