L’alba di una nuova presidente

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Ecco la nostra nuova presidente dell’assemblea: Ludovica Carbone di 4^G. Vuole rinnovare il seggio rimasto vacante del precedente anno, con lo scopo dichiarato di riformare il concetto che gli studenti hanno delle Assemblee. Tutti la conosciamo per nome o di vista, ma nessuno sa cosa l’abbia spinta a candidarsi e, tanto meno, cosa avrà intenzione di fare durante il mandato.

Cosa ti ha spinto a candidarti come presidente?

Dopo l’esperienza dell’anno scorso, come Moderatrice, ed osservando il problema arrecato dalla mancanza della figura del presidente, soprattutto con la gestione dei moduli, ma anche con i compiti ad esso affidati, abbiamo dovuto riformare il Regolamento d’Istituto e metterci a lavorare in maniera quasi problematica, per riuscire ad effettuare le Assemblee. Lasciando perdere la parte burocratica, ho visto qual è un altro grande problema: la mancanza di un leader. Così quest’anno mi sono detta: perché non provare a fare il presidente? Tanto i compiti sono gli stessi, ad eccezione della relazione con la preside, ma alla fine il rapporto è iniziato ad instaurarsi l’anno scorso e poi penso di avere le capacità moderatrici che servono per svolgere un lavoro accettabile. Inoltre, mi ha spinto la voglia di ridare motivo alle Assemblee, che negli anni secondo me erano scadute. Sono molto affascinata dall’emancipazione e dalle lotte studentesche degli anni ’60 e ’70, in cui il bisogno di fare le Assemblee era veramente un problema sentito, per cui si ” lottava ” in ogni modo. Di certo, bisogna ridare un motivo valido e concreto a queste riunioni collettive.

Eri già emersa l’anno scorso o eri più in disparte? La vecchia amministrazione era equa nella suddivisione dei poteri?

In realtà, io e Andrea Stoccuto siamo stati quelli che l’anno scorso hanno trascinato un po’ di più il gruppo dei Rappresentanti, ma in realtà c’è stata un’ottima collaborazione da parte di ogni membro. Il potere dal punto di vista burocratico era ovviamente equamente distribuito ma, come in ogni situazione di pari, c’è chi tende ad emergere di più, chi diventa una guida per gli altri e chi si fa trascinare. Talvolta, senza una figura di riferimento, ci si può sentire spaesati però, nonostante tutto, siamo riusciti a fare un esaustivo lavoro.

Quale pensi sia l’importanza della figura del presidente nella scuola moderna (rispetto agli anni ’60 ’70)?

Secondo me, ha perso di importanza e di valore, più che altro perché il significato originario dell’assemblea è andato svanendo con il susseguirsi degli anni. Oggi nessuno pensa che, quando ci si pone un problema, si ha voglia di parlarne con tante persone della nostra stessa età e, a favore della mia tesi, ci sono i fatti avvenuti negli anni precedenti. L’anno scorso, ad esempio, non c’era il presidente e, durante gli altri anni, coloro che si sono candidati alle presidenziali lo hanno fatto solo per evitare che non mancasse la figura del firmatario, ma non perché avrebbero voluto veramente farlo.

Quali saranno le tue linee guida e i tuoi scopi principali per la durata del mandato?

Sicuramente ridare importanza alle assemblee. E’ stupefacente credere che l’anno scorso all’assemblea di maggio abbia partecipato solamente il 60% degli studenti e per poco non si rischiava l’annullamento della stessa. Ci si pone delle domande, quando si vede che il 40% degli studenti non partecipa all’assemblea degli studenti. E spero che il percorso, che ho iniziato l’anno scorso e che continuerò quest’anno, si sussegua con il rinnovo delle amministrazioni, ma soprattutto che lasci un’impronta visibile. Vogliamo che le persone che partecipino alle nostre assemblee, si rendano conto di aver fatto qualcosa di costruttivo per loro, di aver arricchito il loro bagaglio culturale e che si divertano anche semplicemente ascoltando una conferenza. Il concetto è quello di voler portare qualcosa di nuovo, o una rinfrescante ondata a quella che è la nostra vita scolastica.

Considerata questa voglia di “rinfrescare”, secondo te ci vorrebbe un re-fresh totale, oltre che per gli studenti, anche per l’edificio stesso?

Assolutamente. Anche se non è di mio compito né di nessun altro studente la realizzazione di questo progetto. In realtà ”ognuno può fare qualcosa per la propria scuola”, come diceva il mio avversario in campagna elettorale; ed è vero. Meglio sarebbe però che ognuno dicesse la sua, per poi organizzare una bella petizione per richiedere la riverniciatura delle aule ed infine ci si impegnasse a mantenerle pulite: in quel caso la Voce degli studenti verrebbe presa in considerazione. Muovere un po’ gli animi e risvegliarli in generale non sarebbe male. 

Cosa pensi della lista?

Che sia ottima, perché trovo in loro delle personalità molto bilanciate. Andrea e Marika hanno il pugno più duro, mentre Sofia e Anita, dal carattere più gentile, riescono a dare quel tocco di pacatezza e di classe che alla lista serve. Sono molto contenta della lista: spero che si facciano sentire e che non abbassino la guardia.

Ti aspettavi di vincere?

No, per niente. Lo speravo. Ho vinto con una percentuale del 57% ed essendoci solo quel 7% di differenza non c’è neanche un grande dislivello.

Quattro brevi punti in cui riassumeresti il tuo percorso futuro.

1. Rivalutazione delle Assemblee.

2. Creare uno spirito critico all’interno della nostra scuola. E che le scelte non siano campate per aria, ma fatte da delle persone che stanno frequentando il Liceo.

3. Collaborazione con i Moderatori e soprattutto con la preside, perché non avrebbe senso altrimenti.

4. Ottenere dei riscontri positivi dopo le Assemblee.

Ringraziamo Ludovica Carbone per il suo tempo e la sua disponibilità. Il suo mandato è ormai a metà percorso: un’assemblea è stata organizzata e sembra aver avuto successo fra gli studenti, ma resta ancora un quadrimestre, durante il quale vedremo come il nostro presidente riuscirà a risolvere gli imprevisti che gli si interporranno.

Andrea Trocino 2B

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