Tito Faraci: parole a fumetti.

Il 24 gennaio, presso la sala Tramogge Molini Marzoli di Busto Arsizio, si è svolto il primo incontro con l’autore organizzato dal Blog Letterario del nostro liceo: ospite Tito Faraci, noto scrittore, sceneggiatore e fumettista. Altro ospite della serata doveva essere Sio – fumettista e youtuber italiano, il cui canale conta più di un milione e mezzo di iscritti – assentatosi però all’ultimo, per un imprevisto. Nonostante la delusione dei molti ragazzi accorsi per incontrare lo youtuber, l’incontro non ha lasciato insoddisfatto il pubblico.

Come di consueto, la serata di presentazione del libro di Faraci e Sio “Le entusiasmanti avventure di Max Middlestone e del suo cane alto trecento metri” è cominciata proprio con una domanda sul lungo titolo, a cui Tito ha risposto raccontandone la nascita quasi come uno scherzo. Ha fatto notare che, per la sua lunghezza, non può stare completamente sul dorso del libro, ma anche che è stato scelto in pochissimo tempo – e quasi a caso – per urgenze editoriali. Vi si citano due personaggi che non sono neanche i protagonisti, sebbene i loro nomi compaiano in tutte le vicende proprio perché in ogni scena qualcuno sta effettivamente leggendo il libro “… di Max Middlestone e del suo cane alto trecento metri”.

Prodotto  in maniera “bipartita”, il lavoro ha collegato le principali caratteristiche dei due autori: le sceneggiature di Tito a sinistra e i fumetti di Sio a destra. L’autore ha sottolineato la presenza di una “eccessiva semplicità e molti fraintendimenti anche tra la pagina sinistra e quella destra”, ponendo l’esempio del Primo Piano trasformato in un Piano per Bambini, oppure dell’indice finale in cui, anziché l’elenco dei capitoli, svetta il disegno irriverente di una mano con l’indice alzato. Ha poi spiegato che, per produrre fumetti, bisogna innanzitutto leggerne molti e prendere esempio da quello che hanno inventato i fumettisti più importanti, poiché infatti, come afferma lui stesso, “tra i fumettisti c’è una continuità”.

Essendo presente all’evento anche la classe 3E che, per il progetto di Alternanza Scuola Lavoro, opera nel campo del Dona Cibo, si è parlato del romanzo “La Vita in Generale”, che racconta della vita di un senzatetto per “puntare gli occhi su ciò che non vogliamo vedere”. Tito ha definito oggetto della storia “le due principali paure della vita”, ossia quella del fallimento totale, in questo caso del personaggio di Generale che vive come senzatetto, e la paura del tradimento da parte di un amico.

Luca Sanna 1B

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