Da Plauto alla Commedia All’italiana.

Tito Maccio Plauto, nato a Sarsina nel 255 a.C. e morto a Roma nel 184 a.C., è stato uno fra i più importanti commediografi romani. Dalle poche fonti biografiche che lo riguardano, cioè soprattutto dalle sue stesse opere, si può desumere che potrebbe aver perso in sfortunate imprese commerciali il denaro guadagnato con l’attività teatrale, divenendo quindi schiavo di un suo creditore. Solo dopo aver saldato il debito ed essere ritornato un uomo libero, si dedicò esclusivamente al teatro. Come può, quindi, un autore di oltre 2000 anni fa collegarsi con i film che hanno avuto il monopolio del mercato italiano nella seconda metà del diciannovesimo secolo?

Per capirlo dobbiamo prima analizzare e schematizzare brevemente le opere del commediografo. Si tratta di Palliate, un genere comico teatrale ambientato nel mondo greco a cui, però, l’autore aggiunge, tramite la contaminatio, elementi del mondo romano come l’uso di numerosi neologismi o la presenza di tratti teatrali italici quali il mimo e l’Atellana, un altro genero comico. Possiamo, quindi, catalogare le sue commedie in sette gruppi:

  • dei Sosia: riguarda lo scambio di persona e del doppio
  • dell’Agnizione: alla fine avviene un riconoscimento improvviso ed imprevedibile dell’identità di un personaggio
  • della Beffa: vi sono organizzati scherzi e beffe, bonari o meno
  • del Romanzesco: compaiono i temi dell’avventura e del viaggio
  • della Caricatura: contengono una rappresentazione iperbolica, esagerata di un personaggio
  • del Servus: il servo, intelligente e scaltro, aiuta il padrone ad ottenere un oggetto desiderato o una donna, spesso raggirando il vecchio padre o il lenone (uno sfruttatore di prostitute)
  • Composita: che racchiude al suo interno uno o più degli elementi precedenti

Ognuno di questi temi ha ispirato nel corso della Storia numerosi autori. Ad esempio, quello dei sosia diede l’idea a Dostoevskij per scrivere il suo celebre romanzo Il sosia e a Stevenson quella per Dottor Jekyll e Mr. Hyde, le commedie del servus hanno ispirato molti personaggi, come Arlecchino e Pulcinella, il tema della beffa è stato ripreso da Boccaccio per i suoi racconti del Decameron, e così via.

Nel romanzo del russo viene ripreso il concetto del sosia, ma in chiave più seria, dato che l’autore si concentra sull’aspetto psicologico del doppalgenger, che alla fine si scopre essere una proiezione mentale del protagonista e non una figura vivente. Stevenson presenta il tema del doppio come una duplice personalità imprigionata in un unico corpo, differenziandosi da Plauto che associava al concetto del doppio due differenti esseri identici. I personaggi come Arlecchino prendono spunto dal servo plautino, togliendogli, però, la furbizia e l’astuzia e accentuando l’aspetto villanesco, facendo passare il servo da scaltro truffatore a povero truffato.

Nonostante queste derivazioni culturali, non dobbiamo pensare alle commedie di Plauto come opere “alte” dal punto di vista contenutistico: le sue storie risultano abbastanza scontate, poiché il suo obiettivo non era far riflettere troppo il pubblico, ma farlo divertire attraverso giochi di parole, espressioni anche triviali e situazioni divertenti. Molte neoformazioni sono costituite da nomi composti e di intonazione parodistica (perché applicati a vicende e personaggi dimessi e quotidiani come quelli del teatro comico): si pensi a dismaritus «bigamo» (Casina) o a multibiba e merobiba «beona» (Curculio). Altre volte sono come ribattezzati con un nome scherzoso oggetti che hanno una loro denominazione tradizionale: così il triclinium diviene in Bacchides un biclinium, perché è un «triclinio per due persone».

Si può riprendere anche lo stile giullaresco e goliardico delle sue vicende ed è proprio da questo aspetto che la “Commedia All’italiana” ha preso spunto. Si tratta di film che raccontavano storie comiche, accompagnate da una satira di costume e da un’ironia pungente, ma aderenti a quella che era la realtà dell’epoca, riprendendo il concetto dell’agnizione, del servus, della beffa e, soprattutto, della caricatura. Nel farlo, però, si voleva presentare la situazione della società, che in quegli anni stava avendo quella forte crescita economica che l’ha portata a cambiare mentalità e rapporto col potere e con la religione. Dei chiari esempi sono film come I mostri (1963) e I nuovi mostri (1977), pellicole formate da sketch di natura comica del tutto distinti fra loro. Ogni episodio in cui sono rappresentati personaggi esemplari in modo caricaturale, seppur diverso, può essere riferito al contesto della città di Roma degli Anni Sessanta per quanto riguarda il primo film e, più in generale, al contesto dell’intera società italiana degli Anni Settanta per quanto riguarda il secondo. I vari episodi narrano, in maniera iperbolica e caricaturale, le vite contraddittorie delle persone che rappresentano la società, ad esempio ne “ Il testamento di Francesco” un uomo dall’aspetto molto curato, seduto nella sala-trucco di uno studio televisivo, tormenta il truccatore esigendo continui ritocchi al suo aspetto. Una volta in onda, si scoprirà essere un frate intento a predicare contro la vanità all’interno di una rubrica religiosa. Oppure ne “I due orfanelli” due mendicanti chiedono l’elemosina sulla scalinata della Basilica di San Pietro. Uno sfrutta la cecità del suo giovane e ignaro compare, fino al punto di sfuggire all’aiuto disinteressato di un famoso chirurgo, che sarebbe stato disposto a ridare gratis la vista al cieco.

Oggi alcuni di noi sono sempre più portati a pensare, anche grazie all’avvento di internet e della tecnologia, che dedicarsi allo studio della letteratura antica sia solo una perdita di tempo. Invece, gli influssi e le scoperte dei grandi del passato, che a noi sembrano ormai elementi scontati e datati, hanno dato, danno e daranno le basi per capire davvero ciò che vediamo, leggiamo e pensiamo.

Marcello Amato 3B

VN:F [1.9.16_1159]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.16_1159]
Rating: 0 (from 0 votes)

1 Commento

  1. Mi avete salvata … grazie!

    VA:F [1.9.16_1159]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.16_1159]
    Rating: 0 (from 0 votes)

Rispondi

L'indirizzo email non sarà pubblicato.