Stephen Hawking: un Fisico per caso.

Mandatory Credit: Photo by REX/Shutterstock (4451661a) Professor Stephen Hawking Professor Stephen Hawking at the Centre of Applied Maths and Theoretical Physics, Oxford, Britain - 12 Apr 2013

Il 14 marzo ci ha lasciato uno tra i più importanti cosmologi, fisici, astrofisici e matematici della storia: Stephen William Hawking, che con le sue teorie rivoluzionò lo studio sui Buchi Neri, sulla Cosmologia e sulla stessa origine dell’Universo, dando un’impronta indelebile nella storia dell’uomo.

Fin da bambino si interessò al campo scientifico. Crescendo decise di intraprendere gli studi all’Università di Oxford che non offriva tuttavia una vasta gamma di indirizzi e, per questo, ripiegò sulla facoltà di Fisica, nella quale eccelse fino ad accedere al corso di Cosmologia.

Durante il periodo universitario gli fu diagnosticata una forma atipica di SLA (malattia del secondo motoneurone), che destabilizzò Hawking tanto da creare in lui uno sconforto da fargli pensare di abbandonare gli studi. Solo grazie alla figura della sua innamorata, nonché prima moglie, continuò ad elaborare le sue teorie.

Si contraddistinse subito con le sue ricerche scientifiche, tra le quali le più importanti sono: gli studi sui buchi neri e la radiazione di Hawking

  • se si immagina una regione dello spazio, cioè un Buco Nero, nella quale la forza gravitazionale attrattiva è talmente intensa che, se dei raggi luminosi passano troppo vicino ad essa, vengono deviati secondo una traiettoria circolare da cui la materia, la radiazione o qualunque tipo di comunicazione non potrà mai fuggire
  • dimostra che i Buchi Neri sono corpi che sono descritti dalle Leggi della Termodinamica, posseggono cioè una temperatura e un’entropia definite dal loro campo gravitazionale e dalla loro superficie; di conseguenza, nonostante il Teorema dell’Area, dovrebbero irradiare particelle subatomiche, grazie a un fenomeno quantistico.

Tali teorie crearono un vero paradosso nello studio dei Buchi Neri ed alimentarono la nascita del mito del “genio disabile”.

Ad Hawking, gli furono attribuite diverse onorificenze sia britanniche (Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico) sia estere (Medaglia Presidenziale della Libertà degli USA). Molti film e serie TV si ispirarono a questo personaggio, tra cui La teoria del tutto, che sceneggia la vita del teorico e ne descrive ogni momento fondamentale, e Big Bang Theory, che propone l’aspetto ironico dello scienziato.

Era infatti animato da un forte sarcasmo, che gli permetteva di definirsi l’“uomo in carrozzina”. Una volta rispose ad un noto uomo politico che si vantava del proprio Q.I. etichettandolo come persona priva di senno con queste parole: <<le persone che si vantano del loro quoziente intellettivo sono dei perdenti>>.

È certo che Hawking ammettesse le difficoltà della vita, ma le considerava quasi una sfida e incoraggiava ad essere perseveranti.

“Per quanto difficile possa essere la vita, c’è sempre qualcosa che potete fare e qualcosa in cui potete eccellere: l’importante è non arrendersi mai. Guardate le stelle invece dei piedi”.

Dopo la sua morte, il nostro amato scienziato britannico è anche stato soprannominato “l’uomo delle coincidenze”, dato che è nato l’8 gennaio del 1942, ovvero trecento anni dopo la morte di Galileo, ed è morto il 14 marzo del 2018, cioè il giorno del P-Greco Day, stesso giorno della ricorrenza della nascita di Albert Einstein. Ma non solo, poiché con quest’ultimo e con Newton si pensa che condividesse lo stesso valore del quoziente intellettivo, compreso tra 160 e 165.

Adesso a molti piace immaginarselo finalmente libero di vagare nel suo amato Spazio, senza i vincoli che la materia e la malattia avevano imposto al suo organismo, ma non certo alla sua mente.

                                                                                                                              Vitale Beatrice 1A

 

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