Nulla si Crea, Nulla si Distrugge, Tutto si Trasforma: anche per l’Amore.

La concezione dell’amore cambia nel tempo e nelle persone, ma la sua importanza per l’essere umano non può svanire.

“Che cos’è l’amore?” Nel corso dei secoli, in molti hanno trattato questo tema, forse perché risulta sempre attuale e assilla l’essere umano sin dall’antichità, o forse perché ognuno ne ha interpretazioni e visioni personali in base alla propria esperienza.

Nonostante questo sentimento sia stato protagonista di numerosi libri, poesie, film, canzoni e opere d’arte, è sempre molto difficile darne una definizione chiara e completa.

 

Un tentativo di spiegazione dell’origine dell’amore è presente già nell’Antica Grecia, nel Simposio del filosofo Platone: all’interno del famoso dialogo, viene presentato come un desiderio nei confronti dell’unità originaria, come ben spiegato nel mito degli androgini, secondo il quale ab origine gli esseri umani erano doppi, quindi con quattro gambe, quattro braccia e due facce, e sferici, in quanto la sfera era considerata simbolo di completezza e perfezione. Esistevano inoltre tre sessi: quello maschile costituito da due metà maschili, quello femminile da due metà femminili e quello androgino da una metà maschile e una femminile.

Quando, in seguito alla punizione di Zeus, le due metà vennero divise, gli esseri umani non desideravano altro che ricongiungersi e ottenere dunque la completezza iniziale: l’amore veniva quindi interpretato come un’attrazione misteriosa che porta ogni essere umano a ricercare la propria metà originaria, la cosiddetta “anima gemella”, in modo da sentirsi nuovamente completi e questo desiderio è motivato non solo dell’attrazione sessuale, ma anche da qualcosa di inesprimibile che noi percepiamo dentro noi stessi e che cerchiamo nell’anima della persona amata.

 

Il rapporto tra due amanti ha, invece, avuto molto spazio nel Liber del poeta latino Catullo, che parlando del suo amore per Lesbia è riuscito a mettere nei suoi versi molte sottigliezze dei sentimenti e delle emozioni che hanno attanagliato la sua anima.

In particolare, è riuscito a trasmettere in modo molto efficace le contraddizioni e la potenza del suo amore per la donna: una passione totalizzante, da cui gli è risultato impossibile liberarsi anche dopo l’abbandono da parte di lei.

Il suo stato d’animo fortemente tormentato viene sintetizzato alla perfezione nel carme Odi et Amo, in cui spiega come ciò che prova non possa estinguersi neanche dopo la delusione subita: il suo amore sarà eterno e provocherà sempre in lui sentimenti completamente diversi e addirittura contrastanti, ma ugualmente forti.

Il poeta, però, è allo stesso tempo accecato da questo suo amore che non gli permette di vedere Lesbia per com’è realmente, impedendogli di distinguere i lati negativi del carattere della donna amata, che viene perciò idealizzata (operazione che, in maniere diverse, faranno anche i poeti stilnovisti).

Per Catullo l’amore consiste in un legame intenso sancito dal foedus, da un patto che, oltre alla passione, comprende l’affetto, la stima, l’amicizia ed il tramite delle divinità, rendendolo un sentimento particolarmente complesso di cui nelle sue poesie ripercorre le fasi e gli stati d’animo vissuti, quali la gioia, la speranza, la gelosia e infine l’amarezza per il tradimento.

 

Nel corso della Storia la concezione dell’amore si è ovviamente evoluta, passando dalla poetessa Saffo, che lo percepiva come una forza devastante e una vera e propria malattia, a Dante Alighieri che vedeva la propria amata come la sua guida spirituale, a Italo Calvino che ritiene l’amore così importante da dedicare a questo tema una parte del suo romanzo La giornata d’uno scrutatore, fino a William Shakespeare che lo descrive come “la più saggia delle follie, un’amarezza capace di soffocare, una dolcezza capace di guarire”.

La presenza costante di questo tema in tutti i tempi è testimoniata anche dalla traduzione del termine in sanscrito “a-more” che significa “ciò che non muore” e rende questo sentimento un vero bisogno per le persone perché, come diceva Gandhi, “dove c’è amore c’è vita”.

Vanessa Piccaluga 3B

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