Consigli di bellezza a distanza di 2000 anni?

Come sono cambiatela seduzione e la visione della bellezza nei millenni.

 Nella sua famosa “Ars Amatoria” Ovidio offre agli uomini strategie di conquista e alle donne consigli su come attrarre il proprio amante. Tra questi alcuni, paradossalmente, sono validi ancora oggi.

Ovidio vuole insegnare in materia d’amore e, come un moderno docente, fa in modo che i contenuti leggeri e frivoli diventino una vera e propria materia, con regole ben precise.

Nell’opera, però, due libri su tre sono dedicati agli uomini; infatti danno consigli a questi su come sedurre le fanciulle e mantenerne poi l’amore.

 

Spiega, per esempio, come trovare la donna giusta, perché l’aspirante amante non può pretendere che la “preda” cada ai suoi piedi, ma deve darsi da fare con pazienza. Oppure sollecita a fare molte promesse, anche se non era necessario che queste venissero poi rispettate.

Come si può facilmente notare, l’opera appartiene alla sua epoca e, nonostante molti punti siano ancora validi, non lo si può dire di tutto: oggi infatti nessuno potrebbe scrivere l’ultimo consiglio senza essere aspramente criticato, benché sul piano pratico moltissime promesse degli innamorati continuino a cadere nel vuoto.

 

Nel terzo libro, invece, il poeta si concentra su raccomandazioni per le donne, come suggerimenti di acconciature in base al tipo di volto:

“Un ovale allungato richiede una scriminatura senza orpelli, un viso rotondo richiede che sia lasciato al sommo della fronteun minuscolo nodo di capelli, in modo che si vedano le orecchie”

Con “scriminatura senza orpelli” intende una capigliatura senza troppi fronzoli e ornamenti, come quelli che si possono ammirare in molti ritratti di matrone dell’epoca scolpiti nel marmo.

 

Questi consigli venivano rispettati da tutte le donne romane che avevano una posizione importante all’interno della società, così come i suggerimenti di non lasciare che i peli sulle gambe crescano troppo e siano duri; infatti anche nell’antichità venivano utilizzate delle cerette simili a quelle moderne, fatte però con lo zucchero (la prima che le usò fu Cleopatra). Tra gli antichi greci erano diffusi metodi abbastanza cruenti, come strappare i peli uno ad uno con pinzette simili a nacchere, fatte con gusci di conchiglie, o bruciarli con una candela (oggi si preferirebbe forse tenersi i peli). Per curare i denti per non lasciare che si ingialliscano, si faceva quindi uso di un impasto di sale, miele e rosmarino. Per curare le carie, invece, si procedeva con risciacqui tenendo in bocca oppio, pepe e alcune erbe medicamentose essiccate. Oggi siamo provvisti di quantità spropositate di dentifrici ed altri prodotti per la cura dentale, che questi “remedia” ci fanno piuttosto sorridere.

Era anche molto importante lavare il viso con acqua fresca tutte le mattine, venivano poi usati degli olii essenziali derivanti da piante come rose, gelsomini, lavanda; nella modernità questi stessi prodotti hanno al loro interno componenti chimiche che all’epoca dei greci non si sarebbero mai pensate, benché i profumi talvolta coincidano.

 

Per il fatto di aver dedicato due libri di questa opera agli uomini, probabilmente ci sono state, nel suo tempo, lamentele da parte delle donne, anche se forse non troppo esplicite per via della loro condizione di inferiorità in quel periodo, dal momento che dipendevano, almeno pubblicamente, da figure maschili, quali marito, padre e fratelli. Dopo queste, però, Ovidio ha scritto un’altra opera, incentrata sul mondo femminile, in particolare sull’uso dei cosmetici, che aveva lo scopo di insegnare alle donne come essere belle e conquistare gli uomini.

 

Per esempio,vi si insegna come comportarsi con i diversi tipi di pelle, per esaltarli: consiglia una crema di papaveri sciolti in acqua fredda per una pelle delicata, oppure dell’orzo per una pelle splendente o, ancora, per una pelle liscia e odorosa sono utili finocchi aggiunti a della mirra profumata, petali di rose essiccate e incenso maschio mescolato con sale di Ammone. Bisogna in seguito versarvi sopra la mucillagine prodotta dall’orzo e fare in modo che il peso dell’incenso con il sale eguagli il peso delle rose; infine si spalmi la crema sul viso per poco tempo, per fare in modo che scompaia ogni arrossamento.

 

Ancora oggi le proprietà di elementi naturali, come il papavero, vengono impiegate nella cosmesi, poiché questo fiore contiene alcaloidi in gran numero, che gli conferiscono varie proprietà calmanti e sedative ed è indicato come lenitivo per la cura di tossi, ma anche come rimedio per prevenire le punture di insetti, le lesioni della pelle o contro le scottature e le infiammazioni. È anche un ottimo prodotto per combattere l’invecchiamento della pelle.

 

Un altro prodotto naturale utilizzato fin dall’antichità ma ancora oggi nei trattamenti del corpo è la bava di lumaca; infatti il suo utilizzo risale all’antica Grecia, dove venivano sfruttate le sue proprietà antiinfiammatorie per lenire le irritazioni della cute. Nel Medioevo, poi, questa ha conosciuto un largo impiego nel campo della medicina tradizionale e si usava principalmente per curare ulcere peptiche e per cicatrizzare le ferite.

Oggi anche celebrità come Patty Pravo e Katie Holmes (attrice statunitense) la utilizzano come elisir di giovinezza, con creme ed altri prodotti, ma anche posizionando l’animale stesso che, attraverso il suo lento movimento, stimola la riproduzione cellulare e l’efficacia della sua bava in questo modo è aumentata.

 

L’insegnamento finale dell’autore è però questo: “per prima cosa, donne, curate il vostro carattere. Se l’indole è gradevole piace anche l’aspetto.”

Alice De Cinque 4A

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