L’uomo si è sempre divertito con poco.

La comicità sembra semplice, ma è eterna.

“È richiesto per il rilassamento della mente che si faccia uso, di tanto in tanto, di propositi scherzosi e di battute.”

San Tommaso d’Aquino

 

Sin dall’antichità l’uomo ha avuto l’esigenza di alleviare la propria vita quotidiana attraverso l’umorismo. Si tratta di una vena che tutte le persone hanno, chi in abbondanza e chi un po’ meno, necessaria per trascorrere la vita con più leggerezza, mettendo un freno ai dispiaceri.

 

Nel II-III secolo a.C. a Roma iniziarono le prime commedie teatrali, delle quali il principale esponente fu Plauto, che sfruttava come protagonisti personaggi buffi e situazioni di quotidianità e/o insolite, come il servo intrallazzatore, il quale organizza equivoci e scambi di persone, in favore del proprio padrone.

Questa struttura è molto simile a quella delle rappresentazioni teatrali moderne, come nei programmi tv Zelig, Colorado, il Bigh Show di Pucci, oppure i numerosi eventi teatrali di Aldo Giovanni e Giacomo, ma anche, andando indietro nel tempo, Videocomic – Passerella dei comici in tv e molti altri.

Lo scopo è lo stesso delle commedie antiche: far ridere gli spettatori e creare un contatto con il pubblico attuando la rottura della cosiddetta “quarta parete”ovvero la parete invisibile che divide il palcoscenico dagli spettatori.

Il teatro, dunque, irrompe fuori dalla finzione scenica per mescolarsi con la vita vera ed il pubblico, che risulta così realmente presente nello spettacolo.

 

Non si tratta sempre di battute divertenti ed innovative: spesso infatti l’umorismo dei teatri sfocia nella banalità, che fa sorridere proprio per la sua inezia e leggerezza. Ad esempio una situazione molto utilizzata è quella delle varie vicissitudini con il proprio compagno, utilizzando dei tabù come la moglie assillante e il marito nullafacente.

Se ci strappano un sorriso, nonostante non siano eccessivamente divertenti, capita perché trattano di situazioni che, seppur esagerando nel descrivere gli eventi, si possono associare alla vita reale e talvolta personaggi inventati rispecchiano persone che conosciamo.

 

Accadeva anche molti secoli fa nelle commedie teatrali: nelle scene c’è una discreta ripetitività dei personaggi e delle situazioni.

Una delle commedie più famose è quella del Curculio, in cui un servo ordisce un raggiro in favore del giovane padrone innamorato di una ragazza. Vittime del servo astuto sono il lenone (intermediario che agevolava i rapporti amorosi altrui) e un soldato che vorrebbe per sé la giovane, ma che alla fine si rivelerà il fratello di lei. Oppure la commedia dei due gemelli separati dalla nascita che, dopo lunghi equivoci e scambi di persona, riescono a ricongiungersi.

 

Trilussa sosteneva che “L’umorismo è lo zucchero della vita. Ma quanta saccarina in commercio!” Infatti, con il passare degli anni, l’umorismo diventa sempre più scadente, ma grazie alla numerosa pubblicità e visibilità che si offre a questi programmi, sono diventati dei trend che le persone seguono senza capire se facciano ridere davvero. Ad esempio Claudio Bisio, o altri attori di Zelig, alcune volte si vede che leggono un copione e, quindi, anche se le scene fossero divertenti, non renderebbero l’idea appieno, poiché le battute devono risultare il più possibile spontanee per far sì che lo spettatore s’immedesimi non solo nella situazione, ma anche nei modi del personaggio, mancanti, nel caso il comico non sappia interpretarlo correttamente.

La risata del pubblico sembra un riflesso condizionato, come se anche chi ascolta seguisse un copione: finita la battuta, deve ridere ed applaudire per forza.

 

Invece, programmi come Non Stop lanciarono i mitici Carlo Verdone e Massimo Troisi, comici dotati di un grande talento anche nel recitare, capaci di immedesimarsi totalmente nei propri personaggi.

Oppure altri comici davvero efficaci sono gli inimitabili Aldo, Giovanni e Giacomo, le cui esibizioni vengono trasmesse in tv periodicamente, malgrado non siano recenti. Inoltre, da ormai un paio d’anni, vengono utilizzate alcune parti dei loro spettacoli su Instagram come base per fare meme originali.

Quando i comici hanno tutti i requisiti per fare il loro lavoro, come saper recitare, essere innovativi e coinvolgenti, non importa quanto tempo passi: risulteranno sempre divertenti e migliori di altri più moderni, i quali minimizzano le competenze fondamentali.

Il buon San Tommaso d’Aquino forse non intendeva propriamente di consigliare l’uso delle battute che circolano oggi sul web e in televisione, ma al contrario, di battute dotate di un filo logico e di buon umorismo, che pochi sanno fare.

Redina Lamaj 3B

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