Un amore olio su tela.

“Amor, ch’a nullo amato amar perdona, 

mi prese del costui piacer sì forte, 

che, come vedi, ancor non m’abbandona.” 

Così recita uno dei versi più significativi del celebre canto V dell’Inferno dantesco. Paolo Malatesta e Francesca da Polenta si trovano nel II cerchio, quello dei lussuriosi, di chi si è abbandonato viziosamente al vortice della passione ed è ora travolto, di conseguenza, da un’impetuosa bufera, al buio, perché in vita ha perso la diretta via illuminata da DioI due amanti sono le uniche anime che volano unite: si tratta di una disposizione certamente simbolica, poiché per Dio l’amore è la colonna portante della vita e perciò è visto sempre come un fattore positivo. Dato che, come quello del Creatore per i suoi figli, anche l’amore dei due giovani è eterno, i due sono vicini, legati prima, ora e sempre da questo forte sentimentoNella letteratura, italiana ma anche stranieratali personaggi sono dunque diventati un’ispirazioneun simboloma le due anime sono tanto celebri anche nel mondo dell’arte? 

Ebbene, l’episodio iniziò ad essere rappresentato dalla mano di alcuni pittori nell’Ottocento, epoca in cui venne ripreso anche in virtù del ritorno alla lettura della Divina Commedia 

L’italiano Francesco Hayez (1791-1882)appartenente alla corrente del Romanticismo, realizzò, ad esempio, Il bacio (il titolo per intero sarebbe Il bacio. Episodio della giovinezza. Costumi del secolo XIV)un dipinto ad olio che vede come protagonisti due innamorati che si stringono in ufocoso bacio, osservati, però, da un’incombente ombra alle loro spalle. Hayez non ha specificato l’identità dei soggetti, ma molti critici hanno interpretato l’opera come la rappresentazione dei due amanti dell’Inferno, e di Gianciotto Malatesta, marito di lei e fratello di lui, per mano del quale sono stati trucidati poiché scoperti. L’evidente desiderio dei due, che trapela dal dipinto, è stato oggetto di diversi commenti all’epoca dell’artista, gli stessi ricevuti per un altro suo quadro, L’ultimo bacio di Romeo e Giulietta, rispetto al quale i critici sostenevano che quebacio non rappresentasse il “tenero amore di pure anime incantate”, bensì che fosse voluttuoso. Per Hayez, però, la purezza non può esistere senza la passione e viceversa, visione che lo stesso Dante fa scorgere all’interno di questo canto: 

 

“Quando leggemmo il disiato riso 

esser basciato da cotanto amante, 

questi, che mai da me non fia diviso, 

la bocca mi basciò tutto tremante.” 

 

Jean-Auguste Dominique Ingres (1780-1867), importante esponente francese della pittura in età neoclassica, scelse di raffigurare due innamorati in un modo più infantile e teatrale, con un delicato bacio sulla guancia di lei. L’immagine pullula di dolcezza e di amore “gentile”, se non fosse per la figura di Gianciotto, che sta estraendo la spada per infliggere ai due la loro dolorosa penaLa ragazza tiene in mano il romanzo cavalleresco a cui avevano dedicato la lettura che, come scrive Dante, fece da Galeotto, ovvero aiutò i due a trovarsi come fece Galehaut con Lancillotto e Ginevra nel poema.  

 

Molto più realistica è, invece, la rappresentaziondi Gaetano Previati (1852-1920)aderente alle correnti dei decoratori, divisionisti e simbolisti, in Paolo e Francescaha posto i personaggi della scena nel preciso momento della loro morte, raffigurandoli pugnalati dalla stessa spadacome per simboleggiare che fossero legati dallo stesso amore, ed ora moriranno per un’uguale colpa per mezzo della medesima pena, giacendinerti accanto ad un letto. L’immagine di Previati mette in luce l’aspetto più cupo della vicendaforse alcuni possono giudicarla di pessimo gusto, ma sicuramente rispecchia il violento atto del marito di Francesca nel più sincero dei modi, narrando l’apparente e terrena conclusione di un amore proibito che, come sappiamo, una vera fine, invece, non incontrerà mai 

 

Infine, le due anime sono state dipinte per come sono descritte nel II cerchio dell’Inferno, dal pittore Gustave Dorè (1832-1883)un altro esponente del Romanticismo, mostrando il volo dei cognati nella loro nudità, avvolti solo da un sottile lenzuolo. La forma delle sagomeche si trovano nella più totale oscurità, ricorda una colomba (siccome nel canto i due volano in direzione di Dante come colombe dal desio chiamate) o un cuore, simboleggiando il loro amore che, pur essendo fonte di peccato, viene comunque elogiato, spesso facendo schierare, chi legge l’opera, dalla loro parte. Francesca nel quadro presenta la ferita al petto causatale dalla spada, da cui sgorga del sangue, ricordando le piaghe di Cristo: è, probabilmente, un riferimento al cristianesimo, importante pilastro anche della commedia, e del Medioevo in generale. Paolo guarda con tenerezza la sua amata, triste che debba patire una tale sofferenza anche a causa sua, mentre lei avvolge il suo collo con il braccio come per dire che non è così, che il suo amore non ha colpe e che non vuole, ne potrà mai, allontanarsi da lui.  

 

L’amore passionale di Paolo e Francesca si può immaginare, quindi, come un aereo, di cui Dante è il pilota, che non vede confini e perciò li oltrepassa, partendo dalla terra della letteratura e raggiungendo quella dell’arte: un aereo con la capacità di segnare qualsiasi persona che abbia l’occasione di ammirarlo. Dante non ha solamente scritto una “Commedia: ha influenzato artisti di ogni genere, ha fatto pensare chiunque leggesse l’opera, ha spiegato che cosa fossero l’amore, la fede, la vita e la morte per lui, racchiudendoli in ogni canto, ed ora le sue tracce si possono seguire come la scia dell’aereo nel cieloanche solo analizzando uno dei quadri sopracitati. 

Non ci resta che proseguire il viaggio. 

Chiara Gritti 3G 

 

Il bacio di Hayez 

 

 

Paolo e Francesca di Ingres 

 

 

Paolo e Francesca di Previati 

 

VN:F [1.9.16_1159]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.16_1159]
Rating: 0 (from 0 votes)

Lascia il tuo commento per primo

Rispondi

L'indirizzo email non sarà pubblicato.