Alternanza Scuola Lavoro: qualche parola dalla Dirigente.

Viste le modalità proposte nella normativa che la regola, quali opzioni ha scelto il Liceo Tosi per applicare l’ASL nelle classi? Ci sono stati cambiamenti o novità nel corso degli anni?

Innanzitutto, l’ASL è considerata a tutti gli effetti una metodologia didattica volta allo sviluppo di capacità trasversali difficilmente sperimentabili nell’insegnamento di una disciplina specifica. Ha come obiettivo il raggiungimento delle soft skills, le cosiddette “competenze trasversali”, ovvero quelle capacità che raggruppano le qualità personali, l’atteggiamento in ambito lavorativo e le conoscenze nel campo delle relazioni interpersonali, come ad esempio lo “spirito di iniziativa e imprenditorialità”. Si vuole anche dare la possibilità di apprendimento della “Competenza d’Impresa” in un ambiente non istituzionale, ponendo lo studente di fronte a problematiche non altrimenti esperibili: permette cioè un diverso approccio con la “realtà”. In accordo con il Collegio Docenti, il Liceo ha inizialmente optato per la tipologia dell’IFS (Impresa Formativa Simulata). È stata una scelta di ragionevolezza: avevamo 200 ragazzi da avviare in un percorso di ASL e non c’era la possibilità di individuare imprese che potessero ospitarli tutti e che facessero vivere loro delle esperienze significative. Un’altra idea fu quella di mettere a frutto esperienze già in atto con alcune realtà del nostro territorio (come COOP o PAM). Ultimamente, però, si è optato anche per l’altra modalità, ossia la vera e propria Alternanza Scuola-Lavoro: 3 classi svolgono attività di tirocinio presso alcune Scuole Medie ed Elementari della città, ma prevediamo che l’anno prossimo diventino 5; mentre 2 classi si dedicano al servizio volontariato, collaborando con il Banco Alimentare, il Donacibo, il Cityservice e organizzando eventi benefici.

Qualche delucidazione in merito alla Maturità 2018: quanto influirà l’ASL? Come sarà nei prossimi anni?

Il decreto attuativo che prevede l’ASL all’Esame di Maturità è già stato emanato, ma rimanda questa peculiarità all’Anno Scolastico 2018/2019 dove, nel colloquio d’esame, ci sarà anche la valutazione del percorso di Alternanza. Per quest’anno bisogna ancora attendere la nota ministeriale relativa agli Esami di Stato. Era comunque già presente l’indicazione per tutta la Commissione di valutare le esperienze di ASL, le quali andavano inserite nel Documento del 15 Maggio. Ora siamo in una specie di terra di mezzo perché, di fatto, tutte le 200 ore di Alternanza saranno protocollate e nel Documento saranno certificate sia le ore frequentate, sia la valutazione generale.

Quali sono le sue premure rispetto al ruolo che riveste nell’ambito dell’Alternanza?

La mia preoccupazione è innanzitutto quella di non essere auto-referenziale. Con l’inizio dell’ASL nei Licei, ci siamo dotati di una Funzione Strumentale che coordina una commissione di lavoro. Inoltre, si sono costituiti gruppi di lavoro cui partecipano i docenti referenti dell’ASL nelle varie classi, in modo che io possa sempre ricercare valutazioni condivise. Non solo: mi ha aiutato molto anche la continua necessità di confronto con il territorio, con il quale abbiamo intrapreso varie attività e progetti. Questa interazione ci costringe e ci sollecita ad interrogarci continuamente sulla valenza delle esperienze da un punto di vista “orientante”, aprendo inoltre la strada a possibili scelte alternative o differenti, come il tirocinio nelle scuole. Grazie a quest’ultima modalità, siamo anche riusciti ad acquistare nuovo materiale, che per ora viene utilizzato solo dai ragazzi dell’Alternanza, ma che in futuro sarà a disposizione di tutti gli studenti del Liceo.

L’art. 37, 107/2015 prevede la possibilità per gli studenti di esprimere una valutazione sull’efficacia e la coerenza del loro percorso di ASL effettuato rispetto al proprio indirizzo di studio. A tal fine, l’istituzione predispone appositi strumenti di rilevazione. Quali sono al Liceo Tosi? Come viene attuato il succitato articolo? Quanto gli studenti sono coinvolti nella valutazione? Si potrebbe migliorare questo aspetto?

In realtà gli strumenti sono diversi. L’ultimo messo in campo è un questionario che prevede domande specifiche relative al progetto di ASL rispetto alle competenze acquisite, se e dove. Un altro strumento è l’incontro finale di restituzione alle famiglie, che ci permette, appunto, di valutare i cambiamenti avvenuti. Va notato che, ovviamente, da parte delle famiglie c’è sempre grande interesse. Sicuramente si può migliorare, così come si possono coinvolgere di più gli studenti. È per questo che vorrei realizzare dei Focus Group tra studenti e insegnanti, finalizzati al confronto sulle varie esperienze di ASL. In futuro mi piacerebbe anche sentire dagli attuali ragazzi di Quinta come e quanto sia servita l’ASL nel loro primo anno di Università. I nostri studenti uscenti, infatti, sono i primi ad aver sperimentato l’ASL al Liceo Tosi.

Come pensa che l’ASL aiuti i ragazzi nel loro futuro lavorativo?

La validità orientante dell’ASL non può essere messa in rapporto di casualità diretta con una determinata professione. Nei licei è una partita che si gioca con la presa di coscienza: la sfida consiste nel portare ad un certo livello di consapevolezza tutte quelle domande fondamentali per orientarsi nel panorama del futuro personale. Ciò che conta è trovare il proprio posto da un punto di vista professionale, riflettere su dove e come si sono apprese determinate competenze (dove, come, con chi ho imparato a lavorare in gruppo?). Molti ragazzi mi dicono d’essere riusciti a mettere in campo i loro talenti, a svilupparli, a comunicare, a resistere positivamente di fronte a situazioni indesiderate, a prendere in considerazione il fatto che, per affrontare ogni problema, occorre mettersi in gioco. Penso che il vero scopo dell’ASL sia proprio questo.

Francesca Genoni 3D

 

 

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