La sodomia: un tabù medievale. 

Siarriverà mai ad immaginare un mondo in cui siamo liberi di amare? Un mondo in cui non si ha paura del diverso o del giudizio altrui? Un mondo arcobaleno e non solo in bianco e nero?   

Oggi, nel XXI secolo, è ancoraimpossibile vivere secondo questa utopia,poiché le discriminazioni sono nate molti anni fa dagli ideali degli antichi abitanti del nostro pianeta.Il diverso è sempre stato, e continua ad essere, motivo di paura, rifiuto e discriminazione,piuttosto chedivicinanza e comprensione.La maggioranza è uguale alla normalità:la minoranza va nascosta.   

   

A favore del “canone” abbiamo anche esponenti illustri, tra cui Dante Alighieri, scrittore tra i padri della lingua italiana, che nel ‘300scrisse la Divina Commedia basandola sullideologia preponderante allepoca, ovvero quella cristiana cattolica.   

Nel canto XV dellInferno crea un girone appositamente per punire i sodomiti, tra cui il suo grande maestro Brunetto Latini.   

Descrive la sodomia come un peccatodi cui gli uomini “si macchiano, rimanendo sporchi, turpi, violando le leggi della natura e classificandosicome diversie,quindi,sbagliati. 

Considerato il loro orientamento, definito contro natura, Dante sottolinea, anche, una marcata differenza tra isodomiti infernali e quelli che verranno ammessi al Purgatorio (seppur scontando la loro pena): la beatitudine concessa a questi ultimi sta nel fatto che il loro amore, seppur definito sbagliato,  fu in parte perdonato, perché quanderano ancora in vita chiesero pietà per il loro sentimento, inteso come amore maldetto e non come violenza contro natura; diversamente dai dannati del XV girone che, invece, avevano una concezione passionale dellamore e che né in vita né in punto di morte dichiararono alcun tipo di rimorso. 

 

Il pensiero “infernale, purtroppo, non ha abbandonatolideologiadi moltineppurenelletà contemporanea.Anchese,teoricamente, la nostramentalità dovrebbe essere più aperta rispetto a quella medievale, questa questione rimanesempre untabù di cui non si vuole parlare,o che viene nascosta da un sottile “velo di vergogna” collettivo, come se fosse sbagliato decidere liberamente chi amare e comefarlo.   

   

Molti ragazzi e ragazze vengono insultati, esclusi, denigrati e aggrediti,siafisicamente,siapsicologicamente, solo per il loro orientamento sessuale, quando sono molto più di una semplice etichetta attribuitagli da persone con unamentalità antiquata e bigotta.   

Per esempio,un musicista omosessuale di 44 anni fu picchiato alluscita di un locale a Porto Miggiano la notte di San Lorenzo di un anno fa da due ragazzi di 27 e 22 anni, quindi molto più giovani di lui; o,ancora, secondo le notizie di un articolo del 13 giugno 2020, il proprietario di una casa a Matera, concessa ad un normale affittuario, dopo aver scopertoche questultimo aveva una relazione omosessuale, decisedi volerlo allontanare dallabitazione. 

Gli atteggiamenti omofobi non hanno confinienon sonosconosciutineanche allestero: in America, per esempio, lex presidente degli Stati Uniti,DonaldTrump, instaurò la regola per la quale nessun militare transgender avrebbero potuto far parte delle forze armate;fortunatamente questa divietodecadde nel luglio del2016ultima tappa di un percorso avviato nel 2010 a favore dell’abolizione del cosiddetto “don’t ask don’t tell:la regola per la quale nessun militare deve dichiarare la propria omosessualitàpena la radiazione. 

 

In Italia il dibattito tra inclusione ediscriminazione  si è trasferito anche inParlamento, dove si sono promulgateleggi per contrastare lomofobia, volendo aggiungerla ai reati.Tuttavia, potremmo chiederci se una legge sia necessaria perfarcessare questeviolenze.    

La risposta a questa domanda è stata data a Piacenza, quando un ragazzo di quindici anni,che si stavadirigendo alflash-mob “Da’ voce al rispetto” organizzato per sostenere questa legge,viene aggreditofisicamente e verbalmenteda quattro ragazzi di età non conosciuta.   

Questo episodio è solo uno dei tanti atti di violenza mossi da omofobi. Quindi questa legge è fondamentale, ma purtroppo non sufficiente, per contrastare larretratezza di pensiero dellaparte di popolazione che non accettarealtà diverse dalla propria e che si sente superioretentando di imporreagli altri la propria idea con la forza.   

   

Con la promozione di questa legge si cerca di ampliare il modo in cui affrontare largomento, cercando di non rimanere chiusi nelle proprie idee. Citando uno stralcio del testo della legge “restano salve la libera espressione di convincimenti ed opinioni,appare evidenteche nessuno debba averepaura di dar voce asestesso. 

 

Sfatando anche questo tabù e manifestando lavolontà  di amare chi si desidera e nel modo che ci fa sentire meglio,si può provare a sconfiggere davvero lomofobia, perché il rispetto reciproco delle idee di ciascun individuo è la chiave per viverein unasocietà civile, non discriminatoria e in grado di definirsi come tale.   

 

Beatrice Macchi 3G 

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