Giornate FAI di Primavera: un successo anche per il liceo!

L’ultimo weekend di Marzo si è ripetuta in tutt’Italia l’apertura al pubblico di oltre 1000 siti artistici e culturali di un patrimonio unico al mondo. Si tratta della Ventiseiesima edizione della Giornata di Primavera, organizzata del FAI (Fondo Ambiente Italiano), una fondazione senza scopo di lucro che, su modello del National Trust britannico, dal 1975 si impegna a valorizzare il nostro patrimonio storico e paesaggistico, al fine di prendersi cura, tutelare ed educare alla conoscenza e al rispetto dei beni che arricchiscono il nostro Paese. Si occupa, così, di trovare fondi per l’esecuzione del restauro di luoghi la cui bellezza è nascosta da anni di abbandono e rovina, organizza campagne nazionali e iniziative educative nelle scuole volte a sensibilizzare i giovani al rispetto di ogni bene e, infine, tenta di proteggere i paesaggi a rischio, richiedendo appelli e segnalazioni e intervenendo attivamente.
Nel rispetto dei valori su cui si fonda quest’ associazione, il nostro liceo partecipa da molti anni alla Giornata di Primavera, durante la quale gli studenti interessati, in veste di ‘Apprendisti Ciceroni’, preparano ed espongono ai visitatori la storia di un sito normalmente chiuso al pubblico.
Dopo il ricco palazzo Pulsterla-Melzi, quest’anno è stato affidato alla nostra scuola il cotonificio di Varano Borghi. Aperto nei primi anni dell’ ‘800 durante la Rivoluzione Industriale, il sito è tuttora funzionante come ‘Varano Borghi 1813 s.p.a.’, se non più nel settore della filatura e tessitura, occupandosi di finissaggio, tintura e stampa di tessuti. La fabbrica sorge tra il lago di Varese e quello di Comabbio, nella Riserva Naturale della Palude Brabbia, la cui torba costituiva un fondamentale combustibile per il funzionamento dei macchinari. Gli edifici, che ora ospitano uffici e magazzini, sono caratterizzati dall’architettura diffusa nelle fabbriche anglosassoni: funzionale, ma con una discreta ambizione estetica. La struttura in mattoni garantisce robustezza e resistenza, le ampie finestre quadrate e reticolare avvantaggiano l’accesso della luce e l’installazione di sistemi di circolazione dell’aria, ma non mancano semplici elementi decorativi, come i “piccoli” o le volte ribassate. L’industria è un classico esempio del processo paternalistico avviato in quegli anni, in cui gli imprenditori investivano a livello architettonico, produttivo e sociale, creando realtá industriali che offrissero buone condizioni di vita agli operai anche al fine di ottenere una maggior produttività. Intorno alla fabbrica era sorto, infatti, un villaggio operaio, ora trasformato in un vero borgo, in cui durante la Giornata di Primavera erano presenti altri siti aperti dal Fai, come l’Hotel-Villa Borghi, in passato abitazione della famiglia, la Cappella Borghi al cimitero e le case operaie.
Parlando della storia dell’azienda, della zona paludosa su cui sorge, della sua architettura sperimentale, nelle 2 giornate nella fabbrica di Varano i Ciceroni del liceo hanno intrattenuto ben 4000 visitatori, a cui per la prima volta il FAI offriva la possibilità di visitarla.
Grazie al prezioso supporto del prof. Rosazza, della prof.ssa Marinoni e alla partecipazione di numerosi studenti del liceo, sono state organizzate due giornate all’insegna della cultura: sempre faticose, ma ricche di soddisfazioni.

Sito del FAI:
https://www.fondoambiente.it/il-fai/storia/
Disponibile anche l’App FAI

Chiara Nebuloni 4A

I commenti dei Ciceroni

Questo è il mio secondo anno come Apprendista Cicerone, esperienza che consiglio vivamente, sia perché mi è sembrata un’attività formativa importantissima in quanto, da un lato, permette di migliorare le proprie capacità espositive e rende maggiormente a proprio agio nel parlare di fronte ad un pubblico e, dall’altro, accresce il bagaglio culturale personale; ma è anche un modo per socializzare sia con ragazzi di altre classi, sia con i visitatori. Trovo che non sia come studiare Storia dell’Arte sui banchi di scuola (attività che talvolta potrebbe risultare noiosa e astratta) perché, avendo le opere davanti agli occhi, diventa interessante vedere concretamente e spiegare ciò che si è studiato!
Elisa Andriollo 4C
 
Sicuramente un’esperienza emozionante, che riempe di gioia, a cui ho deciso di partecipare perché la Storia dell’Arte è una materia che mi interessa e mi appassiona, anche grazie ai professori che fino ad ora ho avuto. Nonostante lo sforzo in più che richiede per noi studenti, è un’attività che arricchisce perché “oltre a dare, ricevi”. Si tratta, infatti, di uno scambio di informazioni culturali, in cui la massima soddisfazione sta nei volti degli ascoltatori alla fine della visita, entusiasti e colpiti dal tuo lavoro: in quei sorrisi c’era qualcosa di bello, che mi ha ripagata appieno dello sforzo.
Rebecca Vigorito 4A

Questo progetto mi ha fatto provare il piacere di mettere al servizio degli altri le mie conoscenze, condividere con loro il mio studio e instaurare un rapporto umano di reciproco interesse. Perché essere Ciceroni non vuol dire sfoggiare la propria bravura, ma coinvolgere le persone per imparare insieme, e io sono felice di averne avuto la possibilità. Esperienza stancante, ma soprattutto costruttiva e gratificante.

Alessandro Carrara, 4D

Un’esperienza assolutamente da ripetere e che ha superato ogni mia aspettativa! Studiare per restituire quanto appreso è davvero divertente e soddisfacente. Per di più hai la possibilità di interagire con i visitatori, cercando di rendere il più piacevole e interessante possibile la loro visita.

Chiara Giuffrida, 4D

L’esperienza vissuta mi ha permesso di mettermi in gioco in maniera costruttiva, aiutandomi particolarmente nella formulazione di considerazioni e pensieri riguardanti il futuro lavorativo che voglio costruirmi. Inoltre, la possibilità di collaborare con altri ragazzi e di pormi, con una maggiore sicurezza, davanti a un pubblico ampio mi ha fatto potenziare competenze che mi serviranno in futuro.

Costanza Mazzucchelli, 4D

Essere per un giorno Apprendista Cicerone ti fa tornare a casa stanco, certamente, ma anche con il sorriso in volto perché ti permette di condividere con un pubblico vario ed aperto al confronto ciò che hai studiato e imparato a conoscere, e persino di imparare qualcosa di nuovo grazie al dialogo con chi ascolta. Un’esperienza che ripeterò volentieri e che consiglio vivamente a tutti: sono sicuro che non ve ne pentirete!

Riccardo Barbaglia, 4D

I Ciceroni Costanza, Alessandro, Riccardo e Chiara di 4D
Il Cicerone Stefano di 4A
Veduta dell’ex opificio


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