Italia: Da Caput Mundi a stato arretrato?

Quanto conta l’Italia nel mondo odierno?

 Per secoli, durante il dominio dell’Impero, Roma e, quindi, l’Italia ha rappresentato il centro storico culturale dell’allora conosciuto pianeta, diventando la potenza mondiale maggiore e creando uno dei domini più grandi della Storia.

 

Beatam urbem Romanam et invictam et aeternam illa concordia dicereQuella concordia celebrava la fortunata città Romana, mai-vinta ed eterna– scrive Tito Livio nel suo Ab Urbe Condita, Libro V – per sottolineare la magnificenza che aveva la nazione.

Ancora oggi noi Italiani spesso ci rifacciamo a quelle parole per raffigurare la nostra gloria di nazione che ha avuto una storia che non è stata eguagliata da nessun altro Stato. Scriveva Cicerone” Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntiavetustatis, la Storia invero testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra di vita, messaggera dell’antichità.

 

Dai tempi dell’impero romano ad oggi, il nostro territorio ha alternato momenti di “luce” con personaggi conosciuti e ampiamente stimati, come poteva essere stato Giulio Cesare, a periodi di assoluto buio e inaridimento sociale e spirituale,come tutte le invasioni da parte di nuovi contendenti nel medioevo e anche dopo. Infatti, nel Rinascimento l’Italia era un’eccellenza e nell’Ottocento, invece, prima dell’Unità,era caratterizzata da arretratezza e povertà. Manzoni stesso quando scrisse “I Promessi Sposi”, parlando degli spagnoli per non essere censurato, criticava il dominio austriaco sotto il quale la Lombardia, ma anche tutto il Nord-Est d’Italia, doveva sottostare. In particolare, Manzoni criticava il pavoneggiarsi dei ricchi e le difficoltà delle persone umili nel difendersi. Questo concetto oggi non si è ancora del tutto estinto, perché restano vivi privilegi della gente più facoltosa che, grazie alle conoscenze adeguate ed a un patrimonio elevato, in Italia molte volte ottiene successo senza meritarselo.

 

Oggi si parla tantissimo di regionalizzazione, dato che non si avverte più,come ai temi dell’impero romano, il reale senso di nazione unita,che invece è molto più visibile, per esempio, in alcuni altri paesi della comunità europea, come Francia, Germania e Olanda, nei quali, merito anche del fatto che non sono stati invasi tanto come l’Italia o che non derivi da un unione di più stati, come successo in Gran Bretagna.

L’opinione pubblica internazionale tende a considerare il nostro Paese non come una potenza economica industriale, nonostante sia stabilmente nell’ambito del G7, ma sulla base di stereotipi riconducibili ad un ‘’Made in Italy’’ legato principalmente ad alcuni settori, quali moda, alimentazione, arte e sport. È importante sottolineare, però, che l’Italia non deve essere ricordata solo per la sua storia legata ai romani o per l’arte rinascimentale e classica, ma anche per le attuali ricerche scientifiche dei suoi studiosi contemporanei. Uno dei più importanti istituti di ricerca mondiale, il CERN di Ginevra, è infatti guidato da quasi 5 anni da una ricercatrice italiana, Fabiola Giannotti. Oppure Paolo Nespoli è un noto astronauta che è stato più volte nello spazio; altrettantoSamantha Cristoforetti, la prima astronauta donna. Non meno importanti sono Alberto Mantovani, immunologo di fama internazionale, o Napoleone Ferrara, che ha rivoluzionato la ricerca in ambito oncologico; per non parlare di Giacomo Rizzolati, che ha lavorato sui neuroni specchio.l’Italia, quindi, forse non è più al centro del mondo, ma continua a rappresentare un punto di riferimento per l’economia globale sotto molti aspetti, nonostante da molte persone,a volte in modo un po’ superficiale,sia solo vista come nazione ‘’storica’’.

 

In Italia non c’è mai stata una grande unità nazionale (solo ora, grazie al virus che ci sta falcidiando, stiamo scoprendo di essere una nazione unita e non un aggregato di Comuni come nel XII secolo) edinfatti, negli anni, c’è sempre stato qualche motivo di divisione: è molto ricorrente la solita lotta tra Nord e Sud o i continui battibecchi politici tra i vari partiti, i quali hanno portato a volte a cadutedi Governi, come è capitato lo scorso agosto. Anche durante l’epoca romana ci sono stati diversi scontri politici, uno dei più eclatanti quello fra Cesare e Pompeo, narrato nel De Bello Civili.

 

Se il mondo si è evoluto, anche l’Italia l’ha fatto.Non è più lo stato dominante e glorioso di un tempoma, secondo il Fondo Monetario Internazionale (dato a ottobre 2019) rimane ancora tra le prime 10 economie più grandi al mondo in base al Pil nominale (cioè il valore di beni e servizi finali calcolato in base ai prezzi correnti). Da notare che gli Stati che un tempo erano sotto il dominio dell’impero romano ora occupano, nella classifica appena citata, una posizione nettamente di privilegio rispetto a quella dell’Italia stessa, ma molti italiani continuano ad atteggiarsi con superiorità rispetto a queste popolazioni.

L’Italia viene quindi vista con una doppia lente: è sia uno Stato all’avanguardia sotto certi aspetti (come il settore sanitario) e segue l’avanzata degli altri Paesi, ma è allo stesso tempo una nazione che si basa principalmente sulla sua storia e che ormai ha poco da dire;basti pensare che molte regioni, specialmente quelle del sud, vivono principalmente di turismo e,a causadella pandemia, quest’anno avranno parecchi problemi economici.

Certo, con tutta questa Storia, se noi Italiani fossimo veramente orgogliosi econ un pizzico di amor proprio in più, potremmo farne tesoro, valorizzandola per fare dell’Italia un gioiello turistico-culturale. Virgilio avrebbe detto “Sit romana potens itala virtute propagoLa stirpe Romana sia possente d’italico valore.

Federico Madia 3B

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