Tutti i soldi del mondo.

Ecco un film liberamente tratto da un fatto di cronaca realmente avvenuto in Italia negli anni ’70 del secolo scorso: il rapimento del nipote dell’uomo più ricco del mondo, il petroliere americano John Paul Getty.
Sono questi gli anni in cui la criminalitá organizzata si cimenta, come nuova fonte di guadagno, nel sequestro di membri di famiglie facoltose, arrivando a compiere in totale 600 rapimenti. La paura raggiunge anche il Nord Italia dove, infatti, molte famiglie benestanti preferiscono trasferire i figli nella più sicura Svizzera.
Nel film alcuni malviventi calabresi rapiscono tra le strade romane il sedicenne John Paul Getty Jr. per poi chiedere al nonno miliardario l’enorme riscatto di 17 milioni di dollari. Tuttavia, Getty Sr. si rifiuta di pagare la somma richiesta, anche a costo della vita del nipote, dando così l’avvio ad una lunga trattativa, che include la vendita del sequestrato alla Mafia siciliana ed il famigerato taglio dell’orecchio che fece scalpore in tutto il mondo.
Determinante sarà la madre del ragazzo che, tra le ostinazioni dell’ex suocero e le pressioni dei malviventi, rivelerà grande forza e intelligenza.
Il vero protagonista del film ‘Tutti i soldi del mondo’ è, però, di fatto il denaro stesso ed il suo ruolo dominante, dannoso e distruttivo. A causa dei soldi, infatti, l’anziano miliardario perde ogni umanità; mentre suo figlio, dapprima sereno ed equilibrato, divorzia dalla moglie e cade vittima della droga, dopo aver accettato le dipendenze di lavoro del padre. Del nipote, invece, si sa già la storia.
Il film è noto anche per la cancellazione dell’attore Kevin Spacey da tutte le scene già girate: avrebbe dovuto interpretare Getty Sr. ma, a causa delle dilaganti accuse di molestie, la produzione ha deciso, primo ed unico caso nella Storia del Cinema, di epurarlo dalla pellicola. Le scene da lui registrate sono state infatti tagliate, per essere poi rigirate dal più integerrimo Christopher Plummer: un’impresa titanica! A dimostrazione che, volendo, si possono anche spendere tutti i soldi del mondo per un prodotto cinematografico di qualità.

‏     Chiara Nebuloni 4A

 

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