Tempo Sovrano.

Triste giornata, tempo infelice,

che noia e lutto ti si addice.

Clessidra rotta, il tempo non scorre

e non più l’uomo a questo rincorre.

 

“Ma sono vivo?” talvolta mi chiedo,

“In che mal mondo sono finito?”.

Come bendato il buio rivedo

cibarsi lento di un uomo ferito.

 

Si sente il corvo ora gracchiare,

risuona quel verso cupo e malato

che segnerà anche questo Natale,

giorno felice di anno dannato.

 

La gente smarrita cerca riparo

chi con un lume si sente sicuro,

ma chi nella vita gusta l’amaro

morde la fine del nostro futuro.

 

Andrea Reverberi 4B

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