Infinity War: La “Titanica” impresa che sconvolge fan e botteghino.

Dopo Black Panther, la Marvel torna nei cinema mondiali con un’impresa senza precedenti: un terzo Avengers, che tira le fila di un progetto durato un decennio, in cui abbiamo visto prendere forma, nel corso di diciotto film in totale, piú di sessanta personaggi dell’universo fumettistico sviluppato dall’ormai maestro del cameo Stan Lee. Ma prima di parlare nello specifico di questa pellicola, ricordiamo a che punto eravamo rimasti…

Sulla Terra, gli Avengers si sono sciolti dopo la Guerra Civile, Tony (il nostro iconico Robert Downey Jr.) ha continuato nel suo ruolo di mentore per un giovanissimo Peter Parker (Tom Holland, giá beniamino dei fan), mentre Steve Rogers (interpretato da Chris Evans), senza scudo e divisa stelle e strisce, continua ad operare in clandestinitá con Vedova Nera e Falcon (rispettivamente Scarlett Johansson e Anthony Mackie), dopo aver lasciato Bucky (Sebastian Stan, altro attore molto amato dai fan) in Wakanda nelle mani della giovane Shuri e del re T’Challa (Laetitia Wright e Chadwick Boseman). Doctor Strange (l’attore nominato agli Oscar per The Imitation Game Benedict Cumberbatch) invece ha accettato definitivamente la sua posizione a protezione del Sancta Sanctorum, e Wanda e Visione (Elizabeth Olsen e Paul Bettany) cercano di definire la loro relazione. I Guardiani (Chris Pratt, Dave Bautista, Pom Klementieff e con la voce di Bradley Cooper per Rocket), accompagnati da un Groot (in originale Vin Diesel) adolescente, continuano la loro sorveglianza nello spazio, dopo che le sorellastre Gamora e Nebula (una Zoe Saldana, verde per l’occasione, e Karen Gillian, apparsa come Amy nella serie bbc Doctor Who) hanno messo da parte le passate divergenze, proprio come Thor e Loki (l’australiano Chris Hemsworth e il britannico Tom Hiddleston). Questi, assieme ad Hulk (Mark Ruffalo, famoso anche per i suoi spoiler sul film) e alle famiglie asgardiane fuggono dal “Ragnarok”, ritovandosi peró davanti l’immensa nave di Thanos, che è alla ricerca delle leggendarie Gemme dell’Infinito.

Proprio qui riprende la narrazione, che si snoda nelle varie location – terrestri e non – riunendo alcune vecchie alleanze e portando ad interazioni tra personaggi simili e diversi, che mai avevano condiviso lo schermo, in una vera e propria impresa titanica, con i suoi pregi e difetti, ma senza dubbio celebrativa del genere: infatti il box office non solo ha giá incassato piú del precedente film targato Avengers e del franchise Star Wars, ma ha proprio fatto la storia del Cinema raggiungendo il miliardo di dollari dopo il primo week-end.

A livello di trama, ovviamente non sono mancati colpi di scena, momenti di altissima tensione – e qualche occhio lucido – alternati all’esilarante comicitá targata Marvel e a scene di combattimento che, o per il contesto o per effettivi passi avanti, appaiono decisamente meglio riuscite rispetto a molti prodotti precedenti del Cinematic Universe. L’aspetto più efficace della sceneggiatura, però, risulta essere quello riguardante le interazioni fra i vari personaggi: la chimica tra gli attori è tangibile, come testimonia anche il fratto che “gli originali” del team dei Vendicatori abbiano deciso di tatuarsi un simbolo rappresentativo dell’esperienza da loro condivisa (all’appello manca solo Ruffalo, a quanto sembra non molto attratto dalla prospettiva di ago e inchiostro).

In mezzo a tutti spicca Thanos (interpretato in maniera ineccepibile da Josh Brolin), che non è affatto quella spietata, invincibile nemesi che è nei fumetti, ma assume in Infinity War i tratti di un personaggio straordinariamente complesso, tant’è che sarebbe un errore affermare che si tratta del “villain” di questo film: le sue convincenti motivazioni, le decisioni che è costretto a prendere in nome di un bene superiore lo rendono quasi tanto umano ed empatico quanto gli eroi che da sempre conosciamo. È questa l’inaspettata novità che ci regala la Marvel, non vuole più essere solo una battaglia tra buono e cattivo, bensì un conflitto di valori tra loro incociliabili, quali la salvezza della specie e la dignità individuale: in ogni scena, i personaggi saranno chiamati a scegliere solo una di queste due declinazioni del concetto di “vita”, sacrificando l’altra.

Alcuni potrebbero criticare la mancanza di completezza della pellicola o il suo cambio di punti di vista e location molto frequente, ma occorre tenere ben presente il fatto che Infinity War è solo “una metà” del progetto, come se i fratelli Russo, i registi, stessero preparando il terreno per la vera e propria battaglia, che con moltissime probabilitá vedrà scendere in campo anche la nuova eroina cinematografica Captain Marvel, protagonista nel film in uscita a marzo 2019.

Chiedendoci quindi quali altri colpi di scena ci riservi il futuro dell’ MCU o se vedremo – o rivedremo – i nostri preferiti alla fine di questa fase, non resta che aspettare il 3 maggio prossimo, quando (salvo interventi di Downey Jr…) il sequel ancora senza nome arriverà ufficialmente nei cinema americani.

(E Per chi voglia “preparasi”, recuperando tutti i film  fino ad ora usciti in questo Universo, riportiamo l’ordine di visione consigliato dalla maggior parte dei fan).

Carlotta Frigo 4A

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