Elezioni di MidTerm: ed ora?

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Dopo due anni dalle Presidenziali, lo scorso 6 novembre si sono tenute in America le elezioni di metà mandato, utilizzate sia come metro di giudizio dell’operato del presidente Donald Trump, sia per l’elezione dei membri di una parte del Congresso. Vengono inoltre nominate sia le assemblee elettive, sia governatori di alcuni singoli Stati. Ecco i risultati del Midterm:

Senato

  • Repubblicani – 51
  • Democratici – 45
  • Indipendenti – 2

Camera

  • Repubblicani – 193
  • Democratici – 220

Indubbia la vittoria del partito Repubblicano al Senato, ma la sconfitta del medesimo alla Camera. Con queste elezioni si è sancita la divisione del potere politico dei Repubblicani, suscitando immediate reazioni sia da parte dei mercati, sia delle Borse internazionali; mentre i Democratici sono entrati in acceso conflitto con il Presidente Trump. Questi ultimi potranno finalmente bloccare le sue iniziative in merito a politica estera e difesa (e una tanto eventuale quanto improbabile dichiarazione di guerra), rispetto alle quali emergono da tempo accentuate divergenze.

Mr. Trump avrà a che fare non solo con un Congresso spaccato, ma con una Camera che potrebbe ostacolare la realizzazione delle sue proposte e rallentare le iniziative legislative della Casa Bianca; pensare di avviare l’impeachment (cioè il rinvio a giudizio di titolari di cariche pubbliche qualora si ritenga che abbiano commesso determinati illeciti nell’esercizio delle loro funzioni); istituire commissioni d’inchieste su tutti i fronti di comportamento presidenziale, dei quali si è discusso fino ad ora, come Russiagate e conflitti d’interesse; da ultimo, cercare o accettare il dialogo. Se Trump dovrà concedere terreno ai democratici sui fronti interni ed economici, allo stesso tempo avere dalla sua parte il Senato gli consentirà di muoversi senza problemi in fatto di politica estera.

Dovrà anche gestire i problemi ambientali che sono dilagati nell’ultimo periodo, a partire dagli incendi in California. Il comportamento quasi riduttivo di Trump non è stato apprezzato, soprattutto dopo aver riportato un colloquio con il Presidente finlandese Sauli Niinistö in cui ha invitato tutti i cittadini americani a “rastrellare” i resti degli incendi senza dare importanza agli ingenti danni subiti e dovuti ad una pessima o distratta gestione delle foreste. In molti si chiedono quali saranno le sue prossime mosse, dovendo da una parte fronteggiare l’avanzata dei democratici, e dall’altra eseguire i suoi doveri da Presidente.

Beatrice Vitale 2A

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