Saturno sta perdendo i suoi anelli! E più in fretta del previsto!

Tra i pianeti del sistema solare, Saturno è il più affascinante per via dei suoi inconfondibili anelli, che si estendono fino ad oltre 280.000 km di distanza dalla superficie. Ma proprio questo suo esteso e vistoso sistema di polveri e asteroidi sta scomparendo, perché attualmente questo evento è caratterizzato dalla caduta di 5 milioni di litri d’acqua ogni ora. Una quantità di questa portata potrebbe riempire una piscina olimpionica in circa 30 minuti!

Non si tratta di un fenomeno improvviso, ma già noto da anni ai ricercatori: consiste in alcuni resti disintegrati degli anelli, costituiti per lo più da pezzi di ghiaccio e roccia. Gli anelli sono costantemente bombardati da radiazioni UV provenienti dal Sole e da piccoli meteoroidi che distruggono la struttura anulare intorno al pianeta, facendola entrare nell’attrazione gravitazionale fino a piovere verso il basso e a disintegrarsi, dato che l’alta atmosfera di Saturno è elettricamente carica. Infatti si produce una magnetosfera (la regione di spazio circostante un corpo celeste entro la quale il campo magnetico da esso generato domina il moto delle eventuali particelle cariche presenti) di dimensioni intermedie tra quelle di Giove e quelle della Terra (544 volte quella della Terra, ma comunque meno di un trentesimo di quella di Giove). Laddove il vento solare, a velocità supersonica, incontra il campo magnetico, si forma una “onda d’urto” in cui le particelle solari cambiano direzione e caratteristiche fisiche.

A questo proposito si rifanno le due teorie sulla formazione degli anelli medesimi. Una afferma che siano nati contemporaneamente al pianeta; l’altra, più probabile, che si siano formati in un secondo momento, probabilmente dopo la distruzione di uno dei suoi satelliti naturali di dimensioni varie, definiti “lune”, che possono trovarsi a grandi distanze dal corpo, oppure orbitare vicino agli anelli controllando che le loro particelle non si leghino al campo magnetico del pianeta. Considerando la pioggia torrenziale, il sistema degli anelli sarebbe destinato a scomparire nel giro di 300 milioni di anni, ma bisogna tenere conto anche della caduta di altro materiale sull’equatore del pianeta osservato dalla Sonda Cassini, fenomeno che farebbe accorciare l’aspettativa di vita degli anelli a meno di 100 milioni di anni, un arco di tempo molto ridotto rispetto all’età del pianeta, che supera i 4 miliardi.

Molti ritengono che i cerchi di Saturno siano solo un fenomeno momentaneo e, anzi, siamo in qualche modo fortunati ad aver assistito a questo spettacolo, in quanto alcune ricerche affermano che forse anche Giove, Urano e Nettuno avessero anelli simili. Infatti Urano è dotato di due sistemi di anelli, in totale 13 ben distinti, di cui 11 nel sistema interno e 2 in quello esterno (perpendicolari all’orbita del pianeta rispetto al Sole), ma essendo formati principalmente da polvere emettono scarsa luce. Mentre gli anelli di Giove sono i costituenti di un debole sistema di anelli planetari intorno al pianeta stesso. Il sistema di anelli consiste principalmente di polveri, presumibilmente silicati, e per questo motivo è poco percettibile.

La prospettiva evoluzionistica ci porterà in un futuro lontanissimo, quando forse dovremo abituarci all’idea di un Saturno senza anelli.

 

                                                                                                                                                        Beatrice Vitale 3B

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