Sindemia Covid-19: voce agli studenti!

Sondaggio condotto tra gli studenti del Liceo riguardante gli effetti sociopsicologici della pandemia sulle loro vite e opinioni sulla didattica a distanza.

Il biennio 2020-2021 ha sicuramente segnato la vita di migliaia di persone: più di 115 mila individui hanno perso la vita, molti di più hanno dovuto affrontare un lutto, tanti hanno perso il proprio lavoro, tutti i bambini e i ragazzi sono stati privati di due anni di esperienze fondamentali nell’età evolutiva in cui si formano le loro personalità.

Abbiamo condotto un sondaggio tra gli studenti del nostro Liceo, che ha evidenziato le conseguenze psicologiche dovute alla pandemia e al conseguente lockdown, ma ha anche dato voce alla loro opinione sulla didattica a distanza.

In primis, abbiamo ricevuto opinioni diverse su come i ragazzi hanno vissuto la didattica da remoto. In particolare: il 34,6% degli studenti ha dichiarato di essersi trovato male con la dad, contro un 22,8% che invece dice di essersi trovato bene, il restante 42,7% ha avuto un atteggiamento, nel complesso, neutro nei confronti di questo cambiamento.

Un riscontro più netto è emerso sugli ostacoli che si sono creati: quasi la metà degli studenti (44,5%) ha riscontrato maggiori difficoltà nello studio, nell’organizzazione e nel mantenere la concentrazione durante la lezione nei periodi che hanno visto la didattica in presenza integrata con quella a distanza, mentre il 35,9% nei periodi di pura didattica a distanza.

Come si poteva immaginare, la nuova (e forzata) modalità di didattica ha influito soprattutto nelle relazioni interpersonali: per quasi tre quarti degli studenti (73,3%) la comprensione e l’empatia dei docenti è diminuita quando questi si trovavano relegati dietro ad uno schermo, mentre i rapporti (a distanza) con i compagni per il 36% sono peggiorati e solo per il 10% migliorati.

Un altro chiaro segnale di “malessere scolastico” è stato evidenziato nella domanda riguardante il principale aspetto che ha assunto e ricoperto la “scuola a distanza”. Infatti la valutazione degli studenti è ben delineata e quasi unanime: per quasi tutti gli studenti (80,8%) il fine principale emerso è stato quello didattico-nozionistico (cioè una trasmissione di insegnamenti generalmente asettici e “vuoti”), per il 13% quello didattico-formativo (quindi un insegnamento che ha trasmesso passione), per gli altri ha avuto come principale scopo quello sociale ed umano.

Oltre ai disagi socio-scolastici creati dalla DAD, il 45,6% degli studenti ha notato un aumento di ansia e/o panico tra le proprie emozioni, mentre una porzione maggiore (il 60,6%) ha invece riscontrato l’aumento di apatia e/o mancanza di voglia nei confronti della scuola e, più in generale, dell’apprendimento.

Conclusioni che ci aspettavamo sono emerse nelle domande sui rapporti di amicizia, in ambiente scolastico e non solo: l’80,2% degli studenti ha sentito la mancanza di uscite tra amici e di incontri nei corridoi scolastici , anche se il 93% degli studenti ha trovato metodi alternativi e virtuali per mantenersi in contatto con i propri amici.

Infine, la pandemia ha influito anche sulla sicurezza dei ragazzi nei confronti dell’avvenire: quelli completamente incerti sul loro futuro sono cresciuti dal 15,7% (prima della pandemia) al 35,2% (dopo), quelli parzialmente incerti sono diminuiti dal 60% al 47,1%, mentre quelli senza nessuna incertezza sono passati dal 23,3% al 15,7%.

Trattando il problema dell’abbandono scolastico è risultato che il 42,7% degli studenti durante la pandemia ha pensato di abbandonare o cambiare percorso di studi, senza però farlo; mentre il 10% conosce qualcuno che ha abbandonato il proprio cammino scolastico ed il 30,9% qualcuno che ha cambiato percorso di studi.

Percentuali chiare e determinate ad evidenziare come, soprattutto nel piccolo mondo cittadino-liceale, il Covid abbia rovinato profondamente la socialità. Partendo proprio da questi numeri, è inevitabile interrogarsi: cos’è l’uomo senza la società? Cosa rimane dell’aristotelico zôon politikòn (“essere-animato sociale”) se lo si priva per così tanto tempo della comunità?

Alessia Reale 5A

 

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