Milano tenta la svolta verde

Tutti al corrente dei gravissimi problemi ambientali che affliggono il mondo: riscaldamento globale, scioglimento dei ghiacciai, incendi dilaganti in Australia, per citarne solo alcuni. Per quanto riguarda il caso italiano, basti l’allagamento del 12 novembre 2019 a Venezia (chiaramente dovuto anche alle condizioni in cui si trovano i paletti di legno che sorreggono la città da secoli), o i livelli di inquinamento delle grandi città italiane. 

A tal proposito, Milano tenta la svolta con “ForestaMi”, un progetto presentato a Palazzo Marino, sede del Comune, dall’assessore all’Urbanistica, Pierfrancesco Maran, e dall’architetto e presidente della Triennale di Milano, Stefano Boeri, che coordina anche il progetto di forestazione urbana promosso insieme al Politecnico, definito tanto ambizioso quanto rivoluzionario per metropoli ed hinterland, poiché vedrà la piantumazione, entro il 2030, di 3 milioni di piante in una città che oggi ne conta 500mila.

Il piano è stato presentato il 21 novembre alla sessione del World Forum on Urban Forests – Milano Calling 2019 – presso la Triennale. E’ il secondo forum mondiale sulle foreste urbane organizzato da FAO, Politecnico di Milano e SISEF, che hanno creato due giorni – 21 e 22 novembre 2019 – di idee e azioni per realizzare progetti di foreste nelle metropoli anche in connessione con zone e città rurali, in Italia e nel mondo. L’evento ha visto una grande partecipazione, non solo di esperti in Foreste Urbane, ma anche di amministratori pubblici, portatori di interessi ed esperti in molte altre discipline inerenti al mondo degli alberi e delle città. Si è intervenuti su molti programmi, come il ‘The Great Green Wall of Cities’, un’ulteriore idea di Stefano Boeri presentata al Climate Action Summit delle Nazione Unite a New York: la proposta di una Grande Muraglia Verde che – anche in Italia – moltiplichi i boschi all’interno e all’esterno delle città, prendendo come esempio il “Great Green Wall”, il grande progetto coordinato dall’Unione Africana, che sta realizzando un sistema forestale e agricolo dal Senegal all’Etiopia, per bloccare la desertificazione e ricreare nell’area subsahariana ambienti favorevoli alla coltivazione e alla vita delle popolazioni insediate. Ampio spazio è stato dato anche a progetti di interesse nazionale come ForestaMi, presentato in modo che includesse non solo informazioni sulle aree di intervento, ma anche sui costi.

Il piano di lavoro prevede, dunque, la piantumazione graduale di alberi nella città meneghina, nei comuni di Città Metropolitana e in aree verdi al di fuori delle mura cittadine, sfruttando il budget iniziale di 3 milioni di euro, grazie anche a due big che hanno già dato il buon esempio supportando il progetto: Enel e Snam. Ma si conta che, grazie all’aiuto di cittadini e privati, tale cifra dovrebbe comunque essere superata facilmente già dal prossimo anno.

La fase preliminare all’intervento concreto ha previsto una mappatura dettagliata del territorio, portata avanti nel giro di un anno da un team di ricercatori coordinati dalla professoressa Maria Chiara Pastore.

Si parte da una cifra ragionevole: 100.000 alberi che, entro marzo 2020, saranno piantati in diverse zone, dai cortili delle case popolari, ai giardini delle scuole, passando dai viali di piazze e strade, fino agli ex scali ferroviari ormai in disuso.

Di certo non sarà ForestaMi a cambiare le sorti climatiche del nostro pianeta, però 3 milioni di nuovi alberi significano 5 milioni di tonnellate di CO2 e migliaia di tonnellate di polveri sottili in meno che, per i polmoni dei milanesi, sono un grande passo avanti.

Sicuramente, se ragioniamo su scala globale, non sono questi i numeri che salveranno il mondo dallo sfacelo, ma almeno possiamo dire che, a opera conclusa, il capoluogo lombardo avrà l’importante titolo di città-foresta, nonché di città più verde d’Italia. 

                                          

                                                                                                                            Agnese Miriani 1B

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