“Cosa ne pensa il prof? E l’alunno?” Il Covid-19 nelle scuole

COME SARANNO STRUTTURATI I NOSTRI ARTICOLI? 

Nei nostri articoli troverete delle interviste a persone che osservano da punti di vista differenti gli argomenti che tratteremo. 

E se anche tu volessi approfondire qualche tematica puoi contattarci su thevoiceofallofyou@libero.it . 

DI CHE SI PARLA OGGI? 

Oggi parleremo del Covid-19 a livello scolastico. 

In data 11 Dicembre 2020, intervistando i professori Ravagnani Alberto, docente di IRC e Piantanida Luca, docente di scienze matematiche, abbiamo ricevuto risposte similari. 

“È meglio tornare a scuola o restare a casa in DID? Perché?” 

Ravagnani: “La DID rischia di eliminare la relazione, con la DID ci si concentra più sull’apprendimento e si trascurano le relazioni tra compagni e insegnanti.” 

Piantanida: Spiegare davanti a uno schermo fa perdere il gusto di fare lezione e ostacola l’interazione con gli alunni; tornare all’interno dell’ambiente scolastico sarebbe sicuramente più stimolante che rimanere a casa ogni giorno.” 

 Abbiamo chiesto loro cosa ne pensavano della situazione scolastica e come la stavano gestendo le autorità. 

In base al parere del professor Ravagnani questa situazione si sarebbe potuta gestire meglio. 

Piantanida: “La stanno gestendo bene, perchécomunque si stanno attenendo ai decreti ministeriali. Stanno dando la possibilità ai professori che non possono connettersi da casa, di fare lezione direttamente da scuola e ci si sta organizzando al meglio per garantire la maggior sicurezza al rientro previsto per il 7 gennaio.” 

 Gli abbiamo avanzato poi la domanda che li ha messi in maggior difficoltà: “Come migliorereste le condizioni attuali?” 

Ravagnani: “Bisogna essere più responsabili del nostro lavoro e delle relazioni. La classe è una famiglia dove ci sono diritti e doveri. C’è chi tenta di ingannare i professori. La pandemia è un banco di prova. Chi era già serio, in DID lo è ancora di piùchi no, cerca di scappare.” 

Piantanida: “Innanzitutto cercherei di consentire un maggior numero di passaggi dei trasporti pubblici, in modo tale da diluire l’affollamento degli autobus. È fondamentale lo scaglionamento degli ingressi, magari ancora più dilazionati sarebbe più efficace. Il migliorare della situazione dipende totalmente da noici sono delle leggi, e queste ultime non possono funzionare se non siamo i primi a rispettarle, quindi comporta molta collaborazione e ognuno nel suo piccolo deve cercare di favorirla.”

Abbiamo intervistato anche gli alunni Regalia Fabio e Cartabia Leonardo di 1B, ponendo loro le stesse domande rivolte ai professori. 

Fabio pensa che, nonostante preferisca tornare a scuola, per capire se conviene rimanere in DID, bisogna eseguire un’indagine statistica tramite l’ISTAT o la Protezione Civile per valutare la possibilità di un nuovo rientro in base alla curva dei contagi. 

Leonardo: “Anche io sono d’accordo con Fabio: tecnicamente è più sicuro starsene a casa perché a scuola c’è una grande concentrazione di persone e un maggior rischio di trasmissione del virus; però secondo me fare lezione dal vivo è meglio che farlo a distanza, anche perché qualcuno ha problemi di connessione o con il pc.” 

Fabio: “Conte con il nuovo DPCM può muoversi correttamente, come erroneamente. Il fatto di chiudere preventivamente le scuole a marzo, non dico che non mi sia piaciuto, perché essendo in montagna a sciare non ho potuto studiare per la verifica che ci sarebbe stata al mio rientro, però ha anche aiutato con la gestione della pandemia. 

Anche Leonardo concorda con Fabio e puntualizza sia il problema “connessione”, sia il disagio di avere due software che crea problemi a livello organizzativo personale. 

Per la terza domanda abbiamo ricevuto risposte dentro lquali c’è un’iniziativa interessante. 

Entrambi gli intervistati ritengono che bisognerebbe creare una piattaforma del ministero che unisca Classroom e Microsoft Teams, poiché a quest’ultimo manca un’importante funzionalità presente invece in Classroom, ovvero quella di dare la possibilità di visualizzare le esercitazioni e le date entro la quale vanno consegnate, in un unico spazio virtuale.

Ora i professori hanno avuto la possibilità di avanzare domande agli alunni. 

Piantanida: “Con la DID riuscite a mantenere salda la concentrazione e a seguire la lezione?” 

Sia Fabio che Leonardo pensano che ci sono molti strumenti di distrazione, tra cui Instagram e Youtube. 

Inoltre, nonostante i continui richiami dei professori, alcuni alunni tengono ancora la videocamera disattivata, non permettendo così al docente di supervisionare equamente la classe. 

Ravagnani: ”Credi che stai dando il tuo meglio, e se ti accorgi che non lo stai facendo, come mai?” 

Leonardo: Allora, sì, sto dando del mio meglio anche se tra Teams e Classeviva vado un po’ in confusione.” 

Fabio non ha saputo dare una precisa risposta ma in media si sta impegnando nonostante le distrazioni. 

Abbiamo inoltre chiesto agli alunni il loro parere a riguardo di un’intervista mostrata al Tgcom24, dove nostri coetanei, per seguire la lezione del professore, hanno preso posto fuori dalla scuola su banchi distanziati non correttamente oppure seduti a terra, non rispettando il DPCM pubblicato e aumentando il rischio di contrarre e diffondere il virus. 

Ovviamente riteniamo tutti quanti che questa sia la dimostrazione della superficialità nel rispetto delle regole. 

Troverete più informazioni a riguardo suhttps://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/piemonte/foto/la-dad-non-scuola-due-ragazze-protestano-studiandoin-strada-a-torino_25335323-2020.shtml 

 Concordi con il rientro a scuola? (Puoi risponderci sulla mail) 

Non ci resta che dire “la scuola non si ferma mai… Andrà tutto bene”.

Aloisa Anzà e Benedetta Caruso, 1B 

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