Sull’orlo della Terza Guerra Mondiale.

Un conflitto a livelli mondiali! Questo ciò che si potrebbe verificare in seguito ai recenti avvenimenti accaduti in Siria negli ultimi mesi.

Tutto è iniziato nella serata di sabato 5 aprile, quando si sono sparse delle notizie sui vari social media, tra cui video e immagini, che riguardavano un attacco con armi chimiche avvenuto a Douma, in Siria. Subito gli attivisti antigovernativi hanno accusato il presidente Bashar al Assad di esserne il responsabile, ma egli ha negato queste voci e lo stesso ha fatto il presidente russo Vladimir Putin. Anche la reazione dei paesi occidentali non è tardata: il presidente americano Donald Trump ha pubblicato alcuni tweet in cui sosteneva che gli Stati Uniti avrebbero bombardato la Siria in risposta all’attacco chimico. Tuttavia l’unione europea ha condannato l’utilizzo di armi chimiche come il cloro, usato per questo attacco, e ha chiesto alla Russia e all’Iran, alleate di Assad, di intervenire con provvedimenti contro l’alleato. A causa delle dichiarazioni occidentali, però, il governo russo e alcuni membri di quello siriano hanno messo in dubbio l’esistenza dell’attacco, sostenendo che la diffusione delle notizie aveva solo scopi politici, per screditare il governo di Assad e per dare ragione agli Stati Uniti e all’Europa nel caso avessero invaso militarmente la Siria. Ciò nonostante, questa tesi è stata molto screditata, poiché la Russia non ha fornito esaustive prove a riguardo.

Il giorno successivo, alcuni bombardieri F15 israeliani hanno attaccato la base siriana di Tyias, lanciando 8 missili dal territorio libanese senza entrare fisicamente nei confini siriani: secondo le fonti russe 3 su 8 hanno colpito la base uccidendo 14 persone, tra cui alcuni militari iraniani. Negli anni della guerra in Siria, Israele era sempre rimasto neutrale, ma attaccando la base siriana e libanese ha deciso di schierarsi dalla parte statunitense per proteggere i propri confini dall’Iran, più che dalla Siria.

Nella notte tra il 13 e il 14 aprile gli Stati Uniti hanno attaccato la Siria con una serie di raid aerei che hanno colpito le maggiori fabbriche di armi chimiche siriane, causando la morte di più di 100 persone. In seguito è stata diffusa la notizia che il bombardamento era stato un attacco coordinato di Francia, Inghilterra e Stati Uniti e che i maggiori obiettivi colpiti erano tre: un laboratorio scientifico a Damasco, un magazzino di armi chimiche a ovest di Homs e un posto di comando nelle vicinanze. Il 20 aprile il Ministro degli Esteri russo ha dichiarato che: “I tre paesi citati il 14 aprile hanno bombardato non solo gli inventati impianti chimici in Siria, ma anche i negoziati di Ginevra”. Ha anche aggiunto che le affermazioni degli Stati Uniti sarebbero ipocrite, dato che è stato detto più volte che avrebbero lasciato la Siria, ma non hanno ancora agito secondo quella direzione.

Un ultimo bombardamento da parte degli Stati Uniti è avvenuto il 30 aprile, nel quale sono morti 40 combattenti fedeli ad Assad e 19 militari Iraniani. Il 2 maggio, invece, gli Stati Uniti e l’Europa hanno dichiarato l’avvio dell’offensiva finale contro l’isis in Siria. A causa di questi attacchi, la preoccupazione maggiore è il possibile inizio di una guerra nucleare, che potrebbe facilmente sfociare in una ipotetica terza guerra mondiale. Per ora la portata del conflitto è contenuta in una guerra aeronavale sui territori siriani e israeliani, con i due schieramenti formati da Stati Uniti, Francia, Regno Unito e Israele da una parte, e Siria, Iran e Russia con un possibile appoggio navale cinese dall’altra. Resta ignota la posizione della Turchia, che si è dichiarata nemica di entrambi i contendenti. Ma vale la pena rischiare la salute del pianeta per dei litigi politici o per degli interessi economici come se si fosse ancora in piena Guerra Fredda?

Luca Sanna 1B

VN:F [1.9.16_1159]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.16_1159]
Rating: 0 (from 0 votes)

Lascia il tuo commento per primo

Rispondi

L'indirizzo email non sarà pubblicato.