Il Silenzio Assordante del Coronavirus.

La situazione che stiamo vivendo ha aspetti tragici. Primo tra tutti l’alto numero dei morti che ci è ricordato dal corteo di mezzi dell’esercito che trasporta le bare dei bergamaschi fuori regione per la cremazione. E, non ultimi, lo stop delle industrie e le saracinesche abbassate dei negozi che stanno portando e porteranno a gravi danni economici. In realtà, già appaiono i primi segnali di chiusure definitive di piccole attività.

 

Tuttavia, in questo momento di “crisi”, oltre a guardare i lati negativi, possiamo anche pensare ad alcuni benefici collaterali che ci sta portando questo virus. Infatti, in queste ultime settimane gli studiosi, grazie ai media, hanno annunciato che la terra, dopo molto tempo, sta tornando a “respirare”. Le foto satellitari mostrano come sopra la città di Wuhan e sopra la Pianura Padana, il periodo di lockdown abbia modificato decisamente la concentrazione di polveri sottili. Inoltre, molti cittadini hanno segnalato il ritorno degli animali nelle metropoli. Per esempio, una volpe è stata filmata in centro a Firenze, un’aquila ha volteggiato su Milano e i delfini sono tornati ad abitare il porto di Cagliari. Gli animali si avvicinano alle città, sia per la scarsa presenza di gente in giro, sia per il silenzio delle aree urbane. Questo silenzio assordante che ormai da tempo ha travolto tutto.

In questi giorni si odono praticamente solo ambulanze o raramente le macchine dei pochi che vanno al lavoro. Dei rari mezzi che passano, si sente sia l’arrivo, sia la lunga scia di rumore che lasciano nell’allontanarsi. Le poche uscite ci permettono di restare in ascolto di quei piccoli rumori che prima si perdevano nel frastuono cittdino: uccelli che cinguettano, persone che chiacchierano in una casa vicina, le radio accese all’unisono per trasmettere una musica che tiene unita la gente in questo momento difficile.

Se da un lato, però, abbiamo acquistato nuovi rumori, dall’altro abbiano perso quei suoni quotidiani che scandivano le nostre giornate: le voci sull’autobus affollato del mattino, i clacson delle auto e la campanella della scuola, che adesso sono soltanto un ricordo offuscato. Questo silenzio potrebbe diventare assordante, facendoci perdere i nostri punti di riferimento.

 

Possiamo, però, pensare al silenzio anche come ad un’occasione: una nuova atmosfera per restare più con noi stessi, in ascolto, a riflettere.

 

Pietro Notari 2G

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