Giovanni Rimoldi: il Socrate del nostro liceo.

Il professor Rimoldi è stato una figura fondamentale al Tosi. Grazie alla biografia “Anna e Giovanni” chiunque può relazionarsi alla sua ammirevole filosofia di vita.

Non si sarà mai aggirato a piedi scalzi per i corridoi della scuola, ma senza dubbio si dimostrò all’altezza del celebre filosofo che “sapeva di non sapere”. Giovanni Rimoldi ha insegnato Storia e Filosofia presso il Liceo Scientifico Arturo Tosi fino al 2011, e la sua presenza è tuttora vivida nella memoria di studenti, insegnanti e genitori. Ciascuno di noi dovrebbe avere l’occasione di toccare il ricordo di una persona il cui approccio alla realtà non deve sfuggirci, come ben emerge da un volume pubblicato di recente da Mario Colombo e Laura Vignati (docente di Lettere del nostro liceo), dal titolo Anna e Giovanni (edito Freeman), incentrato sulla sua vita insieme alla moglie Anna.

Parlare del prof. Rimoldi vuol dire innanzitutto parlare di filosofia. È all’insegna dell’“amore per il sapere” che dedicò i propri sforzi, cogliendo il concetto in tutta la sua dinamicità: una ricerca che non si ferma mai, un mettere in discussione costante e inappagabile. Era un maestro del senso critico, la cui priorità assoluta risiedeva nell’abitudine a stimolare nei suoi ragazzi una razionalità attiva e indipendente. In effetti, la sola nozione a cui si arrese fu il socratico: «Una vita senza ricerca è indegna di essere vissuta».

Le sue lezioni emanavano una forza che premeva contro le mura dell’aula, identificandosi con il mondo e la vita stessa. I suoi studenti spiegano che “del professor Rimoldi ci è rimasto soprattutto questo: l’essere così attaccato alla vita, amare la vita, vivere la vita nella sua pienezza e bellezza”. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo non riesce a parlarne limitatamente al contesto in cui ha avuto a che fare con lui, perché era una personalità così “tridimensionale” che qualsiasi caratteristica ne guadagnava in profondità.

Meravigliose le sfaccettature riemerse tramite il testo biografico, come la selezione delle “migliori 22 espressioni del nostro storico e ricercatore d’archivio”, stilata dalla allora 5^L: “Faccia da delinquente”, “Vai a vendere le carote!”, “Pensavo volessi farmi una domanda intelligente” sono solo alcune delle buffe citazioni che esemplificano tutta l’umanità e l’entusiasmo che questo insegnante prezioso dedicava ai suoi alunni. «Il rapporto con i ragazzi è sempre stato il mio obiettivo» confermava lui stesso in un’intervista rivoltagli dal nostro giornale nel 2011: «Ho sempre puntato sulla comunicazione e non ho mai avuto problemi in questo». Non si dimentichi, a tal proposito, la sua attività come coordinatore de La Voce degli Studenti, a cui continuò ad interessarsi anche dopo il pensionamento. Riccardo Torresan, che è stato caporedattore della testata quando ancora studiava al nostro liceo, osserva come durante quegli anni «Era come se fosse ancora attivo: tutti lo conoscevano, lo salutavano, e spesso si presentava a scuola “per aiutare”, diceva».

Proprio la solidarietà rappresentò il secondo cardine della sua esistenza: dal Gruppo Missionario della Parrocchia di Borsano, al Comitato Ecologico Inceneritore e Ambiente, i suoi contributi lasciarono un’impronta indelebile nel cuore di molti. Il dono più personale che fece alla comunità di Borsano fu la straordinaria spontaneità con cui investì la passione per la Storia nella promozione del quartiere: pubblicando ricerche e promuovendo restauri di opere d’arte, restituì un’identità a un quartiere spesso sottovalutato dagli stessi borsanesi.

È questa l’inestimabile eredità che ci lascia il professor Rimoldi, la complementarietà della ricerca e dell’etica, ambiti spesso ritenuti tra loro inconciliabili e che, invece, possono indirizzarsi a vicenda. Inducendo a cercare con la propria ragione la verità, Giovanni Rimoldi spronava immancabilmente ad andare oltre i pregiudizi per vagliare con rispetto ogni forma di pensiero. Adesso più che mai, in questi tempi debilitanti e confusi, necessitiamo della mentalità critica ed empatica che si è impegnato a forgiare in tutti coloro che ebbero la fortuna di averlo come insegnante.

Enrico Forte 5D

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