Complottismo: verità celata o fantasia sfrenata?

Nell’era della democrazia digitale, in cui la verità è ormai fluida, un ambito specifico sta venendo a galla sempre più: il complottismo. Non dobbiamo, però, pensare alle becere fake news create ad arte per interessi economici o politici, quanto piuttosto a vere e proprie realtà parallele a quella narrata dai media mainstream, che ruotano intorno alla convinzione che la Verità ci venga tenuta nascosta dai potenti. L’argomento ha portata molto più ampia del classico “la colpa è dei poteri forti” e spesso si basa su teorie articolate o corredate da documenti “trafugati”, che però non possono essere né univocamente confermate, né smentite. L’esistenza di questo movimento ha raggiunto in Italia l’attenzione del grande pubblico sul finire dell’anno scorso, quando “Le Iene” hanno mandato in onda un servizio riguardo ai “terrapiattisti”. Costoro sarebbero convinti che la Terra sia, in realtà, piatta e circondata da un muro di ghiaccio presidiato da giganti. Hanno anche intenzione, nel 2020, di organizzare una crociera per dimostrare tale loro credenza. Se possa apparire ridicolo, è comunque solo la punta dell’iceberg. Il complottismo nacque già all’inizio del Novecento, per denunciare il presunto operato di alcune organizzazioni esoteriche, responsabili di diversi avvenimenti storici di grande spessore nel primo quarto del secolo. Ma la sua propagazione su scala globale inizia solo negli anni ’70 e il suo boom risale all’inizio del XXI secolo, con la nascita di Internet. Come è facile immaginare, il terreno più fertile per questo tipo di pensiero sono stati e sono gli USA, il paese della libertà d’opinione ad ogni costo. Secondo la sua definizione, una cospirazione è “un’unione di più persone che si accordano segretamente per intervenire più o meno radicalmente e violentemente in una situazione politica”. Le cospirazioni non sono, quindi, solo quelle messe in atto da gruppi segreti e sovversivi, ma possono anche essere istituzionalizzate, come le operazioni della CIA e la famosa “esportazione di democrazia” statunitense.

Molte teorie hanno riguardato proprio dei progetti della Agenzia Americana di Intelligence, alcune delle quali si sono rivelate veritiere, anche se reali ripercussioni ed obiettivi rimangono un mistero. Tra queste ci sono l’operazione MKUltra, finalizzata al controllo della mente, ad affinare dure tecniche d’interrogatorio e a sintetizzare un siero della verità, e la rete di intercettazione di comunicazioni pubbliche e private ECHELON, nata da un accordo stipulato tra USA, Regno Unito, Australia, Canada e Nuova Zelanda. Altre, invece, ci hanno riguardato più da vicino, come quando, nel 1990, l’allora Presidente del Consiglio italiano, Andreotti, ha ammesso l’esistenza di un’organizzazione segreta, l’Operazione Gladio che, sotto l’egida della NATO ed attraverso la guerra psicologica, mirava ad impedire ai “comunisti” di prendere il potere in occidente durante la Guerra Fredda.

La maggior parte rimane, invece, un insieme di bufale storiche, politiche e sociologiche. La più celebre è forse il cosiddetto “piano Kalergi”, un progetto dell’elite europea col fine di promuovere l’immeticciamento della popolazione del Vecchio Continente, per renderla più facilmente manipolabile.

Le teorie si sviluppano spesso a seguito di un evento con una particolare risonanza mediatica e si basano sulla domanda “cui prodest?” (“a chi giova?”). Tuttavia, se messe alla prova da un punto di vista logico, non reggono: non rispettano il principio del rasoio di Ockham (secondo cui va preferita la teoria più semplice ed esaustiva con meno passaggi logici) e sono fin troppo facilmente difendibili da ogni possibile controprova. Infatti, se una di queste teorie venisse smentita dalla desecretazione di documenti governativi, i complottisti potrebbero ribattere che la documentazione sia stata modificata o non sia completa, andando avanti così all’infinito. Sono teorie che rispondono al bisogno dell’uomo di vedere la realtà più complessa di quello che è, perché non si accontenta della semplice ed ovvia spiegazione ai fenomeni. Così si ritrova prigioniero della sua stessa fantasia, incapace di accettare gli avvenimenti nella loro banalità obiettiva. È la malattia dell’uomo: l’incapacità di bastare a se stesso.

Alessandro Longato 2C

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