Che succede quando la Maturità non è ancora matura?

Repost 24 gennaio ’19: 115 views

Lo slogan degli Esami di Stato dello scorso anno, #nopanic, non potrà più funzionare: il panico è assicurato per tutti gli studenti (e gli insegnanti) che, a fine novembre, non sanno ancora come sarà la Maturità 2019. Proprio così: le uniche informazioni fornite dal Ministero sono vaghe, non precise e contraddittorie, non permettendo di capire se tali cambiamenti porteranno vantaggi, oppure un completo disastro.
Già a settembre, gli alunni di Quinta sospettavano qualche modifica nella Maturità, sia per il cambiamento del Governo, sia perché questa riforma si sarebbe dovuta attuare già lo scorso anno scolastico. Tuttavia, mai si pensava di dover attendere così tanto, addirittura fino ad ottobre, per avere i primi chiarimenti (o forse no) in relazione a questi cambiamenti, per altro non completi. Infatti, il 4 ottobre 2018 il MIUR ha pubblicato una circolare ministeriale indirizzata a tutte le scuole, con tanto di video e slide esplicative, spiegando le modifiche relative alle prove scritte, all’Invalsi e alla dibattuta Alternanza scuola-lavoro. A questa comunicazione è seguita quella del 26 Novembre, nella quale sono stati forniti ulteriori dettagli in merito alla Seconda Prova e alle griglie ei valutazione.
Facciamo, quindi, un po’ di luce. I documenti, in primis, dichiarano l’introduzione delle prove Invalsi durante il quinto anno, per verificare le competenze globali raggiunte alla fine della scuola secondaria di II grado anche se, per quest’anno, non saranno obbligatorie per l’ammissione. L’altro punto controverso riguarda la fantomatica Alternanza scuola-lavoro: il MIUR ha deciso che per quest’anno lo svolgimento dell’attività di ASL non sarà requisito d’esame. Questo sembra infatti concorde con quanto detto dal ministro Bussetti a metà settembre: “Io l’esame di stato lo vivo dal punto di vista dei ragazzi, e penso che sia rispettoso nei loro confronti far sì che possano esprimersi al termine del loro percorso di scuola secondaria superiore per quello che hanno fatto e per il lavoro che hanno sostenuto in quegli anni. E mettere al centro, come fulcro della prova orale, l’esperienza di alternanza scuola-lavoro mi sembra molto riduttivo, poco rispettoso nei loro confronti”. Ma l’incongruenza arriva quando, a metà novembre, il ministro comunica che la tesina verrà abolita e che il colloquio potrebbe partire da vari spunti, inclusa l’Alternanza. Spontaneo chiedersi se l’ASL sarà davvero inclusa in questa Maturità. Le risposte arrivano con il documento di Novembre in cui si ribadise la centralità dell’Alternanza all’orale. Ma, se così fosse, essendo però non obbligatoria per l’accesso come evidenziato nella circolare ministeriale, sarà davvero un esame giusto e uguale per tutti? La tesina, infatti, è ritenuta fondamentale per molti, poiché permette finalmente di parlare di qualcosa di personale, di sentito, sul quale uno può prepararsi in modo adeguato, rompenddo il ghiaccio dell’ansia. Al contrario, i pareri relativi all’ASL sono più negativi che positivi e, quindi, molti sarebbero costretti a parlare di qualcosa che, magari, non è stato fatto in maniera corretta e proficua per una serie di fattori esterni.

