Arospec Awareness Week e Aromanticismo

Chi ne fa parte e perché l’amatonormatività è un problema

Dal 21 al 27 febbraio 2021 si è svolta la Arospec Awareness Week, ovvero la settimana dedicata alle persone appartenenti allo spettro aromantico; ma cosa rappresenta e chi ne fa parte?

Lo spettro aromantico (o Arospec) racchiude in sé tutti quegli orientamenti vicini all’aromanticismo, ovvero all’orientamento di chi non prova attrazione romantica verso alcun genere.

Fanno quindi parte di questo spettro le persone aromantiche (o Aro), i greyaromantici (coloro che si sentono vicini alla definizione di aromanticismo ma che non vi si ritrovano al 100%), i demiromantici (coloro che provano attrazione romantica solo dopo aver stretto un forte legame emotivo con una persona), gli aroflux (coloro il cui orientamento oscilla ma che rientra sempre nello Arospec), i lithromantici (chiunque provi attrazione romantica ma ma non voglia che sia ricambiata), gli Aroallo (chiunque sia Aro e non asessuale), gli aroace (chiunque sia Aro e Asessuale) e molti altri orientamenti romantici.

Si comincia a parlare di aromanticismo nel 1979, nel libro Love and Limerance: the experience of being inlove, in cui Dorothy Tennov distingue le persone limerenti e non limerenti. Per quanto riguarda l’uso del termine specifico, si può parlare di una prima comparsa su internet nel 2002, in un gruppo Yahoo Haven for the human, benché l’aggettivo verrà diffuso maggiormente a partire dal 2010.

Data la mancanza di rappresentazione nei media, che aiuterebbe a far capire questi orientamenti, si sono venuti a creare forti stereotipi/falsi miti su di essi. In primis, non tutti sono anche asessuali; inoltre non tutti gli aromantici evitano/non apprezzano atti o situazioni tipicamente romantiche, anzi molti li apprezzano. Stessa condizione con i partner e/o le relazioni romantiche: molti le desiderano, molti le hanno, mentre solo alcuni preferiscono non intraprenderne.

Infine, anche questo orientamento subisce forti discriminazioni, le frasi come “ma come fai ad esserne sicura?”, “ ma ti sei fatto controllare?” o ”devi solo aspettare quello giusto” sono denigranti e finiscono con il fare sentire la persona “rotta”.

Questo è dovuto soprattutto a causa della amatonormatività, ovvero della credenza che il matrimonio e l’amore romantico abbiano un valore speciale che conduce a trascurare altre relazioni affettive. Si punta, quindi, ad affermare che una relazione esclusiva e amorosa sia normale per tutti gli esseri umani e ne consegue una considerazione fuorviante delle persone aromantiche, percepite come “malate” o “incomplete” o, addirittura, “rotte”. Questo atteggiamento conduce ulteriormente ad una forte pressione sociale e alle discriminazioni verso Aro, Ace e persone non monogame.

Basti pensare a come in Italia sia sempre stata deprecata la figura della zitella, in quanto non aderisce all’amatonormatività. Soprattutto nei piccoli paesini, viene ghettizzata e discriminata.

Perchè?

Perchè, a causa dei problemi legati alla natalità, si era praticamente obbligati ad avere figli per aumentare la popolazione o per avere mano d’opera e se qualcuno avesse voluto sottrarsi a questo obbligo sarebbe stato preso di mira e considerato un folle.

Ma oggi giorno non dovrebbe più essere così, dato che secondo la curva di Malthus (una curva logistica che descrive processo di crescita della popolazione) ci stiamo avvicinando sempre di più a Pmax (ovvero la capacità di sostentamento della specie).

Pertanto, bisognerebbe smettere di pensare che una persona aromantica o anche solo che non aderisce all’amatonormatività sia “inutile” e ”rotta” .

Quindi la settimana dedicata a questo spettro meriterebbe un po’ più di visibilità e apprezzamento, non solo dalla comunità LGBTIA+ ma anche da tutti gli altri.

 

Colombo Michela 4D

 

Fonti:

 

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