Directed by Dante Alighieri?

Ecco perché il nome di Dante Alighieri può essere tra i titoli di testa sul grande schermo. 

Quentin Tarantino, Christopher Nolan, Woody Allen, David Fincher, o Stanley Kubrick sono solo alcuni dei grandi nomi del Cinema moderno, ma, come ogni opera entrata nella storia, molti dei loro lavori possiedono fondamenti e influenze da testi, avvenimenti o figure del passato, e di certo un personaggio come Dante Alighieri non poteva che ispirare alcune tra le menti più geniali nel mondo dell’arte contemporanea. Uno dei motivi per cui gli americani trovano così interessante Dante è di certo legato alla sua visione ed al suo attaccamento alla religione cristiana. 

“Niente provoca un cambiamento come il dolore. Forse solo lui può salvarci”: così inizia l’Inferno di Ron Howard, un thriller incentrato sull’impresa di un professore esperto in simbologia, che cerca di fermare uno scienziato intenzionato a diffondere un virus letale in grado di sterminare metà della popolazione mondiale. Lo scienziato lascia, però, una pista da seguire, che solo uomini acculturati come il professore, interpretato da Tom Hanks, sono in grado di leggere. Il protagonista utilizza, infatti, il proprio sapere in materia dantesca per seguire la mappa lasciata dal terrorista, risolvendo enigmi come un anagramma formato da lettere contenute in una versione modificata dell’Inferno di Botticelli, dove i gironi erano posti in ordine differente, e per arrivare alla parola bisognava riordinarli. Altri elementi danteschi all’interno del film, a parte le molteplici citazioni contenute negli enigmi, sono le visioni del professore: “tormento, peccatori marchiati con lettere, falsari coperti di scabbia, gli indovini con la testa rivolta all’indietro, ladri avvolti da serpenti”, in un ambiente avvolto da roventi fiamme.  

Troviamo sempre del fuoco ad avvolgere gli occhi di Caronte: dettaglio fondamentale per il cinema fantasy e fantascientifico dei nostri tempi, che di certo non è sfuggito agli studi della Marvel e della DC Comics, che ci hanno costruito personaggi come Firestorm, dell’universo DC, ed altre, che hanno preso spunto solo nella forma, ma cambiando l’elemento naturale alla base, come ad esempio Tempesta degli X-Man, nell’universo Marvel, che a differenza del primo, ha occhi avvolti da scariche elettriche. 

Inoltre, è con un tuono in sottofondo che Donnie si sveglia nella prima scena dell’omonimo film Donnie Darko che, guardandosi successivamente intorno, capisce di non ricordarsi come sia arrivato su quella strada dispersa su una collina e riprende il proprio cammino, esattamente come Dante quando arriva all’altra sponda del fiume Acheronte. Ma questo non è l’unico dettaglio che possiamo associare alla Divina Commedia; vediamo infatti dalle prime scene una figura che accompagnerà Donnie per i seguenti 28 giorni 6 ore 42 minuti 12 secondi, cioè Frank, un uomo che veste un costume da coniglio con un aspetto demoniaco. Come Virgilio con Dante, Frank accompagna Donnie fino al punto più nascosto, basso e malato della propria società.  

Così come in Donnie Darko si arriva a vedere il degrado allo stato puro, è possibile vederlo e dividerlo in veri e propri gironi nel film Il Buco, una rivisitazione dell’Inferno, con molti punti in comune. La prima delle analogie che risalta immediatamente agli occhi è di certo la struttura verticale, con l’unica differenza che nella Commedia di Dante chi viene collocato in un girone è condannato a rimanerci in eterno; nel film abbiamo invece un cambiamento giornaliero della posizione. Possiamo però dividere lo stesso questa reinterpretazione dell’Inferno dal punto di vista di Galder in tre principali categorie: i piani più alti sono quelli degli incontinenti, a metà i piani dei peccatori di “malizia” e infine i piani più bassi, dove troviamo i colpevoli di matta bestialitade, cioè coloro che commettono peccati e crimini contro i familiari, la patria o gli ospiti, esattamente come vediamo nella Divina Commedia, dove ad esempio il 3° cerchio è quello dei golosi (incontinenti), la 7° bolgia, appartenente all’ottavo cerchio, è quella dei ladri (peccatori di malizia) e nel Cocito, ovvero il nono cerchio, troviamo i traditori dei parenti, della patria, degli ospiti e infine dei benefattori. 

È quindi innegabile che Dante sia ancora oggi d’ispirazione per molti artisti. Dopo tutto, si addice a un grande poeta il fatto che le sue parole, fondamentali per la cultura occidentale, rimangano e ispirino grandi menti. 

Simone Muri 3G 

 

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