La Popolazione Germanica: Ante vel Post?

Prima o Dopo? Meglio i Germani prima o i tedeschi ora? È realmente cambiato qualcosa?

          Una prima analisi del popolo germanico ce lo mostra predisposto a seguire le regole e l’ordinamento generale. La società è composta da individui che fin dall’origine erano caratterizzati da specifici aspetti che si possono tutt’ora intravedere nel tedesco medio. A tal proposito, infatti, troviamo diverse testimonianze di storici antichi che ci mostrano come la società tedesca fosse costituita e come i suoi componenti apparissero agli occhi di un romano.

Cesare ci conferisce una sua visione di questo popolo all’interno dei suoi “Commentarii De Bello Gallico”, sorta di diari dove raccontava e annotava quasi tutte le sue esperienze militari. Vi descrive il popolo germanico come uomini dal fisico imponente, incredibilmente valorosi e feroci nel combattimento, poiché avevano corporatura e mentalità da guerrieri accaniti. In alcune frasi dell’opera afferma di provare solo timore a guardarli, da quanto incutevano soggezione: dal popolo romano venivano temuti molto poiché erano a conoscenza delle loro abilità in battaglia e della forza dei soldati e, dato che non conveniva loro attaccare battaglia, cercavano di mantenere un rapporto di pace. I Germani, però, avevano comunque una cultura di stile barbarico, che agli occhi di un romano, essendo molto diversa da quella latina, era vista come estranea, inconcepibile e dunque disprezzata.

Secondo Tacito, che però non cade nell’idealizzazione dei Germani, questa sarebbe «gente senza astuzia né malizia». Presenta l’aspetto fisico e i costumi dei popoli germanici come conseguenza dei luoghi in cui quelle popolazioni abitavano. Il clima freddo e umido della Germania richiede la prestanza fisica degli abitanti, mentre il clima temperato mediterraneo è la condizione migliore per lo sviluppo di società in cui si educhino sia la forza che l’intelligenza. Tacito ci conferisce comunque una testimonianza molto superficiale, dato che non ha avuto la possibilità di analizzare anche il loro aspetto durante le battaglie sul campo. Nonostante descriva queste note positive, non si scorda di annotare i loro difetti, difatti per loro non costituisce vergogna passare il giorno e la notte bevendo. Le risse frequenti, spesso provocate da dispute e battibecchi alimentati dall’alcol, raramente finiscono con semplici insulti, più spesso con morti e feriti. Nel nostro tempo non succede più a questi livelli e con questo tipo di conclusioni; tuttavia ogni anno da circa 200 in Baviera si tiene l’Octorber Fest, durante la quale per tre giorni si beve e si festeggia in modo abbastanza dissoluto. Questo evento viene vissuto come un periodo di “sfogo” per divertirsi e scaricare la tensione accumulata nel corso della rigida vita tedesca. Una simile cerimonia veniva svolta anche dai Greci i quali, durante delle feste in onore di Dioniso, dio della Natura Selvaggia, si lasciavano trasportare dal vino e dall’effetto di alcune bacche allucinogene che alteravano il loro stato d’animo.

 

Oggi molte nazioni invidiano la Germania poiché riesce a gestire le situazioni sempre meglio a livello di modalità e organizzazione. Ad esempio, affrontando il problema Covid-19, nonostante il primo contagiato europeo sia stato forse un tedesco, ora la Germania è tra i paesi che stanno avendo risultati migliori nei cali dei contagiati/morti poiché la quarantena e tutte le sue restrizioni annesse sono e vengono ancora rispettate regolarmente, mentre ad esempio in Italia vi è un altissimo numero di multe e sanzioni per il non rispetto delle regole e quindi della legge. Inoltre non si pone il problema di gestire una popolazione “disarmoniosa”, cioè disorganizzata e testarda, poiché oltralpe è costante il rispetto delle norme e delle regole. Oltre a mantenere saldo il proprio posto durante l’emergenza coronavirus con le rispettive restrizioni, la popolazione tedesca è quella che ha meno trasgressioni per quanto riguarda il pagamento delle tasse, poiché nel paese vi è scarsa disoccupazione e quindi molti lavoratori ed impiegati stabili, mentre in Italia, ad esempio, vi è un grandissimo numero di disoccupati. Di conseguenza, lo sforzo viene concentrato su altri problemi, risultando così sempre un passo avanti a noi.

