Russia 2019: la violenza domestica non è più reato.

Una giovanissima italiana affronta la depenalizzazione russa di fronte al pubblico internazionale.

Sofia Guidi è la studentessa torinese, all’ultimo anno di Liceo Classico, che lo scorso novembre si è distinta tra più di 75 mila ragazzi nel mondo ottenendo di volare a New York per partecipare alla conferenza annuale di Ted-Ed. Questa nasce, infatti, come organizzazione no-profit con l’obiettivo di ideas worth spreading, ovvero stimolare alunni e docenti a elaborare e diffondere nel mondo idee innovative, organizzando conferenze e offrendo lezioni e animazioni interattive.
La legge russa che depenalizza la violenza domestica nei confronti di donne e bambini è il sottile argomento che Sofia ha deciso di sostenere davanti al vasto pubblico internazionale: il suo discorso, intitolato A russian way to preserve families, si apre presentando i numerosi casi di donne russe, massacrate dai mariti, che la polizia rifiuta di soccorrere e a volte, anzi, schernisce. Lo scorso 7 febbraio, però, la Duma (assemblea rappresentativa ed elettiva del Parlamento russo) ha firmato un emendamento per ridurre in modo considerevole la pena da infliggere a chi commette violenze domestiche. Le percosse su donne e bambini, che procurano dolori fisici ma non lesioni pesanti e durature, che prima della legge erano punite con 2 anni di carcere, verranno ora sanzionate con una semplice multa di € 500, o un arresto fino a 15 giorni, e costituiranno reato solo se l’accusato sia giá stato condannato lo stesso anno per un analogo motivo. Questo provvedimento fu pensato per il numero significativo di russi secondo cui ciò avrebbe diminuito le violenze in famiglia, che causavano la morte di oltre 14.000 donne all’anno.
È tuttavia ancora presto per poter sostenere che la Russia abbia elaborato un’ efficace soluzione a un problema mondiale, che infligge anche la nostra Nazione, dove la violenza sulle donne causa una vittima ogni 72 ore. L’ Italia ha, però, adottato una politica opposta a quella russa, in quanto ritenga, come affermato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ogni forma di violenza, ferita fisica e psicologica, inflitta a una bambina, ragazza o donna, sia un’ oppressione e debba essere repressa, con le giuste punizioni e una trasformazione culturale volta alla piena affermazione delle donne nella società. La giovane Sofia, allieva di Gabriela Alvarez, professoressa di Inglese, di Public Speaking e licenziatario di Ted-ed Usa, lesse la notizia della depenalizzazione sul Corriere della Sera e, allibita, decise di approfondire e argomentare come l’ardito emendamento russo stia effettivamente influenzando la cultura del popolo.

Chiara Nebuloni 5A

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