Leggere oggi i testi antichi come può aiutarci?

La catabasi, dal greco “κατάβασις”, in latino “discentio ad inferos”, nella mitologia classica è il viaggio di una persona viva nel regno dei morti per affrontare sfide, tentare di riportare in vita dei cari estinti o ricevere informazioni sul proprio destino.

Nella noia e monotonia di questo lungo periodo di lockdown, abbiamo avuto l’occasione di riflettere su noi stessi econcentrarci sulle nostre passioni, scoprendo nuovi interessi o riprendendone altri abbandonati in passato. Molti, ad esempio, hanno appreso l’arte della cucina, del disegno o hanno riacceso il proprio amore per la lettura e l’attività fisica. Non va dimenticato, poi, l’impatto sociale che questo virus sta portando nelle nostre vite, insegnandoci a rispettare la salute altrui, stando a casa dal lavoro e da ogni altra attività se non ci sentiamo bene, come raramente capitava in passato per il forte senso del dovere di molti, e togliendoci le forme di espansività per cui tanto siamo conosciuti noi italiani all’estero, come i baci sulle guance e gli abbracci per salutarci.

Proprio su questi punti troviamo la similitudine tra la nostra situazione attuale e le catabasi nella letteratura, spesso utilizzata per simboleggiarel’inizio di importanti cambiamenti, come si può vedere ad esempio nell’Eneide di Virgilio. Qui Enea, l’eroe del poema, durante la sua catabasi affronta diversi mostri e sfide, fino a giungere da suo padre Anchise, nei Campi Elisi, un posto dall’aspetto molto meno inquietante e più pacifico rispetto al resto del regno di Dite, poiché erano destinati ad ospitare le anime pure anziché quelle dei dannati. Parlando con il suo congiunto, viene a conoscenza del suo destino nel Lazio e della grandezza del popolo a cui darà origine: i Romani.

Una catabasi precedente è quella di Ulisse nell’Odissea, da cui Virgilio ha certamente preso spunto, dove l’eroe affronta il percorso negli inferi fino ad arrivare dal saggio Tiresia, da cui verrà a conoscenza del suo destino e del suo ritorno in patria, ad Itaca.

In questi due poemi, la catabasi costituiva il simbolo di un nuovo inizio, di un importante cambiamento e di una maggiore conoscenza di se stessi e del proprio destino. Ormai si può interpretare come uno spunto da cui imparare a seguire la strada giusta, indipendentemente da quanto il percorso sia complicato, per poter risolvere i problemi e apprendere di più sul nostro io più profondo e sulle scelte che dovremo prendere per il futuro. Le gesta di Enea e Ulisse possono quindi farci da esempio in tutti i momenti più complicati, che sono nelle nostre vite come dei “riti di passaggio” e che comportano inevitabilmente cambiamenti radicali, come quando entriamo nell’adolescenza e contemporaneamente iniziamo le Scuole Superiori, che sono un “mondo” più grande rispetto a quello delle Medie, e ci possiamo sentire spaesati, confusi, senza aver ben chiaro di preciso chi siamo e cosa vogliamo diventare.

Un altro importante insegnamento è ricavabile dal mito di Orfeo ed Euridice, tratto dalle Metamorfosi di Ovidio. Con il consenso degli Dei, Orfeo effettua la catabasi per riportare in vita l’amata, ma l’unica clausola che non riuscirà a rispettare, perdendo sua moglie per sempre, è quella di non potersi voltare fino a che non la avrà ricondotta sulla terra. La storia di questi due amanti cela il messaggio di perseguire i propri obiettivi senza mai cadere in distrazioni e tentazioni frivole e momentanee, poiché potrebbero farci perdere importanti opportunità. Questa è infatti una difficoltà che affrontiamo ordinariamente, come quando ci ritroviamo a dover scegliere tra alcuni divertimenti della gioventù e i sacrifici che richiede la scuola, o tra la voglia di imparare una nuova attività e la difficoltà nell’apprezzarla quando ancora non siamo capaci di svolgerla. Il mito raccontato da Ovidio porta con sé, quindi, uno degli insegnamenti più importanti e necessari nelle nostre vite quotidiane, che ci può consentire di capire davvero quale sia il percorso giusto e più appropriato alle esigenze attuali e future di ciascuno.

Nella letteratura classica la catabasi è molto frequente e affrontata da diversi eroi, ma questo elemento si estende all’interno di innumerevoli mitologie di culture anche precedenti a quella greca. Uno degli esempi più famosi si può trovare nell’epopea sumera di Gilgamesh, in cui Enkidu, compagno del protagonista, scende negli inferi, ma non ne rispetta alcuni tabù fondamentali, come indossare vestiti puliti, portare un’arma o arnesi che facciano rumore, perdendo così la vita. Dopo aver disperatamente implorato gli Dei e tentato di recuperare l’amico, Gilgamesh è costretto ad accettare, seppur con riluttanza, l’idea della morte. In questa epopea la fine di una vita è rappresentata in un modo estremamente vicino alla nostra attuale situazione, sembrando quasi impossibile da accettare e allo stesso tempo inevitabile. L’idea che molte persone muoiano senza che i propri cari possano fare nulla, neanche star loro accanto, e che questi ultimi possano solo accettare le cose come stanno, coincide particolarmente con il concetto espresso in questo passo della storia di Gilgamesh.

Certo è, però, che l’esempio di catabasi più eclatante e conosciuta è la Commedia di Dante, il quale prende spunto dai poemi classici, in particolar modo l’Eneide, per creare una struttura nuova e originale del regno dei morti, che ha portato all’interessamento di molti alla catabasi e alla cultura mitologica degli inferi, nonché alla loro conseguente diffusione sotto diverse forme, ad esempio videogiochi come Dante’s Inferno e God of War.

L’elemento cruciale del poema è, tuttavia, l’insegnamento che si vuol dare ai lettori. Con questo testo Dante si pone l’obiettivo di far capire alla gente gli errori, anche quelli che possono talvolta sembrare banali, commessi da molti, la via per la redenzione e il giusto modello di comportamento da seguire. Il poeta critica poi pesantemente la Chiesa e la società dell’epoca per la corruzione da cui erano afflitte. Dante ci dimostra così come, anche e solo compiendo un’azione apparentemente piccola come scrivere un libro, si possa invece fare un grande passo verso un altrettanto grande cambiamento. Proprio ora stiamo vivendo un chiaro esempio di questo fenomeno poiché, facendo piccoli gesti come stare in casa o indossare le mascherine, contribuiamo al cambiamento e al miglioramento di una condizione che sta coinvolgendo l’intero pianeta. È proprio, quindi, durante questa quarantena che Dante sarebbe potuto essere la migliore delle nostre guide e delle persone da cui prendere ispirazione.

Non ha importanza quanto culturalmente questi poemi appaiano distanti da noi o quanto la catabasi sembri un elemento puramente mitologico perché, indipendentemente dall’epoca storica a cui appartengono questi testi, possiamo ricavarne sempre importanti insegnamenti leggendoli, imparando ad esempio a conoscerci meglio e ad esplorare noi stessi sempre più in profondità, a schiarirci le idee sul nostro futuro, ad accettare il dolore, a seguire con fermezza gli obiettivi che ci imponiamo e, soprattutto, a dare valore ai nostri piccoli passi e alle nostre opinioni senza aver paura di farci sentire.

Eleonora Re 4A

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