L’amore: follia e passione.

L’amore comporta un accrescimento interiore ed é considerato un sentimento che regala emozioni forti e uniche.

ll poeta latino Virgilio non concorderebbe con tale visione dell’amore. Infatti, all’interno delle Bucoliche ci sono alcune egloghe che pongono al centro la tematica amorosa e che delineano la concezione travagliata dell’autore nei confronti di un sentimento “dittatore” quale l’amore.

In particolare nell’ VIII egloga, il principale argomento è quello dell’infelicità amorosa; pertanto, tale sentimento viene trattato con modalitá differenti. Un pastore, Alfesibeo, descrive i riti magici compiuti da una donna per ricondurre a sé l’amato che l’ha abbandonata; il pastore Damone invece sfoga con accenti patetici la sua disperazione poiché la fanciulla amata vuole sposare un altro, e conclude il suo canto con l’addio alla vita.

La prospettiva dell’amore dannoso che conduce anche alla morte é ripresa da Virgilio anche nell’Eneide, soprattutto nel III libro, interamente dedicato alla grande storia d’amore e di morte di Didone.

La regina fenicia si unisce ad Enea, abbandonandosi a una folle passione che si trasforma in odio e in rancore disperato quando l’eroe, sollecitato dagli Dei, riprende il viaggio verso l’Italia. Dopo aver maledetto Enea e la sua stirpe, Didone si toglie la vita. Il presupposto concettuale dell’episodio è costituito dalla nozione negativa che Virgilio ha dell’amore. Questo sentimento, pertanto, porta a una distruzione della figura di Didone, la quale abbandona ogni dignità, disinteressandosi dei propri compiti.

Nel VI libro è narrata la discesa di Enea negli inferi. Nella sede dei morti suicidi per amore, incontra Didone, che oppone alle sue parole un ostinato e ostile silenzio. Ferita e uccisa dall’amore non corrisposto, mostra apatia, come se fosse stata annientata nell’anima.

Un’altra occasione in cui Virgilio utilizza l’amore come spunto di un raffinato gioco letterario é nella X egloga. Il protagonista, Cornelio Gallo, è rappresentato in preda alla disperazione per l’infedeltà dell’amante, Licoride. Questo canto é consolatorio: si pone l’obiettivo di alleviare il dolore del giovane abbandonato. Tutto l’impegno del mondo bucolico non é sufficiente, peró, ad alleviare le pene di Cornelio, perché il giovane rivendica la sua natura di amante e di poeta e confessa la sua resa incondizionata all’amore.

Virgilio dimostra di conoscere la potenza dell’amore, ma come una forza distruttiva che provoca un tormento costante. Lo si nota anche nella II egloga, un altro canto d’amore. Il pastore Coridone dichiara il proprio sentimento per Alessi, un giovinetto che non ricambia la sua passione. Quello del protagonista si trasforma in un amore non corrisposto, che si tramuta successivamente in follia. Quindi parrebbe che la concezione virgiliana della passione amorosa sia rovinosa, meritevole d’infinita compassione per la disperata infelicità di chi ne è colpito.

In un’altra importante opera, le Georgiche, il poeta latino inserisce solo delle digressioni sull’amore. Raccomanda di tener lontani i vitelli e i puledri dai ciechi stimoli dell’amore che ne indebolirebbero le forze. Ancora una volta, il sentimento è considerato come una furia devastante, che sconvolge e travolge uomini ed animali, provocando rovina e morte.

Dato che la Letteratura rinascimentale vive di citazioni dei modelli classici, anche Ludovico Ariosto nell’Orlando Furioso segue la strada tracciata da Virgilio. L’amore del protagonista, infatti, si tramuta in puro dolore alla scoperta delle imminenti nozze dell’amata Angelica con Medoro. La disperazione provocata dal tradimento lascia spazio alla follia. La mente del giovane Orlando é offuscata dall’amore non corrisposto, che gli impedisce di ragionare e gli fa perdere il senno. Il sentimento viene presentato come una forma di pazzia; pertanto, la passione priva chi ama del suo equilibrio interiore e lo condanna ad una tormentosa inquietudine.

Questo legame tramutato in follia é ciò che, offuscando la mente degli uomini, fa emergere le loro debolezze. Sia per Virgilio, sia per Ariosto é estremamente negativo, poiché impedisce all’uomo di ragionare e lo priva delle sue facoltá mentali.

Anche nel Furioso l’amore di Orlando é paragonato ad una furia devastante che, come afferma Virgilio, indebolisce le forze di chi ne é colpito.

Esistono, peró, delle differenze significative tra i due autori. Un esempio potrebbe essere l’intervento divino che Ariosto favorisce in aiuto del protagonista innamorato. Infatti, quando ormai Orlando ha perso il senno ed é al culmine della follia, l’autore fa intervenire Dio, per soccorrerlo e ricondurlo sulla retta via, a differenza di Virgilio, che lascia soccombere i suoi personaggi alla furia dell’amore.

All’opposto, ai giorni nostri, queste emozioni vengono comunemente intese come sinonimo di purezza e felicitá. I film, le canzoni, i libri e le serie tv raccontano di giovani innamorati che diffondono gioia e allegria ma, in alcuni casi, rivelano anche la sofferenza di amori finiti.

L’amore possiede due lati opposti, come una specie di dr. Jekyll e mr. Hyde sempre attuale.

Asia Corbella 3B

VN:F [1.9.16_1159]
Rating: 9.0/10 (3 votes cast)
VN:F [1.9.16_1159]
Rating: +5 (from 5 votes)
L’amore: follia e passione., 9.0 out of 10 based on 3 ratings

1 Commento

  1. il libro dedicato interamente all’amore è il IV dell’Eneide

    VA:F [1.9.16_1159]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.16_1159]
    Rating: 0 (from 0 votes)

Rispondi

L'indirizzo email non sarà pubblicato.