Monaco Gp: spettacolo dietro, davanti lenti.

Montecarlo ha una caratteristica principale: non si può sorpassare. Eccezioni alla regola: Ayrton Senna, Max Verstappen e pochi altri. Max regala spettacolo dal fondo con sorpassi molto rari là davanti. Ma anche qualche rimpianto, vista la superiorità della Red Bull e i problemi al motore di Ricciardo, che avrebbero potuto consegnare al baby-talento la vittoria.

La sorpresa del Gp è stata proprio la scuderia austriaca, che ha passato Ferrari e Mercedes tra le curve del Principato. Ricciardo dominus di ogni sessione del weekend, con Verstappen in crisi per un incidente alla chicane della piscina nella FP3 (Prove Libere 3), sfumando il passaggio alla Q (Qualifica) 2.

La gara lì davanti, dopo i pit-stop, che lasciano invariate le posizioni della griglia (1° Ricciardo, 2° Vettel, 3° Hamilton, 4° Raikkonen, 5° Bottas), è poco interessante. L’unico evento degno di nota è lo Stop & Go di Sirotkin: inizio di stagione da dimenticare per il rookie.

Al giro 29 Ricciardo rivela un problema, che potrebbe compromettere la sua gara. Peccato per Vettel, che non riesce a sfruttarlo per via di un bloccaggio all’uscita del tunnel. Intanto il ritmo della gara sembra più quello di supercar accodate dietro a un’utilitaria, pittosto che una gara di F1. Solo Verstappen riesce a regalare sorpassi e spettacolo.

Alonso vede il destino ridergli in faccia quando viene sorpassato da una Toro Rosso (motore Honda) mentre ha un problema al cambio col nuovo motore Renault. Sembra che lo spagnolo sia destinato ad avere problemi con la McLaren qualunque sia il motore.

Al 72° giro uno sfortunatissimo Leclerc, debuttante nel circuito di casa, ha un problema che gli impedisce di frenare e, nonostante i tentativi di evitare Hartley, lo prende in pieno rompendogli una sospensione. Peccato per il monegasco, che interrompe una serie di due gare a punti.

Dopo la VSC (Virtual Safety Car), in cui Vettel perde 2 secondi, la gara si conclude con la vittoria dell’australiano, che festeggia con l’ormai celebre “Shoey”, per poi concludere la giornata con una spanciata nella piscina.

Una Red Bull che mostra i muscoli, quella di Monaco, e un Ricciardo che dimostra sempre di più la sua stoffa da campione. Una Ferrari che non riesce a imporsi in un circuito che avrebbe dovuto favorire il recupero di Vettel sul leader Hamilton. Un campionato che si rivela il più combattuto da molti anni a questa parte.

                                                                                                                                                         Mathias Caccia 1A

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