Un Sistema Difettoso.

La didattica a distanza è così problematica che pare che la scuola negli ultimi mesi sia diventata più instabile del ponte Morandi poco prima del crollo.

La rete Internet, in effetti, non copre in ugual modo ogni zona d’Italia, ma anzi è diversa da città a città, da centro cittadino a periferia campestre, ancor più da regione a regione. E le valutazioni? Un circolo vizioso: si sa che i voti possono non corrispondere all’effettivo impegno di uno studente, poiché da sempre c’è chi copia e prende gli stessi voti di chi, al contrario, s’impegna nello studio costantemente. C’è anche chi viene accusato, spesso senza reali prove, di copiare, influendo negativamente e talvolta ingiustamente sul voto finale. C’è quindi chi, in un abile lavoro di squadra più o meno voluto, permette agli altri di copiare dai propri compiti, favorendo anche indirettamente il sistema appena denunciato. Con l’attuale didattica a distanza, alcuni Docenti ritengono che gli alunni sfruttino la rete digitale per svolgere i lavori assegnati in modo poco trasparente e questo li fa “sentire in dovere” di assegnare valutazioni generalmente più basse di quelle che avrebbero dato a scuola, dove avevano almeno la possibilità di monitorare meglio la correttezza dello svolgimento delle prove. Per quanto riguarda gli studenti, quelli che già copiavano presumibilmente continuano a farlo; chi invece non copiava, si sente spinto o costretto anche per non abbassare la propria media.

I problemi non finiscono qui. Alcuni studenti non dispongono dei mezzi necessari per rimanere on-line per 5 ore, ovvero per un normale orario di lezione in tempi normali. Non possiamo dare per scontato ciò che possediamo: occorre rammentare che in una scuola pubblica possono esserci famiglie con difficoltà economiche. Basti pensare alla scheda dei limiti di spesa, che nel nostro Liceo siamo chiamati a compilare all’inizio di ogni anno scolastico: quasi sicuramente, molti non hanno potuto usufruire di una gita di più giorni, o spendere quanto il loro portafoglio permetteva, poiché la famiglia di anche un solo compagno della classe aveva deciso di scegliere (o aveva potuto scegliere) la soglia minima dei limiti di spesa.

Un altro aspetto negativo di questa didattica a distanza è la difficoltà nel restare 5 ore consecutive seduti davanti ad un dispositivo elettronico, poco importa che sia un tablet, un computer, o uno smartphone. Ogni mobile device emette luce blu, un’onda dello spettro elettromagnetico dannosa alla vista (i telefoni emettono anche onde radio) e la fissità della postura compromette le normali funzioni biologiche dell’organismo. La richiesta di una pausa di 15 minuti non è, quindi, un vizio o una lamentela fine a se stessa, poiché esiste una vera e propria legge che stabilisce che chi lavora al computer ha diritto a 15 minuti di pausa ogni 2 ore consecutive davanti allo schermo (D. lgs n. 81 del 2008).

A risentire di più di questa condizione sono probabilmente i Maturandi. È incredibile come, in una situazione così delicata e di emergenza a livello mondiale, Paesi come l’Inghilterra e l’Olanda abbiano deciso di annullare la Maturità e di consegnare direttamente il Diploma ai propri alunni, mentre l’Italia voglia persino svolgere un Esame in presenza, pur con le dovute precauzioni. Non si dimentichino gli Stati che hanno deciso di riaprire gli istituti di istruzione già nel mese di maggio: in questo senso il nostro Governo si è mostrato più previdente, posticipando la riapertura a settembre, anche se non è ancora del tutto chiaro come questa avverrà.

Si legge tutti i giorni di ragazzi ancora volenterosi di svolgere l’Esame di Stato, forse per il carico emotivo ed esperienziale che porta con sé, sebbene si sia ridotto a poco più che un Esame di Terza Media. La Commissione, infatti, sarà composta da tutti membri interni ed un solo esterno, che svolgerà la funzione di supervisore della legalità complessiva dell’esame. Durante la prova non solo bisognerà consegnare un elaborato concernente le materie di indirizzo (in sostituzione, nel caso del Liceo Scientifico, della prova di Matematica-Fisica) e analizzare un testo di italiano affrontato durante l’anno (in sostituzione del Tema), ma anche esporre un argomento “concordato” che colleghi tutte le materie. Guai a chi la chiama tesina!

Quest’anno, il nuovo Ministro dell’Istruzione non ha potuto, come in passato, illustrare le modalità di svolgimento dell’esame a gennaio. Afferma di stare lavorando alla realizzazione del nostro Esame dalla fine di febbraio. Siamo a maggio: di questo passo, magari scopriremo come sostenere l’Esame il giorno prima di sostenerlo, oppure ci rassegneremo e non lo scopriremo mai!

Non si chiede che la prova venga annullata per mancanza di voglia di studiare, ma perché appare vano, o puramente burocratico affrontarla nel bel mezzo di una pandemia. Il suo svolgimento è davvero necessario? In una situazione come quella attuale ci sono delle priorità: la ripresa economica, il ritorno alla normalità, la tutela della salute fisica e mentale di tutta la popolazione, ma soprattutto di chi abita nelle regioni più colpite dall’infezione dilagante. Queste cose non sono forse più importanti?

Una Maturanda

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