Enrico Galiano: scuola e scrittura in un’unica emozione.

Coniuga la vita da professore di Scuola Media con la passione per la scrittura, attingendo dall’una per migliorare l’altra. Enrico Galiano, quarantunenne scrittore di Pordenone, lo scorso 2 maggio ha tenuto un incontro organizzato dal Blog Letterario della nostra scuola “Leggo Per Legittima Difesa”. Nei suoi romanzi (due, per ora, ma altri in fase di ideazione) “Eppure Cadiamo Felici” e “Tutta La Vita Che Vuoi”, narra vicende di adolescenti, in cui quasi tutti i ragazzi si possano riconoscere. Entrato in sala dopo le note di “Holiday” dei Green Day, suonata magistralmente dalla nostra band (che, tra parentesi, avrebbe bisogno di un nome adeguato), Galiano ha subito fatto capire che non sarebbe stata una serata noiosa e piatta, bensì un intervento guizzante e pieno di quella vitalità tipica di chi ama il proprio lavoro e lo condivide con gioia. Il moderatore dell’incontro (il solito Alessandro Carrara, ormai quasi veterano delle presentazioni di questo tipo) ha posto una prima doverosa domanda sull’ideazione delle trame, perché viene spontaneo chiedersi se un insegnante tragga ispirazione dalla personale esperienza tra i banchi per dar vita alla sua narrazione. Piena conferma da parte dell’interpellato, che si è definito un “vampiro” che, invece del sangue, succhia storie da tutto ciò che lo circonda, presenti compresi.

Un altro interessante aspetto del suo modo di scrivere è parsa le maniera in cui crea i personaggi: per lui è come se fossero vivi, se gli fossero vicini mentre ne mette in parole le vicende. In più di un’occasione, per rispondere ad una domanda che riguardava un suo protagonista, ha detto che il personaggio stesso gli ha suggerito i propri comportamenti. Per lo scrittore, inoltre, una persona adulta non può immedesimarsi nella mente di un adolescente: quello che può fare è solo raccontare ciò che vede o immagina dei ragazzi che lo circondano, ma non per questo i suoi soggetti sembrano meno reali. Come Claudia, detta Clo, una dei protagonisti del suo secondo romanzo, Galiano scrive per “far smettere di piovere”. La pioggia di cui parla anche nei suoi libri è una metafora dei brutti pensieri che ti penetrano dentro e ti fanno marcire dall’interno; infatti ci ha incitati a trovare una forma d’arte con cui liberarcene ad ogni costo. Inevitabilmente, dopo qualche domanda sulle sue opere, il tema dell’incontro è gravitato sulla scuola, in cui insegna e a cui s’ispira. La figura del professore, in particolare, trova spazio nei suoi libri con due facce totalmente opposte: in uno sembra come un modello di cui attendi con ansia la lezione e, nell’altro, diventa il professore sadico che gode a tormentare gli studenti. Lui stesso, nella sua adolescenza, ne ha incontrati di entrambi i tipi ed ha poi spostato il discorso sulla propria vita da insegnante in una Scuola Media di un paese vicino a Pordenone, introducendo il concetto di “carota”. Figuriamoci se il pubblico basito ha capito di prim’acchito dove l’autore volesse andare a parare. L’arcano, però, è stato presto svelato: la sua “carota” è qualcosa che deve usare con gli studenti, completamente slegata dal contesto ed in grado di riaccendere la curiosità verso la lezione in corso. Solo così può ottenere un’attenzione atta a rendere efficace l’apprendimento. Così, tra una battuta ben ponderata e un’altra frutto di esperta abitudine, ci ha regalato qualche importante spunto di riflessione sul mondo degli adolescenti e sulla scuola. E’ infatti intervenuto anche sui recenti episodi di bullismo che hanno coinvolto “cattivi” studenti e professori, esprimendosi sul valore educativo della punizione e sulla necessità di non condannare a priori, soprattutto via internet, gli attori di determinati comportamenti obiettivamente negativi, ma da valutare caso per caso conoscendone da vicino i risvolti.

Per i maturandi di quest’anno, una piccola “carota “di Enrico Galiano: se volete stupire la Commissione, citate la fimosi di Luigi XVI. Non sapete ancora cosa sia? Basta informarsi e farete un figurone.

Alessandro Longato 1C

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