Genetica: un esperimento discusso.

Negli ultimi anni la Cina è stata protagonista di un notevole sviluppo tecnologico ed economico, provocando in alcuni casi disapprovazioni riguardo ai metodi con cui il progresso è stato attuato.

Un esempio recente è quello di He Jiankui, genetista di Hong Kong che sostiene di aver creato il primo essere umano geneticamente modificato. Quando il ricercatore ha esposto la sua scoperta all’editing genomico di Hong Kong ha suscitato numerosi dubbi e, soprattutto, aspre critiche sia sulla validità scientifica, sia sull’ammissibilità etica dell’esperimento. Jennifer Doudna, professoressa della Berkeley University in California, ha affermato: “È imperativo che gli scienziati responsabili non rompano il consenso globale sul fatto che la modifica delle linee germinali umane non venga portata avanti.”

Inoltre l’omissione del ricercatore cinese per quanto concerne gli esiti ufficiali del suo esperimento, richiesti dalla procedura, ha fatto sorgere nuovi dubbi: He Jiankui sostiene di essere intervenuto su sette embrioni, riconoscendo i risultati sperati in due di questi, ma, date le circostanze, non si può essere particolarmente ottimisti circa i cinque non menzionati.

Le motivazioni che hanno spinto il ricercatore a compiere questo gesto? Lui ha sostenuto che fosse necessario al progresso, poiché i risultati raggiunti avrebbero permesso alle due neonate di risultare immuni ad alcune malattie ereditarie come l’HIV

Oltre alla validità scientifica dell’esperimento, comunque, rimane discutibile dal punto di vista etico e morale la sperimentazione umana, proibita dalle leggi del paese. I rischi a cui si potrebbe andare incontro sono molteplici: i cambiamenti effettuati possono danneggiare anche altri geni ,causando problemi di salute imprevedibili o, nei casi peggiori, persino la morte, oppure l’intervento potrebbe non estendersi a tutte le cellule dell’embrione, provocando il cosiddetto effetto mosaico. Prima di applicare questi rischiosissimi trattamenti occorre, perciò, effettuare altre ricerche scientifiche che permettano di eliminare anche solo l’eventualità di ripercussioni dannose.

Ciò dimostrato, ci si può porre una domanda: abbiamo veramente bisogno dell’editing genetico? Molti suggeriscono che andrebbe usato solo a fini terapeutici, per identitificare e prevenire malattie ereditarie e genetiche. Altri sono propensi ad utilizzarlo anche in casi più controversi, ad esempio per miglioramenti genetici. In ogni caso, si necessita il prima possibile di una legislazione che possa regolare l’uso di questo strumento tanto utile quanto rischioso.

Se si può affermare che il progresso tecnologico è fatto di passi avanti, dobbiamo evitare di farci calpestare.

Andrea Reverberi 2B

Luca Sanna 2B

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