Arte e Coronavirus: la rinascita parte da noi.

Sveglia, lezioni, studio, dormire. Sveglia, lezioni, studio, dormire. Ripeti. 

Purtroppo le giornate degli studenti sembrano tutte così a causa della pandemia, ma non riguarda solo noi: anche il mondo dellarte ha qualcosa da dire. 

 

 

In questi primi giorni di freddo invernale, la monotonia si percepisce ancora più “pesante” di prima, soprattutto con i professori che hanno la solita necessità di mettere voti prima delle vacanze e che, perciò, ci caricano di compiti e lavori da svolgere, con lunico risultato di renderci meno motivati anche in vista della tanto agognata pausa natalizia. 

Questa condizione tipica dellultimo periodo è stata anche un tema ricorrente nellambito artistico, che trova sempre il modo di trasmettere messaggi di grande significato e che permette alle persone di riflettere e magari immedesimarsi. 

 

Oltre ai tour virtuali dei musei e alle varie iniziative nate nel primo periodo dellemergenza, come quella del Getty Museum di Los Angeles che invitava le persone a ricreare unopera della sua collezione con ciò che si trovava in casa per vivere larte da protagonisti, tra le strade delle città abbiamo potuto assistere alla comparsa di muralesopere darte realizzate nelle strade delle città e per questo a contatto più diretto con le persone, spesso rappresentanti “rivisitazioni” di dipinti famosi in chiave coronavirus, come la Gioconda di Leonardo con il viso coperto da una mascherina, oppure Il bacio di Hayez in cui i due amanti si scambiano dei contenitori di gel disinfettante. 

 

Tra lironia di questa street art e i suoi messaggi di speranza e di ringraziamento verso il personale sanitario, spesso rappresentato in veste di supereroe, che sta combattendo la pandemia in prima linea, a Glasgow lartista visuale The Rebel Bear (anche conosciuto come the Scottish Banksy) ha realizzato unopera di grande impatto che rappresenta molto bene il disagio psicologico provato da molti adolescenti in questo periodo della loro vita. 

Il murales, infatti, ritrae un ragazzo che cerca di muoversi, ma viene ostacolato da una catena legata alla caviglia, alla cui estremità si trova la rappresentazione del coronavirus, che quindi gli limita la libertà e il movimento. 

Questa pandemia  ci costringe a stare chiusi nelle nostre case, senza la possibilità di uscire e vedere altre persone, che siano amici o parenti. Questa sofferenza, data dalla mancanza di contatti sociali e soprattutto umani, unita alla preoccupazione per la grave situazione sanitaria e alla sensazione di star perdendo i cosiddetti anni migliori della propria vita, sicuramente rende più difficile concentrarsi sulla scuola e appesantisce le giornate quasi rallentandole, costituendo in un certo senso una vera palla al piede. 

 

Nonostante si possa pensare di essere praticamente dei prigionieri, rinchiusi tra le solite quattro mura in compagnia delle stesse persone, si può trovare una via di fuga sempre nellarte: certamente può costituire un passatempo da praticare per distogliere i pensieri da tutti i problemi e per rilassare la mente, ma è molto utile anche osservarla e studiarla. 

In tal senso lo studio della Storia dellArte fornisce un punto di vista molto interessante: esprimere il disagio psicologico, ovvero la sensazione di essere sopraffatti dagli eventi,  insieme alle difficoltà interiori attraverso un canale comunicativo diverso dal solito aiuta a capire come porsi di fronte alla realtà in modo più efficace. E il gruppo scultoreo del Laocoonte ne è un ottimo esempio: le linee aggrovigliate e il movimento sofferente visibile nei volti e nelle membra cariche di sforzo delle figure riproducono il tormento che vivevano gli uomini dellepoca in quel contesto storico complesso. 

Inoltre, come sostenevano i più grandi pensatori e filosofi antichi, in particolare quelli appartenenti alla corrente del neoplatonismo, per esempio Marsilio Ficino e Pico della Mirandola, stare a contatto con il bello arricchisce lo spirito e lo rafforza per affrontare i problemi del reale, fornendo una spinta” verso il mondo per evitare di chiudersi in se stessi. 

 

Larte quindi può davvero essere daiuto in periodi difficili come questo, sia che venga usata come momento di svago, sia che serva per migliorare se stessi da un punto di vista più mentale e psicologico, poiché risulta utile per trasformare questa clausura forzata” in unoccasione di rinascita e di riscoperta non solo di sé, ma anche del bello nei piccoli attimi della nostra vita. 

Citando il famoso artista Pablo Picasso, Larte spazza la nostra anima dalla polvere della quotidianità”, costituendo un potente mezzo di espressione e introspezione che possa aiutare a rendere più vivaci e meno monotone le nostre giornate, ma soprattutto a superare gli ostacoli della vita senza lasciarsi frenare da delle pesanti catene. 

Vanessa Piccaluga 4B 

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