 

In passato, però, non vi era una giurisdizione collettiva ed equa per tutti, ma si ragionava secondo principii differenti. La legge permetteva a chi era più ricco di agire liberamente verso chi non godeva dei suoi stessi privilegi, consentendo così di guadagnarsi la giustizia da sé. La società germanica era quindi caratterizzata da molto individualismo e la giustizia non era una funzione pubblica, ma privata. Tra due contendenti, ad esempio, in cui bisogna decidere chi ha ragione e chi no, chi è colpevole e chi innocente, vi era una specie di tribunale dove, appunto, si stabiliva il “verdetto”.

Una volta deciso il “colpevole”, colui che aveva ricevuto un’offesa era libero di vendicarsi tramite la faida ( una sorta di vendetta) che addirittura si ereditava da padre in figlio. Tuttavia, col tempo, la faida fu sostituita dal guidrigildo, cioè una somma di denaro che l’offensore doveva pagare all’offeso. Di solito i giudici erano sacerdoti, i quali pronunciavano una sentenza in base a quanto sostenevano i due contendenti, ma talvolta quest’ultima poteva presentare i giudizi di Dio, o ordalie in caso i giudici non fossero stati in grado di determinare la verità. Il giudizio di Dio era il duello in cui Dio accordava la vittoria a chi aveva ragione. Altre ordalie erano: passare illeso attraverso le fiamme, tuffare la mano nell’acqua bollente, oppure legare i polsi e consegnare quindi una corta spada al presunto colpevole, chiudendolo poi in un sacco assieme ad un gallo, un cane, un serpente e una scimmia (o una capra) e quindi immergendo il sacco nelle acque di un fiume. Se il colpevole riusciva a liberarsi, veniva allora visto come un consenso divino ed era dunque considerato innocente. Una variante di questa ordalia consisteva nell’incappucciare il condannato e legargli dietro alla schiena una mano. L’altra mano libera teneva una spada con la quale il condannato doveva combattere contro una bestia feroce. Se moriva, veniva seppellito insieme alla bestia dentro un sarcofago; se invece sconfiggeva la bestia, veniva assolto dai suoi crimini.

 

Ora invece vi è una parità di diritti a livello sociale, riducendo dunque la discriminazione tra i singoli cittadini, ma vi è anche un incremento della durezza con cui vengono imposte le regole dalla legge, con il conseguente rispetto obbligatorio di queste ultime e la grave sanzione in caso contrario. Il rispetto della legge o delle regole in generale, però, ora agli occhi di un tedesco appare come una cosa normale di tutti i giorni. Ad esempio, anche all’interno di giochi di gruppo i tedeschi trovano davvero importante il rispetto delle regole e si irritano se non vengono rispettate da qualche partecipante/giocatore. Un tedesco, inoltre, se nota, ad esempio, che il suo vicino di casa non rispetta le norme stabilite dalla legge, subito non si fa problemi a chiamare le forze dell’ordine per risolvere il problema. Possiamo dunque concludere che ogni popolazione ha i suoi tratti caratteristici che ne delineano l’intera maturazione e crescita. Tutto ciò che una nazione è, come la Germania, consiste in tutto quello che è stata fin dalla sua nascita. Certamente non sono più la popolazione barbarica e violenta di un tempo, però i tratti, i lineamenti e le caratteristiche fisiche descritte dagli storici antichi persistono. Rimangono comunque una popolazione legata all’alcol e alle feste, ma in maniera decisamente ridotta. Inoltre, se prima, come affermava Cesare, erano avvantaggiati in combattimento ma privi di una vera e propria strategia, ora il loro livello di organizzazione si è evoluto in meglio, incidendo sul lavoro e sull’amministrazione del paese.

Leonardo Olivieri 3B

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