Per evitare inutili scandali è opportuno attendere un comunicazione ufficiale dal MIUR riguardo al colloquio, si spera il prima possibile (ovviamente non prima di gennaio, altrimenti sarebbe pretendere troppa efficienza). La parte positiva, invece, sembrerebbero i Crediti scolastici, trasformati da 25 a 40, permettendo una maggiore valutazione del percorso scolastico effettuato nel Triennio. Per quanto riguarda il colloquio orale, la faccenda diventa più seria, perché nessuno sa come sarà realmente, a parte alcune voci riguardanti l’analisi di documenti ed educazione civica, peraltro confermate il 26 novembre. Quest’ultima però, pur essendo una materia importantissima non solo per gli studenti ma per ogni cittadino, risulterebbe come un pesce fuor d’acqua, cogliendo moltissimi alla sprovvista perché quasi nessuno, come rivelano i dati statistici, ha affrontato questo percorso in modo esplicito nei 5 anni di scuola superiore.
Le novità, però, sembrerebbero non essere finite; infatti, la modifica maggiore è stata fatta nella sezione riguardante le prove scritte. La circolare ministeriale dichiara, innanzitutto, l’eliminazione della terza prova, definito “quizzone” in modo poco grammaticale, che ha sempre spaventato tutti i maturandi. La rivoluzione maggiore sembrerebbe nella Prima Prova, quella di Italiano, suddivisa ora in 3 tipologie e non più in 4. La tipologia A, Analisi del Testo, consiste nell’analizzare una poesia o un testo letterario, soffermandosi sulle domande di comprensione e di analisi, per poi produrre un approfondimento, anche personale. La tipologia B non è più il Saggio Breve e non presenterà più documenti da cui trarre informazioni, ma sarà composta da un unico testo argomentativo, di qualsiasi ambito, anche storico, dal quale i maturandi dovranno estrapolare tesi, antitesi e argomentazioni, per poi stendere un loro elaborato. Infine, la tipologia C, pressochè identica alla vecchia tipologia D, ovvero il tema di carattere generale. Non essendo, però, stata ancora diffusa alcuna simulazione dal MIUR, alcune indicazioni relative alle tracce non sembrano chiare, soprattutto per la nuova tipologia B. Un’altra novità sempre relativa alla Prima Prova sono le griglie di valutazioni, da quest’anno non più preparate dai vari istituti ma uguali per tutti: il documento dichiarava che la pubblicazione di queste ultime sarebbe dovuta avvenire entro metà ottobre, ma solo al 26 novembre sono state diffuse, lasciando qualche dubbio o sospiro di sollievo.

Panico maggiore viene suscitato dalla Seconda Prova che, come descritto nel secondo documento, potrà riguardare Matematica e Fisica per i licei scientifici (anche Scienze per l’opzione Scienze Applicate) e Latino e Greco per i licei classici. Spaventa maggiormente la possibilitá ti trovare combinate le varie materie, con problemi e versioni interdisciplinari. Per gli Scientifici, i candidati dovranno infatti affrontare un problema a scelta e 4 quesiti; per i Classici, invece, ci sarà una versione da tradurre, correlata di una parte giá in traduzione e 3 domande di analisi. Tuttavia, in mancanza di simulazioni, gli studenti rimangono ancora impietriti da queste novità, che attualmente rappresentano soltanto un mare di nuvole e nebbia, non solo in val Padana.
Sembrerebbe di avere informazioni concrete e definite, ma tutto è stato descritto in maniera vaga e poco chiara. Ed è proprio per questo che inizia a nascere del panico tra gli studenti che non sanno cosa affrontare e, in secondo luogo, tra i docenti, che non hanno ancora capito come preparare al meglio i ragazzi per l’esame. Purtroppo ai “piani alti” non pare abbiano notato che ormai un terzo della Quinta è già trascorso e si necessita di dati reali su cui lavorare (come, per esempio, simulazioni ufficiali), invece di incongruenze o indicazioni metodologiche aleatorie, anche perché il tempo per prepararsi adeguatamente diventa sempre minore. Inoltre i vantaggi di cambiamenti così grandi in Quinta, quando ormai ci si è preparati sull’esame di vecchio stampo per quattro anni, non sembrano molti. Forse, essendo il periodo natalizio ormai alle porte, il MIUR cercherà di fare un regalino anche ai maturandi, portando maggiori dati, soprattutto sul colloquio orale sul quale è ancora impresso un enorme punto di domanda. O forse no: misteri ministeriali.

Stefano Cozzi 5A

VN:F [1.9.16_1159]
Rating: 8.7/10 (3 votes cast)
VN:F [1.9.16_1159]
Rating: +1 (from 1 vote)
Che succede quando la Maturità non è ancora matura?, 8.7 out of 10 based on 3 ratings

Lascia il tuo commento per primo

Rispondi

L'indirizzo email non sarà pubblicato.