Lo Sport ai Tempi del Coronavirus.

Olimpiadi rimandate, ma gli amatoriali si fiondano nei parchi.

È la quinta settimana in cui ci troviamo a casa da scuola e la terza da quando il decreto di quarantena è stato espanso a tutto il paese. Molte persone, pur di uscire dalla propria abitazione, sfruttano la scusa di portare fuori il cane, oppure di andare a svolgere attività fisica all’aperto. Questa scusante, però, sembra quasi un insulto nei confronti di tutti gli atleti agonisti e professionisti che, da quasi un mese, si ritrovano sballottati tra decreti che permettono di più o di meno l’allenamento nelle apposite strutture, fino ad arrivare alla sconfortante conclusione di non allenarsi definitivamente. E poi il colpo più duro: il rinvio delle Olimpiadi di Tokyo al 2021.

Migliaia di atleti, che da quattro anni si stavano intensamente preparando tutti per un unico obiettivo e un unico sogno, sono stati costretti a doversi allenare in casa con ciò che avevano a disposizione, essendo pienamente consapevoli di poter compromettere completamente la loro forma fisica e, quindi, le loro prestazioni. Ma non per questo smettono di rispettare i decreti emanati da chi ci governa, perché hanno preso coscienza che questa situazione è più grande di loro ed hanno eseguito gli ordini: per la loro sicurezza, per quella dei loro cari e per quella di tutta la popolazione del Paese che avrebbero presto rappresentato.

Perciò, se un atleta olimpico, dopo tutti i sacrifici e tutte le fatiche affrontate, rinuncia alla sua preparazione e alla sua forma fisica accantonando temporaneamente il sogno di una vita, allora anche i corridori improvvisati di questi giorni potrebbero e dovrebbero fare esercizio restando a casa.

Alessia Macchi 2G

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