Campionato Mondiale di Scacchi: ci prova l’italo-americano Caruana, ma Carlsen è ancora troppo forte

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E’ uno dei match più combattuti ed emozionanti degli ultimi anni quello appena svoltosi tra il norvegese, detentore del titolo, Magnus Carlsen, e l’italo-americano, tesserato negli USA, Fabiano Caruana. Dopo tanto tempo, anche grazie a un calo di forma del campione in carica scandinavo e al picco dello sfidante, un giocatore è riuscito a eguagliare il prodigio che detiene la corona dal 2013. Tuttavia quest’ultimo, grazie a un intuito formidabile, rimane ancora imbattibile nelle cadenze più veloci che hanno deciso il match.

Si è giocato su 12 partite a tempo lungo, a seguito delle quali si sono svolti gli spareggi rapidi (25 minuti e 10 secondi di incremento a mossa), dove Carlsen ha “asfaltato” il rivale.

Nonostante le prime 12 partite tutte in parità, le emozioni non sono mancate. Fin dal primo match, sono state combattute, nonostante qualche spartizione del punto troppo veloce. Già dalla prima sfida, il risultato è stato in bilico: dopo che Caruana ha fallito nel tentativo di imbastire un attacco e posizionare attivamente i pezzi, Carlsen ha preso le redini del gioco fino ad una posizione di chiaro vantaggio, dove i suoi pezzi schiacciavano quelli dell’italo-americano. Tuttavia il vantaggio del norvegese, per una serie di inesattezze, è lentamente sfumato, fino ad un finale con minime chances di vittoria. Al circolo tutti seguivano attentamente il finale aspettando una magia del campione in carica o il pareggio. I giocatori più esperti hanno iniziato ad accordarsi sulla patta, dopo che ogni tentativo di forzare il finale si era rivelato vano. E alla fine, dopo 7 ore di gioco, il risultato atteso.

La seconda sfida ha visto invece Fabiano condurre la partita verso un finale vantaggioso ma, purtroppo, patto per l’americano. La terza, la quarta e la quinta sono terminate con un pareggio, senza che nessuno andasse mai realmente in vantaggio. Nella sesta Carlsen col Bianco è riuscito a ottenere uno scambio favorevole di tre pedoni per un cavallo. Le sbavature nel finale non gli hanno, però, consentito di capitalizzarlo, arrivando addirittura a rischiare la sconfitta. Tutti continuavano ad aspettarsi una svolta, specie da parte di Caruana, che è molto inferiore in punteggio ELO (indica la forza del giocatore) al norvegese nelle cadenze rapide. Ma anche la settima e ottava partita sono state pareggiate senza grossi colpi di scena. La nona ha visto Carlsen in vantaggio dopo che Caruana ha commesso delle sbavature in apertura. Ciò nonostante, il norvegese ha replicato in modo insolitamente poco preciso, chiudendo con l’ennesimo pareggio. L’highlight di questa giornata è stato più che altro l’occhio nero con cui si è presentato alla scacchiera il campione in carica: molti giornalisti hanno tentato di chiedergli come se lo fosse procurato, ma senza risultati. La decima partita è stata la più bella del match, dopo che una novità teorica in apertura di Caruana ha messo in difficoltà Carlsen. Tuttavia, dopo qualche mossa imprecisa, il norvegese è andato per l’all-in tentando un attacco decisivo, che ha portato a posizioni a doppio taglio, conducendo fino a un finale patto, con grande sorpresa di tutti quelli che si aspettavano la vittoria da parte di uno dei giocatori. L’undicesima è stata una partita abbastanza noiosa, con un finale di alfieri contrari facilmente patto.

Ci hanno pensato i commentatori spagnoli di Chess24 a divertire chi assisteva alla diretta: ad un certo punto esplodono in urla facendo analisi insensate e frecce piazzate totalmente a caso, in modo così veloce da renderle quasi incomprensibili, facendo uscire qualcosa di divertente da qualcosa di così monotono come un finale di quel tipo. La dodicesima partita ha visto Carlsen in grande vantaggio proporre patta a Caruana, che non ha esitato, vista la posizione inferiore. Il campione in carica ha commentato dicendo di non essere dell’umore giusto per spingere per vincere. Kasparov, uno dei giocatori più forti di tutti i tempi, ha detto, da bravo “gufo”, che il norvegese non aveva più i nervi saldi. Puntualmente il campione ha “asfaltato” l’italo-americano, che ha commesso errori relativamente banali sotto la pressione del tempo (ricordiamo che, esaurito il tempo, si decreta la vittoria dell’avversario).

Un dato positivo di questo match è l’affermazione di figure come Magnus Carlsen, che non presentano più lo scacchista come freddo e inumano calcolatore, ma come una persona dotata di forte personalità, in grado di diventare una celebrità in Norvegia e di diffondere il gioco degli scacchi in tutto il mondo. Questo match, poi, è stato quello con più eco mondiale sin dai tempi di Karpov e Kasparov, confermando un trend di crescita per il nobil giuoco.

Anche le autorità stanno iniziando ad apprezzarne i benefici e si sta proponendo in sempre più paesi l’obbligo di insegnamento nelle scuole, visto il grande sviluppo delle proprie abilità mentali in seguito ad uno studio e una comprensione approfondita della tattica di gioco. Sicuramente l’aumento della popolarità di questi eventi aiuta la promozione, ma anche la polemica: perché introdurre gli scacchi e non la dama, il go, o altri giochi di questo tipo? E’ certo che finora gli scacchi hanno riportato i risultati migliori rispetto ad altri giochi, come dimostrato dal lavoro di persone come Maurice Ashley in America.

Il mondiale è stato molto emozionante, con colpi di scena in diverse partite, interrotti da una brutale dominazione di Carlsen negli spareggi. Proprio il prodigio norvegese sta cambiando la visione dello scacchista e sta aiutando a superare lo stereotipo che ne contraddistingue la categoria. Speriamo per il mondo degli scacchi che la questione dell’introduzione nelle scuole venga ripresa e approfondita, perché veramente questo gioco può offrire vantaggi e valori unici.

Mathias Caccia 2A

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