2020: Era di una nuova musica?

La musica multidimensionale, o 8D, sta spopolando. Ma è davvero una novità?

Da alcune settimane il mondo della musica si è imbattuto in un nuovo fenomeno: basta mettere un paio di cuffie alle orecchie, far partire il brano e la magia ha inizio. La melodia volteggia, compiendo cerchi, intorno alla testa dell’ascoltatore, ed offrendogli un’esperienza percettiva multidimensionale. Stiamo parlando della musica 8D.

Questo tipo di audio è mirato a creare un ascolto il più possibile “realistico” e, soprattutto, altamente suggestivo, o suggestionante, come prometteva di fare il cinema in 3D poco tempo fa. Infatti, se si prova ad ascoltare un brano 8D con le cuffie, ci si sente in un primo momento disorientati, perché il cervello non è abituato a questo tipo di ascolto.

Il fenomeno della musica 8D non è, però, del tutto nuovo.

Possiamo trovare le radici di questa tipologia di audio nei sistemi surround, usati nei cinema e negli ambienti domestici coi sistemi di home theater, i quali hanno il compito di avvolgere lo spettatore emettendo i suoni da tutte le direzioni e, quindi, proiettarlo meglio all’interno della finzione scenica.

Il 25 novembre 2015 avviene la vera svolta nel campo della musica “multidirezionale”. Viene infatti creato il canale YouTube 8D TUNES che, periodicamente, carica rielaborazioni dei brani di successo in 8D, raggiungendo oltre i 6,7 milioni di iscritti. Negli anni successivi numerose pagine emergeranno, senza però raggiungere la stessa fama di quella prima pioniera.

Come si rielabora, però, la musica 8D?

A creare questo tipo di audio sono effetti di post-produzione. Quello più usato è chiamato panning, perché distribuisce il suono sui diversi canali audio. Le normali cuffie hanno due canali fisici, destra e sinistra. Con l’audio 8D viene a crearsi una struttura audio rotante che simula la sensazione di cerchi circolari intorno alla testa. Viene aggiunto anche un effetto riverbero, per far sembrare che il suono provenga da un concerto dal vivo.

Oltre al panning (utilizzabile solo in fase di post-produzione) vi sono altre tecniche applicabili direttamente durante la registrazione, che prevedono diversi microfoni posizionati nello studio, in modo da permettere la registrazione del suono nella sua interezza. Gli algoritmi si occuperanno poi del giusto posizionamento del suono in cuffia. Questo, però, garantisce solamente un suono distribuito nei 360 gradi intorno a noi, senza i volteggi caratterizzanti l’ 8D.

Accanto alla musica 8D, nel web si possono trovare altrettante versioni di brani di successo accompagnate dal titolo 12D, 36D, fino ad un’esagerazione di 360D. Si potrebbe pensare che sia qualcosa di ancora più stupefacente. In realtà si rivela un audio 8D con una semplice esagerazione nel titolo (certo per aumentarne le visualizzazioni).

La 8D non è che l’evoluzione di effetti già presenti e comunemente utilizzati nel mixaggio delle canzoni. Resta il fatto che rappresenti una piccola novità nella riproduzione musicale che, però, risulta confusa, ma che per molti è fonte di rilassamento. In attesa di una vera rivoluzione musicale, ascoltiamo la musica per ciò che è e come più ci piace.

Lorenzo Spiga 3L

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