Meglio un bianchino che il vostro vaccino.

Giovin Signore, ma un po’ maturato,

che urli irritato al vicino assordato,

ripeti imprecando il discorso sottile

citando il Divino in modo febbrile.

Seduto sei ora nel bar del paese,

accusi lo Stato e le sue spese,

bevendo un bicchiere già di mattina

dimentichi in tasca la mascherina.

La rimetti dopo, già ubriaco,

sconfitto nella partita a burraco,

ma il rosso naso lasci scoperto

senza capire il pericolo certo

di non poter più leggere il giornale

che tratterà di un piano vaccinale

o dell’arrivo di un nuovo Governo,

che giunge ogni anno come l’inverno.

A casa ti dicon di rimanere

e non di star fuori ogni giorno a bere,

ma a te non importa, hai fatto la guerra

e per un virus non vai sottoterra.

“Tanto se prendessi questo malanno

la Vergine e l’alcol mi salveranno,

ma alla fine noi tutti sappiamo che

a questo covid non ci crediamo”.

Andrea Reverberi 4B

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1 Commento

  1. Grandissima poesia
    Continua così!!!

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